Combattere il cyberbullismo a partire da noi

Quello che vorrei dire del bullismo, anzi, del cyberbullismo, è che so com’è fatto, ci sono passata anch’io, sono sopravvissuta, ed è tutto vero, basta verificare (chi mi conosce lo sa!) quanto certo squadrismo abbia condizionato la mia vita reale e quanto, in un certo senso, la condizioni ancora. Perché il bullismo è banale, il male è banale, e non c’è bullo o bulla che non ritenga di aver ragione di praticarlo.

Cyberbullismo è quello subito da Paola, colpevole di aver mostrato una foto in bikini in piena campagna elettorale. Poi ci sono tante donne vittime di slut shaming, nel mondo del porno, per esempio, quando colleghi e compagni di college scoprono che lei campa con i film porno invece che indebitarsi con gli usurai per pagare l’università.

La forca è sempre pronta tra le mani di branchi di persone di qualunque specie, qualunque sia la loro ideologia. Lo dico perché pensavo che il male risiedesse in alcune persone, tolte quelle, allora, eliminato il male. Non è così. Il male viene messo in circolo da chi oggi mette alla gogna il gognatore o la gognatrice e così via fino al termine dell’ultimo essere umano in una faida senza fine.

Ci sono bulli che difendono l’onore maschilista, bulle che difendono la regola del decoro per le donne, ragazzine che bullizzano quella più carina, ragazzini che bullizzano il compagno disabile. E presi singolarmente questi bulli e queste bulle, saranno anche brave persone, ma sono capaci di fare male, di stuprare in gruppo, di malmenare, di fare tutto quello che compone l’unità dei clan, familiari, sociali, basati su ideologie o norme scelte come metodo di autoconservazione. Possiamo dire che è paura del nuovo, di quel che è diverso, e basta pensare al linciaggio di Ipazia, donna e scienziata scarnificata da fanatici “cristiani” perché metteva in discussione il dogma. Quanti sono i dogmi che non è possibile mettere in discussione? Quanta gente pratica bullismo per affermare il proprio potere di controllo su un gruppo sociale?

Tutti pensano di aver ragione. Razzisti che evocano roghi e campi di sterminio raccontando di fantomatiche invasioni da parte di stranieri. Uomini che trattano le donne come streghe e oggetti sessuali e agiscono in branco per massacrarle psicologicamente pur di riaffermare il dominio oppressivo del maschile universale sul femminile soggettivo. Donne che trattano malissimo uomini e donne per affermare volontà di controllo su quello che gestiscono, per imposizione o per scelta, da sempre: cura, educazione, figli, briglie sui corpi delle figlie per le quali certe madri, di alcune culture, pretendono di realizzare decisioni su matrimoni forzati o verginità mantenute con la forza.

Poi trovi però anche donne che lottano contro la violenza sulle donne e in nome di questa idea pensano di aver diritto di sputare fango su chi non la pensa come loro. Trovi quella che chiamo armata del bene che va di ronda in ronda a mettere alla gogna quella che parla di violenza di genere e non di violenza “etnica” (ad una amica dissero “ti auguro di essere stuprata da un nordafricano e poi capirai”), o a mettere alla gogna la tal femminista alla quale dedichi costantemente diffamazioni, ingiurie, sfottò, senza curarti di quel che può causare o ridendo quando ti dice di star male e tu continui a giustificare il tuo fanatico bullismo. Ci sono uomini che sprecano fanatismo bullizzando uomini e donne che non rispondono al genere “etero”, perpetrando il sentimento cattivo di chi, fin dall’infanzia, ti dice che non devi comportarti da gay e che se lo fai sei malato, sbagliato.

I bulli peggiori sono quelli che pensano di poter giustificare la propria foga da linciaggio usando il pretesto di una causa benevola. La religione, per esempio, qualunque dogma rigido o gruppo partitico stretto attorno a rigide regole. Guerre in nome di Dio, qualunque esso sia. Aggressioni a persone di sinistra da parte di estremisti di destra. E gli estremisti di destra pensano di aver ragione e si autogalvanizzano parlando di come i bianchi siano in minoranza, la “nostra” cultura sia in pericolo e le “nostre” donne saranno a rischio di stupro da parte dei neri e degli islamici. Diranno che vogliono difendere i bambini dal rischio gender, perché la paura per la froscizzazione del mondo è un altro elemento ideologico mediovale di supporto a qualunque pratica bulleggiante e forcaiola.

