Annunci

Mi piace il sesso e non per questo merito la gogna

Cara Eretica,

è molto difficile riuscire a scrivere questa mail perché so che mi farà male tirare fuori ogni sillaba per descrivere quello che mi è successo. Sono arrivata purtroppo o per fortuna a compiere il mio ventisettesimo anno di età. Mi sono liberata nel frattempo di paure, chili, uomini, genitori, persone che mi hanno fatto del male, ma non riesco a liberarmi di quella parte di me stessa che continua a sabotare la mia vita impedendomi di realizzarmi fino in fondo.

Non voglio fare la vittima e neppure voglio passare però per quella che si lamenta senza una ragione. Ho il diritto di stare male e ho il diritto di dirlo a me stessa per togliermi di torno almeno un po’ di senso di colpa e di vergogna. Quando avevo sedici anni mi sono ridotta a ubriacarmi prima di andare a scuola e sono capitata a fare cose che neppure capivo. Mi hanno filmato mentre facevo sesso con un ragazzo e come immaginerai il video è diventato virale. La mia faccia non si vede ma il mio nome era sulla bocca di tutti, al liceo, in paese, su facebook.

Ho cambiato scuola, mio padre ha denunciato chi ha pubblicato il video e siamo arrivati in tribunale anche se il video ha continuato a girare per molto tempo assieme a tanti insulti contro di me anche da parte dei familiari del ragazzo denunciato. Naturalmente ero io la puttana e stavo rovinando la vita di un ragazzo, senza pensare a quanto abbiano rovinato la mia vita. Ero una ragazza fragile, depressa, avevo i miei problemi e so di essere stata imprudente ma avevo il diritto ad essere tutelata perché la legge dice che proprio chi è in condizione di fragilità ha diritto a una tutela.

Il ragazzo che è stato denunciato alla fine ha preso una multa perché era minorenne pure lui, ma i genitori e i suoi amici non mi hanno perdonata e ancora adesso non posso andare in giro per le strade nel mio paese quando torno per fare visita ai miei. Ci vado raramente, perché i miei non sono migliori di quelli che mi sparlano, ma ogni tanto vado. Mi sono trasferita in città per l’università ma non ce l’ho fatta a completarla. Ho pensato sempre che fosse colpa mia e questo mi ha portato quasi al suicidio. Ho tentato una volta e poi ho fatto ricoveri, psichiatri, lavoro, ho cercato di risollevarmi, e adesso provo a stare un po’ meglio e a perdonarmi perché i medici hanno dato un nome al mio disagio.

Non era colpa mia. Non sono io che devo vergognarmi. C’è tutto un mondo che sfrutta le fragilità di adolescenti come me per farci stare male, e così siamo giudicate belle, brutte, troie, idiote, grasse, magre, zoccole, stronze. Ho cominciato a mangiare in modo compulsivo e uscivo di mattina presto per fare chilometri a piedi. Camminavo fino allo stremo e certe volte al lavoro sono svenuta. Poi ho smesso di camminare e sono ingrassata tanto. Sono arrivata a pesare 130 chili (per un metro e 72 di altezza) e mi hanno prescritto altri farmaci, antidepressivi, farmaci che dovrebbero togliere la fame, ma io non mangiavo per fame. Mi sono ridotta ad abitare a casa di un ragazzo che non amavo solo perché non sapevo dove andare e non riuscivo a badare a me stessa.

Ero dipendente da qualcun altro e non c’era nessuno ad aiutarmi a parte lui. Gli volevo bene e gliene vorrò sempre ma non lo amavo e fare sesso con lui mi sembrava così squallido, una sorta di pagamento in natura senza lasciarmi però l’idea di una scelta indipendente, uno scambio equo, che se messo in chiaro avrei vissuto molto meglio. Ho fatto due interventi di chirurgia bariatrica, ho perso 50 chili, poi ne ho persi altri venti nel corso degli anni successivi. Ma ancora non stavo bene e mi porto dietro oggi un malessere acuto che non riesco a fare sparire.

Anche chi mi conosce un po’ pensa che io sia capricciosa, i miei genitori pensano che io sia solo pazza e in paese che sia pazza e pure puttana. Ho ripreso a lavorare, come commessa in un panificio. Stranamente questo maneggiare tutto il giorno alimenti mi satura l’olfatto e il gusto e non riesco a mangiare molto. Campo meglio che posso, scopo quando posso, non mi innamoro, nessuno si innamora di me, al massimo piaccio perché dicono che io sia bella. Mi porto dietro una nomea cattiva e non c’è donna che mi riconosca che non mi dedichi un po’ di perfidia. Non ho amiche, ho solo conoscenti. Ho un solo amico intimo e con lui parlo di tutto. Ci conosciamo fin dal mio primo ricovero in ospedale perché lui non stava messo meglio, e ci capiamo, in qualche modo.

Sono arrivata al punto da non parlare mai di me con nessuno, neanche per dire come mi chiamo o dove abito, qual è il mio numero di telefono, perché mi sento a rischio, violata sempre nella mia privacy, e temo di essere riconosciuta come quella che faceva sesso con un cretino alle scuole superiori. Non racconto questa storia a quelli con cui ogni tanto concedo una serata di sesso perché non vado oltre i due o tre incontri. Non voglio parlare di me e se mi chiedono qualcosa dico che devono farsi i fatti loro e che scopino e basta.

In fondo in fondo anche oggi mi guardano come una troia e io che non trovo nulla di male a essere tale mi dispiaccio perché vorrei gridare al mondo che lo sono e mi fa stare bene farlo. Perché il sesso non è cattivo ma cattive sono le persone che lo fanno diventare un mezzo per togliere valore alle donne. Sono una troia e me ne vanto, anche se ci sto male, e vorrei tanto trovare una persona che accetti quello che sono e che non mi faccia sentire in colpa per questo o si senta in diritto di pubblicare un video con me che faccio sesso per mettermi alla gogna e farmi massacrare da gente di merda che non ha altro da fare nella vita.

Volevo dire questo e alla fine penso mi abbia fatto bene scrivere anche se soffro moltissimo e non mi sento libera come vorrei. Per un momento, ora, mi sento però libera di scrivere a te con fiducia, sapendo, anche se non ti conosco, che non violerai mai la mia privacy e che pubblicherai questa storia solo perché aiuti altre che non sono ancora in grado di scrivere quello che sto scrivendo io. Vorrei dire a tutte loro che non hanno colpa e che se vi piace il sesso non dovete giustificarvi ma dovete sapere che chi vi fa del male lo fa non perché ve la siete cercata ma perché è gente di merda.

Un abbraccio a tutte.

M.

Annunci

Comments

  1. A me viene solo da dire a quel ragazzo, ai genitori, ad amici e parenti e a tutti quelli che ti sparlano dietro un bel vaffanculo. Sono tutti loro ad essere sbagliati e questo è bene che la gente inizi a capirlo.

  2. Ma vivi ancora nel tuo paese di origine, mi sembra di capire. Al posto tuo sarei da tempo altrove, a fare esattamente le stesse cose che fai per sopravvivere adesso, ma dove mi sentirei di ricominciare tutto daccapo, di rinascere completamente. So che non è facile, però ci proverei. In bocca al lupo e un grande abbraccio virtuale.

  3. Marianna granì says:

    C’è molta confusione in questa lettera. Emerge che la prima a giudicarsi sei tu. Sei una troia e te ne vanti: che significa? A volerlo proprio usare, quest’epiteto, direi che allora ti fai pagare per fare sesso. Ma non mi pare fosse il caso.
    Le troie, intese come donne a cui piace il sesso, non esistono, in quanto a tutti gli essere umani piace il sesso. Allora siamo tutti troie, o non lo è nessuno.
    Vai in un posto grande, liberale, accogliente, emancipato. Cerca donne che abbiano avuto problemi simili ai tuoi- purtroppo ce ne sono. Ci sono associazioni che lavorano per questo tipo di sensibilizzazione nelle scuole. Quando accetterai al 100% di esser stata vittima 2 volte- del video e del tuo paese- senza colpevolizzarti IN NULLA, potrai rinascere. Non sei troia, non fai vittimismo, non ti lamenti senza una ragione, non sei una fallita perché non hai finito gli studi, non sei anomala per esserti aggrappata ad un uomo pur sapendo che non lo amavi.
    Un abbraccio.
    Ps: non tornare nel tuo paese. Nemmeno una volta ogni tanto. Chi tiene a vederti, verrà a trovarti dive sei tu, se tu lo vorrai.

  4. Ciao,
    Trovo Meraviglioso che ci sei, continui a esserci, hai un lavoro, esponi il tuo passato e puoi consolidare il tuo essere presente.
    Trovo utili e importanti le frasi di Marianna granì.
    Aggiungo che scoprire se stessi è una meravigliosa avventura, si inizia dal (rendersi conto di ) non essere ciò che si pensa – e tutti pensano tanto tanto.
    Per quanto mi riguarda ho scoperto che il mondo è molto diverso da come lo pensavo insieme a chi mi stava intorno: La vita e la morte, la realtà e l’anima, il tempo e il destino, tutto altro. E nel mondo che ho trovato come vero c’è incredibilmente il mio posto, qualcosa di più vero di cui fare parte.
    Ritengo che sei e/o siamo in buona compagnia: guardati intorno, è pieno di diversi per religione, orientamento, scelta.
    Ritengo che tutti i tuoi comportamenti abbiano un buon motivo, e se segui questo buon motivo arrivi alla vera te stessa e a un mondo più ‘vero’ di cui fai già parte, ma da cui ti senti orfana per esserti dimenticata dell’importanza della tua vita.
    Auguri e un abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: