End Demand: Il Ritorno

Dal Blog di Laura Agustìn, The Naked Anthropologist, tradotto da Gabriele, per definire quel che lei chiama Industria del Salvataggio che coinvolge interessi che speculano sulla lotta alla tratta e sul non riconoscimento del sex working per scelta:

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KNXV-prostution-billboard-in-Phoenix_1440736368256_23312196_ver1.0_640_480di Laura Agustìn

Perfetto per una storia strappalacrime. Il manifesto abolizionista esposto a Phoenix, Arizona, non sfigurerebbe affatto sulla copertina di un tascabile anni ’40 o come cartellone pubblicitario di un B-movie. Sarebbe interessante conoscere le istruzioni date all’artista. Saranno stati gli stessi attivisti della End Demand, parte della rete CEASE (si chiamano CEASE – chiaro, no?),[1] a scegliere qul delizioso stile vintage? Forse speravano che il messaggio fosse associato, giustamente, con i Valori della Buona Famiglia all’Antica.

liptearsLa postura è un classico. La si trova ovunque, senza sforzo. Due minuti di ricerca online ed ecco che spunta l’immagine della Donna Affranta con tanto di mano sulla testa. La fronte appoggiata, le perle tra le dita sono dettagli immancabili.

Ma quanto si tratta di un uomo? Non è facile, nossignore. Gli uomini appaiono solenni, fieri, indignati. L’unica immagine celebre di un viso maschile infelice (benché privo dell’elemento fronte-tra-le-mani) si trova nella pubblicità di Brokeback Mountain. E lì il ritornello è: ‘fai sesso – perdi tutto’; contrapposto a: ‘compra sesso – perdi tutto’. Sembra che solo il sesso possa rendere gli uomini affranti – o forse rende tali solo quelli che fanno sesso con altri uomini?

Non possiamo sapere perché l’uomo che ‘ha perso tutto’ sia così infelice. Forse perché si vede privato del sesso che avrebbe potuto comprare se solo gli fosse stato permesso. Forse a causa del sesso che avrebbe potuto fare con sua moglie e che ormai non farà più. Perché l’anello nuziale ovviamente andrà perso.

ennisAl di là di questa immagine grottesca, i curiosi potranno sempre rivolgersi a notworthit.org.[2] Onestamente, conoscete sito con un nome più stupido? A volte ho l’impressione che al cuore del movimento abolizionista ci sia un eroico sabotatore oscuro.

Poi c’è il manifesto mobile di Londra, di alcuni anni fa, a Londra. Quello almeno sembrava salvarsi dallo stile B-movie, col suo bel messaggio in evidenza: Compri Sesso – Ne paghi il Prezzo. Ma l’immagine maschile ritratta assomigliava più a un malfattore minaccioso che a un infelice.

Che dire? Non ci vuole molto a farsi beffe dei moralisti che vogliono tenere i desideri sessuali sotto cellophane. Ma di sicuro gli autori del manifesto di Phoenix si sono impegnati nel creare un oggetto auto-parodico che forse sorprenderà le persone comuni per originalità, ma la cui bizzaria non darà motivo di riflettere sul contenuto. Direi che è bel risultato.

LambethLorry

[1] CEASE è una rete abolizionista di Chicago, acronimo di ‘Cities Empowered Against Sexual Exploitation’. Il termino ‘cease’ in inglese significa ‘fine’, ‘cessazione’.

[2] ‘Not worth it’ si può tradurre con ‘non ne vale la pena’.

Leggi anche (di Laura Agustìn):

Leggi anche (traduzioni e materiale pubblicati su questo blog sul sex working):

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