D’altro canto trovi anche alcune donne che dicono di voler salvare altre donne e perciò pensano di poter augurare la morte a quello che dice di non essere d’accordo su qualcosa o alla donna che parla di sex working senza zittire le sex workers che fanno quel mestiere per scelta. Ci sono quelle che pensano di combattere per il bene dei bambini e delle mamme e criminalizzano tutti i padri e chiunque parli di loro come si parla di esseri umani. Ci sono quelli che pensano di combattere per il bene dei figli e dei padri e criminalizzano tutte le madri, le donne, le femministe, e chiunque non reciti il mantra del “bruttanazifemministadimerdaconleleggifemministedimerda
contuttoilmondodominatodafemministedimerda”.

Trovi chi fa revenge porn ma trovi anche donne che dicono che è stata ingenua lei che si è fatta filmare. Trovi chi mette alla gogna la donna “grassa” e poi dice che lo fa per il suo bene, perché la sua salute è a rischio e bla bla bla. Trovi chi mette alla gogna la donna che non si depila le gambe e poi dice che ci deve avere per forza un ovaio policistico del cazzo, perché è impossibile che una donna abbia così tanti peli, come se fossimo venute fuori lisce come il culo di un bambino. Che altro? Trovi quell@ che, sostanzialmente, poggia su uno scempio accaduto in passato per massacrare, oggi, in senso politico o guerrafondaio, etnie che vivevano di propria indipendenza. E’ il caso della politica del governo israeliano contro la palestina, per esempio.

E tornando a noi possiamo dire di quante volte la “ragione” di abusare di un potere diventi scelta politica, governativa, con media che si prestano a campagne criminalizzanti di persone, territori, movimenti, cause giuste. Narrazioni tossiche che alimentano mentalità orribili formate grazie a anni e anni di torture, negazioni di stragi, frammentazioni politiche. Il potere, chi sta al potere o chi vuole assumerne ruoli e funzioni, compie massacri mediatici che diventano anche fisici. Ricordate il movimento No Tav e Sole e Baleno? Chi ha ucciso chi?

Troppo comodo parlare della forza distruttiva di alcuni bulli virtuali quando è un metodo di comunicazione, un meccanismo distruttivo contro chi dissente, contro persone da demonizzare, sputtanare, criminalizzare, delegittimare, distruggere, cancellare dalla faccia della terra, che va rimesso in discussione. Chi trasgredisce la norma, chi esce fuori dal clan, come nelle peggiori mafie del mondo, diventa vittima di un potere oppressivo, di volta in volta diverso, e lo dico non per relativizzare, perché la responsabilità per l’istigazione al suicidio, per esempio, è individuale, ma è anche collettiva, è una cultura propria di chi trasgredisce la norma: che tu viva una regolare vita sessuale, gettata in bocca a voyeurs morbosi, o che tu decida di sentirti bella al di fuori del modello estetico dominante, o di non depilarti, o di dissentire dalle ideologie rigide, o di chiedere perché, di porgerti dubbi, domande, di usare senso critico, sarai sempre soggett@ a pressioni e a pioggia di fango.

Dal personale al politico: negli ultimi anni mi hanno detto di tutto. Ci sono stata malissimo per un po’, poi ho ricevuto aiuto, sostegno sociale, amicale, familiare, psicologico, da parte di persone che non mi hanno permesso di sentirmi sola e lasciarmi andare, perché il cyberbullismo può distruggerti e non bisogna aver timore di dirlo. Qualche giorno fa una tizia che pensava di aver ragione mi ha definita “cancro”. Il fatto è che il vero cancro è composto da gente che senza gettare fango sul mondo, sulle persone, non sa proprio campare. Ogni respiro è un insulto, privo di argomenti. Cominciamo allora a fare spazio e chiarezza sul cyberbullismo, sullo slut shaming (sono stata definita “troia al servizio dei maschilisti” perché sono una femminista sex-positive), sull’ostracismo, la merda che viene gettata sulle persone che hanno il brutto difetto di non essere d’accordo con alcune altre, per pura differenza di opinioni, e solo quando, dal personale al politico, avremo fatto piazza pulita della merda che regna tra noi allora potremo dire di aver fatto davvero qualcosa contro una cultura di negazione delle differenze, di oppressione e di morte sociale. Sì. Morte. Sociale. Spesso anche fisica.

Ps: e con questo voglio ringraziare tutte le persone belle che mi hanno sostenuta e mi sostengono ancora, pur nella differenza di opinioni, perché il vostro sostegno è stato ed è per me essenziale. grazie.

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