Sex at the Margins: destinato a diventare un classico?

Dal Blog di Laura Agustìn, The Naked Anthropologist, tradotto da Gabriele, per definire quel che lei chiama Industria del Salvataggio che coinvolge interessi che speculano sulla lotta alla tratta e sul non riconoscimento del sex working per scelta:

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Herdlicka-Berlin2010di Laura Agustìn

Quasi non mi importava di pubblicare Sex at the Margins. Era il 1998 e la Zed Books voleva la tesi che avevo scritto per il Master in Scienze dell’Educazione. Rifiutai perché pensavo che dopo due anni di università e ricerca sul campo fosse troppo presto per pubblicare un libro. Poi mi convinsi a proseguire e la Zed si prenotò per la tesi dottorale che ne sarebbe risultata. Conseguì il titolo nei primi mesi del 2004, ma di nuovo non mandai nulla alla casa editrice. Mi sembrava di aver chiuso e immaginavo che nessuno potesse essere realmente interessato. Così il manoscritto restò a prendere polvere, fino a quando non scrissi io a loro due anni dopo. Non avevo rispettato i termini del contratto: non erano tenuti a considerare la mia proposta. Ma decisero di dare un’occhiata lo stesso.

Poi mi dissero che l’avrebbero pubblicato a patto che riducessi le 120 000 parole a 90 000. Sarebbe stata una noia, ma alla fine pensai che mi sarebbe piaciuto tirar via un po’ di lanuggine accademica, tutte quelle ripetizioni e quelle forme attenuate che ci si aspetta dalla prosa scientifica. Non volevo tagliare la lunga lista di riferimenti, così ci andai giù spietata sul testo. Arrivai a 75 000 parole e mi resi conto che avrei potuto ridurre la tesi a un epigramma, ma preferii fermarmi.

Il revisore della Zed, specializzato in studi sulle migrazioni umane, si sbilanciò definendolo un cult, un classico del nostro tempo, una promessa futura. Quindi mi chiesi: cosa fa di un libro un classico? Il perdurare, mi dissi, la capacità di rimanere valido nel tempo, malgrado l’evolversi del gusto e dello stile. Il termine ‘cult’, invece, suggerisce una sorta di qualità informale. Oggi, a distanza di dieci anni dalla pubblicazione, le recensioni continuano a sostenere che il testo sarà ancora motivo di interesse tra un secolo. Ma veramente?

Recensione di Sex at the Margins: Migrazioni, Mercati e Industria del Salvataggio su amazon.com.

zedcoverbrighter5 stelle su 5: Un classico contemporaneo sul traffico di esseri umani: indispensabile! Recensione di Thaddeus G. Blanchette (06-01-2015, Rio de Janeiro, Brazil)

In termini puramente accademici, si possono trovare libri più accurati per fare chiarezza sulla melassa confusa che è l’abolizionismo moderno, sull’ascesa del movimento anti-tratta e sulla trasformazione della lotta per i diritti umani in una causa reazionaria farcita di pregiudizi anti-migranti. Ma se quello che cercate è un testo di introduzione generale, se volete avere una prospettiva ampia sul problema, questo libro non ha rivali. L’opera di Agustin è ormai un classico degli studi sul sex work e sulle migrazioni umane. Spoiler alert: nessuno scritto è mai riuscito a irritare o ispirare persone nell’anti-tratta come Sex at the Margins.

Ecco alcuni motivi per cui lo dico ‘un classico’?

  • Se uno mi dice “Vorrei conoscere meglio il discorso del traffico umani. Da dove cominciare?” questo libro è la prima cosa a venirmi in mente.
  • Sex at the Margins si muove in direzione ostinatamente contraria rispetto al pensiero dei tempi, eppure non manca mai il bersaglio e va a fondo con acutezza sorprendente. Nessuno potrà più sentire la parola ‘tratta’ senza udire l’eco del campanellino di Agustin, a prescindere dall’accordo o dal disaccordo personale.
  • In altri testi sull’argomento, i temi sono continuamente viziati dal panico morale e altre cazzate – e non si salvano molti libri accademici. Ma in Agustin non c’è contaminazione. Sex at the Margins continuerà a essere letto tra cent’anni e la gente dirà ancora “Sì!” quando il 99,9 % di ciò che oggi viene scritto sulla tratta sembrerà identico alle sparate vittoriane contro la masturbazione.

In effetti, il testo di Agustin può essere giustamente paragonato a Il Traffico di Donne, il grande classico di Emma Goldman pubblicato nel 1910 sul panico anti-tratta di quegli anni. Il libro di Goldman viene letto tutt’ora, a un secolo di distanza, e continua a essere attuale. Al contrario, la maggior parte degli scritti di inizio ‘900 – all’epoca molto più popolari e considerati fonti attendibili – oggi sorprendono per moralismo e ipocrisia. Esattamente come Goldman, Agustin si trova ad affrontare l’ostracismo di molte voci istituzionali. Come Goldman, Agustin viene guardata di cattivo occhio, spesso pure da quelle persone che dovrebbero riconoscere in lei un’alleata. Come Goldman, Agustin sbatte in faccia al potere la verità fattuale, concreta, con l’eleganza e l’efficacia di una schermitrice e la consapevolezza di un’analista intersezionale. Ecco perché il suo libro viene oggi definito un ‘classico di culto’.

Nel giro di dieci anni l’appellativo verrà ridotto a ‘classico’ tout court. Ma per ora non mi sbilancio troppo.

A chi non sa di cosa parlo e si preoccupa per il ‘flagello della tratta’ dico soltanto: leggete questo libro e resterete strabiliati.

Strabiliante, infatti, stimolante, fastidioso. Complimenti davvero. Online potete trovare molte altre recensioni, accademiche o non. La mia preferita è questa, di Molly Crabapple (2014).

mollyc

Sex at the Margins continua a vendere bene anche in assenza di un vero e proprio piano di promozione. Figura tra i principali libri di consultazione universitaria ma difficilmente lo troverete in una libreria ordinaria.

LarrainValparaiso1957Potete comunque ordinarlo o acquistarlo online in diversi formati, tra cui:

  • Sex at the Margins in copertina rigida o formato tascabile su Amazon.
  • Sex at the Margins come audiolibro scaricabile da audible.com. La registrazione del libro completo dura 6 ore e 45 minuti, letto da Robert Blumenfeld.
  • Sex at the Margins su Kindle.
  • Sex at the Margins su Nook.
  • Sex at the Margins su Kobo.

Un’ultima cosa. Il contratto siglato con la Zed prevedeva che io approvassi la copertina del libro. Chi conosce le mie ricerche sa quanto mi piacciano le immagini di persone che camminano. Il miglior ritratto della facoltà di agency che conosca.

Leggi anche (di Laura Agustìn):

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