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#PresaDiretta #SexWork: cercasi martiri per guerra santa abolizionista!

Il sex work consensuale e autodeterminato non è uguale allo sfruttamento della prostituzione. Considerare il sex work come la tratta significa dare alle forze di polizia (l'industria del salvataggio, composta da chi vuole salvare "per forza" persone che non vogliono essere salvate) l'opportunità di rivolgere l'azione repressiva contro le sex workers, donne, trans, straniere, che saranno arrestate e deportate.

Il sex work consensuale e autodeterminato è diverso dallo sfruttamento della prostituzione. 

di Fabio

Ieri sera ho avuto la malsana idea di guardare Presadiretta e in particolare il servizio di Iacona sulla prostituzione in Germania e sulla legge abolizionista svedese. E ancora non mi è passato il bruciore di stomaco.

Iacona attacca già dalla presentazione con toni morbosi: il sesso duro, quello di strada, sempre e comunque violento.

Inizia il servizio, entra nei bordelli e con l’aria di quello che manco in uno scafandro si siederebbe su uno sgabello inizia a raccontare le immagini come se tutto fosse letteralmente ricoperto di vomito, gli fa schifo tutto dal bar alle stanze e la scena in cui legge la lista delle prestazioni sessuali ha del ridicolo. No seriamente, non saprei come dirlo diversamente, non vorrei far pensare a qualche asessuale che non rispetti la loro inclinazione. Capisco perfettamente il rifiuto del sesso, non capisco la stigmatizzazione di pratiche che c’è a chi piacciono al di là di sesso, orientamento e soprattutto di cosa ne pensa Iacona.

Ovviamente nei suoi giretti sia mai che decida di fermarsi a parlare con le sex workers, la telecamera indugia su qualche paio di tette: “Quanti anni hai?” una risponde 23, l’altra 22 ed ecco la voce affranta del nostro:”Giovanissime 22, 23 anni” fine dell’intervista, e il problema è che è questo che ha rappresentato, vorrei riuscire a far passare l’incongruenza delle parole con l’utilizzo delle immagini, il fastidio di quel tono paternalista e lamentoso, la violenza di sentire il desiderio maschile criminalizzato e stigmatizzato, l’uomo sempre bestia, sempre carnefice. La violenza di veder sottrarre a delle persone qualsiasi diritto cognitivo perché vendono sesso mentre le si vuole vittimizzare ad ogni costo.

Il fatto è che nessuno nega la tratta, questo non succede mai, da nessuna parte nel mondo esistono persone che neghino attivamente l’esistenza del fenomeno della tratta né la violenza di questo processo. Ma invece esistono persone che negano attivamente diritti ad altre persone non solo, ne negano l’esistenza perché non corrispondono alla loro narrazione.

E intanto stigmatizzano desideri, pulsioni, voglie, autodeterminazione, criminalizzano e ricoprono tutto di vomito per poi lamentarsi della puzza, questo è l’effetto che mi fa sentir fare discorsi abolizionisti.

Leggono tutto solo attraverso le narrazioni che confermano la loro tesi, perché il problema in Germania non è che ci sia una legge di merda, che sembra fatta apposta per non funzionare, che finge di dare diritti quando in realtà rende i/le sex workers sfruttat* due volte, dallo Stato e da chi gestisce i bordelli, il problema non è una cattiva legge che non garantisce un corretto inquadramento e non assicura l’assistenza medica, a nulla valgono le rivendicazioni dei sindacati delle/dei sex workers (i sex workers a proposito non esistono, niente transgender, no, sono tutte ragazze giovani, dell’est e sfruttate, tenetelo a mente).

