Annunci

#Vaginismo: quando lei vive male il sesso

Ieri sulla pagina facebook una ragazza è intervenuta per raccontare del suo problema nelle relazioni sessuali. In privato sono arrivati commenti e racconti di altre donne – che vogliono restare anonime – che volevano confrontarsi sul vaginismo e altri disturbi, per cui eccovi queste storie. Nel caso in cui voleste parlarne scriveteci su abbattoimuri@grrlz.net

Questo il commento e la discussione di ieri.

Un’altra ragazza dice:

“Salve! scrivo in merito al post della ragazza che non riesce ad avere rapporti completi. (…) nonostante il sospetto di vaginismo sia più credibile nella situazione che descrivi, è molto importante che tu escluda anche la presenza di una sindrome chiamata vulvodinia o vestibolite vulvare. Ci sono diversi specialisti che se ne occupano e il metodo per escluderla o accertarla consiste in un semplice test del cotton-fioc. Preferisco citare da wikipedia “La diagnosi è basata sul dolore percepito dalla paziente, con riscontri fisici normali, e sull’assenza di cause identificabili per diagnosi differenziali. Viene usato un “test del cotton-fioc” per delineare le aree di dolore e categorizzare la loro severità. Le pazienti spesso descrivono il tocco del cotton-fioc come estremamente doloroso, come l’attrito di un coltello. Molte pazienti visiteranno molti dottori prima che venga fatta una corretta diagnosi. Molti ginecologi non hanno familiarità con la condizione, ma la consapevolezza si sta diffondendo col tempo. Inoltre le pazienti spesso esitano a cercare cure per il dolore vulvare cronico, specialmente perché molte donne iniziano a sentire i sintomi quando diventano sessualmente attive. Inoltre, l’assenza di sintomi visibili significa che, prima di essere diagnosticate, viene detto a molte pazienti che il dolore è di origine psicogena (“nella loro testa”).” Su internet troverai moltissime informazioni al riguardo. In bocca al lupo per i tuoi problemi, so cosa significa vivere con l’impressione di essere una donna a metà.”

Ancora una:

“Ciao(…) ti scrivo un po’ di fretta e vado dritta al punto, perché ci tengo moltissimo a far arrivare il messaggio ad una precisa destinataria: ho appena visto lo stato con l’esperienza della ragazza che non riesce, all’età di 23 anni, ad andare oltre i preliminari. Premetto di non parlare da dottoressa o esperta, ma solo per vissuto personale: recentemente ho subito un intervento ginecologico in day-surgery per asportare il mio doppio (ebbene sì) imene carnoso, troppo spesso per essere perforato naturalmente, ovvero con un rapporto normale. Superata la convalescenza e i vari disagi ho iniziato una vita sessuale molto soddisfacente ed equilibrata. Scrivo perché anch’io per anni ho creduto che fosse vaginismo e che avessi non so quali e quanti problemi psicologici, avendo subito anche numerose e gravi molestie da bambina. In realtà era solo un’anomalia perfettamente risolvibile con un piccolo intervento. (…)”

C’è anche lei:

“Cara Eretica, (…) Sono una ragazza di 19 anni e soffro di vaginismo. Ne ho preso coscienza da poco. Vaginismo significa non riuscire ad avere rapporti sessuali nonostante la voglia, per un blocco psicologico e fisico, in quanto i muscoli della vagina si contraggono non permettendo l’accesso del pene. Non ho tabù morali sul sesso, la cosa mi deriva da una forte sensazione di stress e disagio che mi porto dietro a causa di un’infanzia e di un’ adolescenza non proprio rosee a causa di problemi familiari ed alimentari. I quali , tra l’altro, mi causano una certa difficoltà ad entrare in confidenza con le persone. Ho avuto due relazioni, ed in entrambi i casi ci siamo fermati al sesso orale ed alla masturbazione reciproca. Col mio primo ragazzo abbiamo provato ad avere un rapporto completo, ma non ci siamo fisicamente riusciti, e questo mi aveva già lasciata un po’ impacciata. Col secondo ragazzo non mi sentivo pronta, c’è voluto molto tempo prima di sentirmi completamente a mio agio e disposta a provare. Quando gli ho detto che avrei voluto avere un rapporto completo, a lui che mi aveva sempre fatto così tante pressioni per avere rapporti, si è tirato indietro. Ha detto che non voleva togliermi la verginità perché avrei dovuto farlo con qualcuno che mi amasse di più di quanto lo facesse lui, che non voleva che gli rimanessi legata per sempre. A suo avviso, mi sarei dovuta conservare intatta per il mio vero amore. Questo è stato un colpo durissimo, perché io non sento di valere meno o di più dipendentemente dai miei rapporti sessuali, e perché sono stata rifiutata nel momento in cui ero riuscita a superare un blocco enorme. Ed è una cosa che mi condizionerà ancora molto in futuro, perché mi porta a vedere i ragazzi con i quali vorrei avere rapporti come dei soggetti che mi possono giudicare e rifiutare per la mia verginità e per il mio blocco. E’ impressionante capire quanto una cosa bella e naturale come il sesso debba essere vissuto in maniera così disagiata: o c’è il proibizionista e maschilista concetto della ragazza sessuata, ergo poco di buono, o l’ansia sociale di togliersi la verginità il prima possibile. Per fortuna ho una testa che pensa indipendentemente dagli altri, e continuerò ad evitare soggetti come il mio ex di cui sopra, come ho poi fatto con lui. Ma questo rifiuto razionale non toglie il malessere istintivo che provo, oltre al vaginismo, all’idea di approcciarmi sessualmente ad una persona. “

