Le statistiche sulla fertilità vecchie di trecento anni, che usiamo ancora oggi

subvertising di Valentina Maran su una delle cartoline usate per promuovere il #fertilityday

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(traduzione a cura di Luana di un articolo di Hannah Barnes, dalla sezione Magazine di BBC News, apparso il 18/09/2013. Link)

La maggior parte delle donne che hanno più di venticinque anni ha, forse, familiarità con gli sguardi preoccupati dei parenti più anziani, seguiti da una domanda sussurrata: «Non sarebbe l’ora di cominciare a pensare ad avere figli?». E se invece molto di quanto siamo state portate a credere riguardo all’impatto dell’età sulla fertilità non fosse vero?

Si cita spesso questo dato: una donna su tre sopra i trentacinque anni non è riuscita a concepire dopo averci provato per un anno.

Jean Twenge, una psicologa dell’Università Statale di San Diego (USA), aveva trentaquattro anni, si era appena risposata e stava cercando di mettere su famiglia quando si è sentita dire questo dal suo medico.

«Mi ha fatto molta paura, come ne fa a molte donne che hanno più di trent’anni», dice.

Messa di fronte a queste chance, ha voluto vedere da dove venisse fuori questa statistica e ha scoperto qualcosa di sorprendente.

«I dati su cui si basa questa statistica si riferiscono alla Francia del 1700. Misero insieme tutti i registri ecclesiastici delle nascite e ne trassero dati statistici su quanto fosse probabile rimanere incinte dopo una certa età».

Si tratta di donne che non avevano accesso a un sistema sanitario moderno, un’alimentazione equilibrata, neppure all’elettricità. Perché un ricercatore dovrebbe pensare che questi dati possano dirci qualcosa di utile sulla fertilità ai giorni nostri?

Beh, in realtà, questi dati hanno un vantaggio: all’epoca non si usavano metodi contraccettivi efficaci.

«Un po’ posso capire chi compie studi in quest’area di ricerca», dice Twenge, che ha seguito le tracce di questi dati quando ha fatto ricerche per il suo libro Una guida al concepimento per la donna impaziente. «È difficile trarre conclusioni sul rapporto tra età e fertilità per popolazioni moderne in cui la contraccezione è ampiamente usata».

Ma esistono alcuni studi che hanno esaminato coppie della nostra epoca: ne viene fuori un quadro alquanto differente.

L’articolo più citato è una pubblicazione del 2004 di David Dunson, che registra che l’82% delle donne tra i 35 e i 39 anni rimane incinta entro un anno. Molto meglio del 66% di chances (due terzi) dato dai registri delle nascite di trecento anni fa.

Ma possiamo fidarci del fatto che questo studio sia più accurato?

Sì, afferma David James, del gruppo di sviluppo delle linee guida per la fertilità dell’Istituto Nazionale per la Salute e la Cura d’Eccellenza (NICE) del Regno Unito.

«Si tratta di uno studio intrapreso in tempi relativamente recenti su un campione di 780 donne in sette diversi centri europei. Il punto importante è che queste sono donne che stavano cercando il concepimento», aggiungendo che «per questo lo studio è molto più realistico».

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Il problema centrale con i dati storici, secondo James, è che non è detto che le donne dell’epoca stessero cercando di avere figli. Anzi, è possibile che cercassero attivamente di evitare gravidanze e che talvolta si astenessero dai rapporti sessuali.

«Non c’è dubbio che i rapporti diventino meno frequenti man mano che le coppie invecchiano», afferma James. E nel diciassettesimo secolo si invecchiava più rapidamente di oggi.

Un’altra conclusione dello studio di Dunson è che, mentre la fertilità tende a declinare con l’età, non è evidente che precipiti così rapidamente come siamo stati indotti a credere.

Lo studio dimostra che tra le donne di età compresa tra 27 e 34 anni l’86% concepisce entro un anno dall’inizio dei tentativi. Dunque, l’82% delle donne tra 35 e 39 anni è una cifra solo lievemente inferiore.

Chances che migliorano

Dati NICE nel 2004: «Con rapporti sessuali regolari non protetti il 94% delle donne fertili a 35 anni e il 77% delle donne fertili a 38 anni concepirà dopo tre anni di tentativi».

Dati NICE nel 2013: «Oltre l’80% delle coppie in generale concepirà entro un anno se la donna ha meno di 40 anni, se non si usano metodi contraccettivi e se si hanno rapporti sessuali regolarmente».

Ora il quadro è un po’ meno chiaro.

«Dai dati limitati e di scarsa qualità che abbiamo, potrebbe sembrare che questo tasso cali sensibilmente dopo i quarant’anni. Ma come sappiamo dai casi di alcune celebrità, non è impossibile concepire dopo i quarant’anni», afferma James.

E, aggiunge, ci sono evidenze del fatto che la fertilità femminile stia migliorando.

L’ultimo aggiornamento delle linee guida NICE per la fertilità riconosce che «le probabilità per le donne di concepire naturalmente a quarant’anni attualmente sono molto più alte di quando furono scritte le prime linee guida, nel 2004».

La sindrome di Down

  • È presente una copia in più del cromosoma 21 nel corredo cellulare di un bambino; le cause di questo non sono note
  • Le probabilità di avere un bambino con la sindrome di Down aumentano con l’età, ma bambini con questa sindrome nascono da madri di tutte le età
  • Ogni anno nascono circa 750 bambini con questa sindrome nel Regno Unito
  • Circa 6000 ne nascono ogni anno negli USAE il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down? Dal punto di vista di James, è possibile che anche questo sia stato ingigantito.

La probabilità di anomalie cromosomiche all’età di vent’anni è una su 500. Cresce a una su 400 a trent’anni e a una su 60/70 a quaranta.

«Da un altro punto di vista, significa che a quarant’anni 59 donne su 60 avranno figli senza alcun problema cromosomico».

Quindi, se è vero che è più difficile per donne di una certa età restare incinte e le probabilità di anomalie cromosomiche nel feto aumentano, è pur vero che l’incidenza di questi problemi non aumenta così bruscamente come temiamo – tranne, forse, per le donne che tentano IVF o l’inseminazione artificiale.

«In questo caso le statistiche sono più scoraggianti per le donne di una certa età: il tasso di successo nell’IVF tra l’inizio e la fine del terzo decennio di vita varia molto di più del tasso di successo nel concepimento naturale alle stesse età».

Similmente, i dati mostrano che in caso di inseminazione artificiale il tasso di successo non è alto quanto quello del concepimento naturale e può differire anche di 20 punti percentuali.

Ma molti problemi di fertilità delle donne sopra i trent’anni non hanno niente a che vedere con l’età. Se avessero provato a concepire quando erano ventenni, avrebbero dovuto comunque affrontare delle difficoltà.

Linee guida NICE 2013 (completo)

«Penso che i dottori che danno consigli generici ai pazienti […] stiano peccando di presunzione», afferma un esperto di fertilità, il prof. Lord Winston. «Alla fine abbiamo scoperto che molti di questi consigli sono pretestuosi, inutili e spesso sbagliati».

Quindi c’è un qualsiasi consiglio generico che si possa dare?

«Il punto è che il miglior modo per avere un bambino è… a letto. O sul tappeto, davanti al caminetto».

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