La chiusura sulla Svezia poi e l’apoteosi della narrazione abolizionista ed è tutto un accanirsi sui clienti (tutti uomini, perché la prostituzione è esclusivamente una questione femminile) un mascherare moralismi e violenze sulle sex worker che esercitano per scelta in un clima assolutamente inquietante ed opprimente, la direttrice dell’unità antitratta della polizia a me un po’ ricorda l’infermiera Ratched di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e del resto proprio quella è la fine che ti fanno fare se ti azzardi a uscire dalla loro narrazione di sfruttata che giustifica i loro metodi fascisti.

E io non lo so, sono inquietato, profondamente inquietato dalla società moralista in cui viviamo, dalla violenza con cui questo moralismo si abbatte su chi non ne rispetta i canoni – con un gusto del pruriginoso poi e una morbosità che forse, e dico forse, un po’ di amoralità farebbe bene – dal fatto che davvero al mondo c’è gente che pensa la violenza come un qualcosa direttamente connesso ai genitali con cui nasci e non alle esperienze che vivi, dal binarismo spinto che non solo esclude l’incredibile varietà identitaria, emotiva e sensibile dell’esistente davanti ai nostri occhi ma la etichetta addirittura come malattia, disturbo.

Come ho detto all’inizio, ieri sera ho avuto un’idea malsana ma forse malsano è anche chi colonizza corpi ed esperienze per utilizzarle a proprio piacimento e almeno un* sex worker può rifiutare una transazione, invece dalle guerre sante non c’è difesa.

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Comments

  1. bravo. non solo è giusto quanto è stato scritto nel blog…ma non si parla quasi mai di prostituzione maschile. E’ un argomento che non interessa a Iacona, che non entrerà neppure nei club privee dove persone libere e consenzienti comprese molte donne cercano sesso alternativo con ragazzi prestanti (anche lì girano un po’ di soldi, quantomeno per i gestori dei centri benessere, club privee, piscine riservate ecc. visto che nessuno fa qualcosa per nulla). Si dovrebbe sapere che parecchie donne anche nella mia città, intenzionate a fare sesso o amore (comunque lo si voglia definire) con soggetti più giovani, attanagliate dalla paura di essere scoperte, e quindi da un sistema moralista di cui si è parlato, sono praticamente costrette a rivolgersi a un amico che in piena segretezza, procura loro qualche indirizzo di luoghi dove al 100% vi sono giovani. Questi giovani hanno 10, 20 o anche 30 anni meno delle richiedenti la prestazione sessuale, che è a pagamento. Il tutto senza ricorrere alle solite scuole di salsa o alle palestre dove è tutto assurdamente più complicato (RISCHIO SGAMO sempre in agguato, spesso se le signore sono sposate). Ora mi piacerebbe sapere se questi ragazzi, tradizionalmente ben fatti e in grado di fornire prestazioni all’altezza, sono “violentati” in modo orrido da qualcuno, costretti a orrendi riti anali , o se le signore sono tante depravate da portarle in qualche manicomio, magari con ausilio della infermiera Ratched (che è stata simpaticamente evocata) stile clinica dei matti.
    Chissà poi cosa penserà Iacona delle donne che per loro scelta personale e senza subire mostruosi gesti violenti, ma salendo felici su un aereo, vanno ai Caraibi o a Capo Verde per scegliere forme alternative di sesso, scegliendo persone che nessuno ha schiavizzato e che magari le accolgono col sorriso. Di tutte queste cose Presa Diretta non si occupa mai. Peccato. E’ più utile terrorizzare la gente col sensazionalismo.

  2. Stupenda l’analista svedese quando afferma che : 1) la prostituzione di strada si è dimezzata , riducendosi a poche centinaia di donne 2) la domanda di sesso a pagamento è crollata a percentuali irrisorie 3) gli annunci di sesso a pagamento su internet sono aumentati in modo “significativo”.
    Considerato che gli annunci in rete di ” escort ” sono aumentati a tal punto da diventare svariate migliaia ( basta andare su google e digitare ” escort stockolm” per rendersene conto ) è evidente che qualcosa non quadra … la famosa equazione ” meno domanda , meno offerta ” tanto cara ai proibizionisti/e non funziona !!! Perchè sono aumentati così tanto gli annunci di sesso a pagamento se ormai non c’è più nessuno che compra ?
    Infine , un altra riflessione … Quando la signora analista afferma candidamente che gli annunci in rete sono aumentati in modo ” significativo ” , non ripete il solito ritornello della prostituta vittima e sfruttata , ma addirittura usa la parola “escort” , dando quasi l’impressione che ritenga anche lei che in realtà queste siano tutte donne autonome ed indipendenti . Sia come sia , tutti questi annunci su Internet hanno finito per incartare la signora in questione ! Perchè se queste prostitute rintracciabili on-line sono indipendenti , vuol dire che in Svezia praticamente esiste soltanto la prostituzione per libera scelta , e quindi loro stanno dando la caccia in realtà a dei clienti che vanno con delle “escort” indipendenti , e quindi lo sfruttamento , la tratta ecc… non c’entra un fico secco … Se invece le signore abolizioniste preferiscono continuare con la storiella delle prostitute tutte schiave , comprese quelle su Internet , allora vuol dire che la legge svedese ha fallito clamorosamente , visto che il numero di queste prostitute è aumentato in modo esponenziale da qualche centinaio a svariate migliaia !

    • Certo. i forum e le bacheche di escort sono un mare magnum. mediamente una escort è iscritta a venti diversi forum. Ma detto ciò, e anche ammettendo che in Svezia sia realmente diminuito il fenomeno, forse si dovrebbe riflettere sul fatto che oltre la Svezia esiste il resto del mondo: per uno svedese non credo sia difficile andare a fare un viaggetto ad Amsterdam oppure in Germania, dove esistono gli FKK che hanno gettato nell’orrore Iacona, per colpa di un lounge bar e un centinaio di letti.

      • Diciamo che anche considerando quelle prostitute che si fanno pubblicità su più siti , generalmente non più di due o tre ( pubblicare un annuncio costa e quelli più conosciuti sono sempre i soliti … ) , il numero di prostitute presenti sul web , per quanto riguarda la Svezia , è veramente molto alto , rispetto alla popolazione residente .
        Al di là di questo , la Francia recentemente ha approvato una legge in “stile” svedese . Questi sono i risultati …. non è cambiato nulla , nemmeno per le strade … addirittura molte prostitute nemmeno sanno di questa nuova legge ! http://www.leparisien.fr/faits-divers/la-loi-antiprostitution-ignoree-27-06-2016-5916641.php

        • è come dire che si vuole punire lo spaccio punendo i consumatori (si sono visti i grandi risultati)…ma tornando alle tesi di Iacona. Si vede il link? Spero che si legga:
          https://www.left.it/2014/11/21/donne-da-macello-nel-libro-inchiesta-di-riccardo-iacona/
          Lui su questo fenomeno sociale e antropologico ci ha scritto un libro e ci dice che in Italia non abbiamo educazione sentimentale. In Olanda invece si (beati loro).
          Allora gli consiglio di leggere Bocca di Rosa e i vari atteggiamenti di De Andrè sulle meretrici, e lui era la persona più colta ed educata di questo mondo. Non credo che De Andrè fosse un mostro perchè frequentava una squillo o forse un travestito nella vecchia Genova ! Non credo che Messalina fosse malata di sesso, se è vero che l”imperatrice frequentava i lupanari ed era l’ultima ad andare via a tarda notte. Descrivere come malato un trasgressivo è il peggior modo di ghettizzarlo.
          sono sbigottito e non riesco a capire questo atteggiamento mostrizzante di Iacona. I punti fermi sono chiari, condanna ferma del sesso con minorenni, condanna della tratta di persone e punizione dei responsabili. Perchè cita continuamente il caso orrendo dei Parioli come simbolo del sistema ?
          Quanti vanno realmente con minorenni ? Statisticamente quante volte avviene ?
          stigmatizzati questi comportamenti, che riguardano la capacità di reazione di uno Stato, voglio capire cosa lui ci trova di sordido, deplorevole, violento, nella mera prestazione. Ci sarà il violento, il pervertito e il tipo strano, ma questo di solito sarà messo alla porta. La meretrice è la prima che sa difendersi da queste persone. La clientela spesso è fissa. Non c’è nulla di quanto dice Iacona nella sua analisi, smercio di “pezzi di donne”…ecc. Ma in un matrimonio consumato con passione a letto ci sono pezzi di donna e pezzi di maschio ? Se il marito paga la cenettina dolce alla consorte se la sta comprando? Veramente non ci arrivo, spesso le escort nella pratica fidelizzano il cliente, quasi lo cercano, lo invitano al successivo incontro ben consce che è un business per loro e una fonte di sicurezza economica e anche sul piano della incolumità. Ce ne sono che addirittura fanno amicizia, al di fuori del lavoro, prendono una pizza, un drink ove è possibile o se si è al riparo da sguardi indiscreti….spesso il prezzo è proprio l’ultimo dei problemi, è una cosa relativa (lo si conosce già da prima). Nel mondo dei night, quelle dell’Est europeo sono ragazze che regolarmente vanno al mare col cliente. questo mondo di orrore e di “cosificazione” a cui pensa Iacona, esiste anche nei club privee? Perchè non intervista qualche coppia scambista, qualche donna esibizionista in rete? Perchè parla di delirio del porno? Lo sa che i siti porno sono cliccati da miliardi di utenti in tutto il mondo ? Forse Iacona si vuole smarcare dal genere maschile o forse non ha capito che molte donne sono parte attive in questo mondo. Più lo leggo e meno mi convince .

    • Iacona ha omesso di dire che in Svezia prima che la legge fosse introdotta la prostituzione di strada era quasi inesistente infatti la polizia svedese dichiarava che in tutta la Svezia c’erano appena 650 prostitute di strada a fronte delle 80.000 che stavano in Italia o delle 400.000 che stavano in Germania, numeri che in modo inequivocabile ci dicono che in Svezia praticamente la prostituzione di strada quasi non esisteva.
      Quindi il successo di questo modello si baserebbe sulla diminuzione della prostituzione di strada che era già inesistente prima ancora che la legge venisse approvata, tutto ciò è assurdo e dimostra la malafede dei sostenitori di questo modello.
      Iacona ha anche omesso di dire che nell’ultimo report sulla prostituzione del governo svedese il numero di annunci internet che nel 1999 erano inesistenti nel 2014 avevano raggiunto la cifra record di 7000, per non parlare dell’improvviso proliferare di centri massaggi thailandesi che nella sola Stoccolma nel 2011 erano 250.
      Iacona ha omesso tante cose ma c’era da aspettarselo dal personaggio e mi domando come è possibile che si permetta a questo individuo di continuare a fare questo giornalismo spazzatura con i soldi dei contribuenti e penso di non essere l’unico ad essersi posto questa domanda visto che gli ascolti del suo programma che solo tre anni fa arrivavano al 11% di share nell’ultimo anno si sono più che dimezzati crollando al 4% e il nostro Iacona è costretto a parlare di prostitute e porno per risalire al 6%. Mi auguro ci sia un ulteriore crollo degli ascolti che faccia chiudere i battenti a questo programma esempio di cattivo giornalismo della RAI.

  3. In effetti, non hanno visionato più bordelli e soprattutto non hanno intervistato sex workers attualmente attive, per non dire il sindacato delle stesse professioniste in Germania. Hanno anche tralasciato la condizione delle libere professioniste in appartamenti e su strada nel medesimo Paese. Questo significa prendere i pochi casi e spacciarli per diffusi. E’ la tipica tattica della mistificazione mediatica.

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