Ancora un’esperienza:

“Ciao F. Ho 24 anni e ho sofferto della tua stessa condizione fino a pochi anni fa. Innanzitutto, nonostante il nome “vaginismo” faccia un po’ paura e sembri chissà quale malattia, non spaventarti perché non è affatto un problema grave. È un disturbo psicosomatico legato alla sfera sessuale e di cui se ne occupa solitamente un sessuologo con una breve terapia. Non è nulla di cui preoccuparsi ed è perfettamente risolvibile. Ora, non tutte hanno bisogno di andare da un sessuologo, io non ne ho avuto, decisi di fare tutto da sola ma ovviamente ognuno di noi è diverso. Qualora tu ti sentissi di farti aiutare da qualcuno più esperto non c’è assolutamente nulla di male e di cui vergognarsi, gli specialisti sono lì per aiutarti. Inoltre è un fenomeno più comune di quanto si pensi quindi sapranno sicuramente come farti sentire a tuo agio. Comunque, venendo alla mia esperienza, decisi che dovevo superare questo disturbo che avevo e mi informai a riguardo. Per quanto possa sembrare una questione fisica, una conformazione della vagina particolarmente stretta o qualche altra condizione fisiologica, non lo è, è tutto nella nostra testa e il primo passo da fare è convincersi di questo. Il nostro corpo non è una macchina, reagisce ai nostri cambiamenti emotivi e così anche la vagina, quando ci sentiamo in una situazione di disagio o di pericolo, anche inconsciamente, si “chiude”. Le cause di questo disagio possono dipendere da infiniti fattori. Indipendentemente da questi, la terapia da seguire è sia fisica sia psicologica. Nel mio caso, per esempio, è stata una questione anche e soprattutto di fiducia in sé stessi e di autostima. Ho passato tanti anni a sentirmi strana, diversa, difettosa, donna “a metà”, incapace di dare piacere al partner come avrei voluto ecc. Ma non era vero nulla, mi convinsi che non ero difettosa, che ero esattamente come tutte le altre, non avevo nulla da meno e che potevo farcela a superare questo scoglio. È questa la prima cosa di cui devi renderti conto, come ho fatto io: non hai nulla che va, sei perfettamente normale e capace di risolvere questa difficoltà. Inoltre, anche il partner che abbiamo gioca un ruolo importante e, come ho potuto apprendere, purtroppo non sei stata molto fortunata, un po’ come me e come tante altre… è importante che il nostro partner ci faccia sentire come in un luogo sicuro dove non potrebbe accaderci nulla di male e che non ci faccia pressioni ma ci comprenda e ci sostenga.
Bene, detto ciò, veniamo alla parte “fisica”. Questa terapia che ho seguito consiste in una serie di esercizi di rilassamento dei muscoli pelvici, per alcuni minuti al giorno. Si possono trovare su internet tra i consigli dei sessuologi e sono facili da praticare. Il primo step consiste nel contrarre e rilassare i muscoli pelvici. Per contrarli si intende come quando trattieni la pipì. Contrai e rilassi, contrai e rilassi e così via. Il secondo step consiste nel provare a penetrarti da sola con le dita, prima una poi due. A me ha aiutato molto fare esercizi di respirazione nel frattempo, inspiri e respiri in modo da far rilassare le pareti e rendere più facile la penetrazione. Fallo regolamente per alcuni minuti al giorno finché non ti sentirai pronta per lo step finale che consiste nel provare con il partner. Secondo la mia esperienza, quando arriverà il momento sii più rilassata possibile e concentrati sulla pratica che hai fatto, chiudi gli occhi e immagina di essere da sola, che è soltanto un altro esercizio. Ovviamente, del lubrificante aiuta! Questa è la parte più difficile e ci vuole molta pazienza da parte di entrambi ma, quando finalmente succederà, fidati che ti sembrerà talmente una scemenza che ti chiederai come mai non ci fossi mai riuscita prima!
Beh, questa è stata la terapia spiegata molto in parole povere e basata sulla mia esperienza ma ovviamente puoi trovare una guida più dettagliata e professionale su internet che sicuramente saprà aiutarti meglio. Io posso solo dirti ciò che ho provato sulla mia pelle: a volte è stata dura, mi sembrava un ostacolo insormontabile e sono stata sul punto di mollare.. e invece poi quando ce l’ho fatta ho pensato “…beh?! Tutto qui?!”. Non mi sembrava vero, è andato tutto benissimo e mi sono chiesta che cosa ci fosse di così tanto difficile e quanto fossi stupida a pensare tutte quelle cose di me! questo per farti capire che se hai forza di volontà e determinazione riuscirai a superarla, che se ce l’ho fatta ce la puoi fare anche tu e vedrai che tutti i tuoi sforzi saranno ripagati, ne giova non solo la tua vita sessuale, ma anche la tua relazione, il tuo rapporto con te stessa ed il tuo corpo, la tua autostima.. tutto.
Mi raccomando, non arrenderti! Un abbraccio. F”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: