Parole come pietre: volevo morire a causa del cyberbullismo

Lei scrive:

“Cara Eretica, ho pensato tanto prima di avere il coraggio di scriverti, perché mettere nero su bianco la mia esperienza, quella che io vorrei rimuovere per il troppo dolore che mi ha causato, vuol dire riaffrontarla seppur con te che non mi giudichi e custodisci uno spazio del quale ti prendi cura per farci sentire accolte, ascoltate e a nostro agio.

Ho diciassette anni e quest’anno ho fatto gli esami di maturità e non immagini quanto io abbia atteso questo momento per poter mandare ‘affanculo i miei compagni e le mie perfide compagne che mi hanno bullizzato per anni. Sono grassa e ho cominciato a sentirmi tale quando mi hanno detto “sei grassa“. Prima non mi ponevo il problema. Ero una bambina come tante, che giocava, si muoveva senza impedimenti. Mi è sempre piaciuto molto studiare, imparare, leggere e scrivere e questo mi ha portato a isolarmi un po’ ma non a chiudermi completamente.

L’anno scorso il bullismo è arrivato al culmine quando una mia compagna di classe ha preso una mia foto, che poteva vedere perché mi fidavo di lei, in cui ero in costume da bagno, sorridente, bagnata, sporca di sabbia, allegra, e l’ha postata su whatsapp e su facebook per ridere di me. Sono stati mesi di infermo. La foto è diventata virale e io sono stata messa alla berlina e insultata da persone che non conosco. Mi hanno ferita talmente che un bel giorno ho deciso di togliermi la vita. Lo dico non perché voglio suscitare pietà ma perché queste persone, i bulli e le bulle, si devono rendere conto che quello che fanno ha delle conseguenze e devono assumersene la responsabilità.

Ho provato a morire tagliandomi i polsi ma non ne ho avuto il coraggio. Ho legato una cintura ad una grata e ho tirato il mio collo fino a svenire, ma non sono morta. Mia madre e mio padre mi hanno soccorsa e da quel momento sono stata in terapia da uno psichiatra. Non ne avrei avuto bisogno se non fosse stato per il male che mi hanno fatto e non è vero che una persona si sente ferita perché è “debole” o “insicura”. Ci sono anche queste ragioni ma chi insulta comunque non ha alcuna giustificazione e a maggior ragione, se una persona è insicura e ha poca autostima non si capisce perché si accaniscono con tanta crudeltà.

Tanti mi hanno scritto che con il mio corpo sarebbe stato meglio suicidarmi e morire, per liberarli dall’offesa che il mio corpo gli arrecava. Dopo un mese da quel tentativo di suicidio ho preso tutti i farmaci che mi avevano prescritto come cura. Sono stata salvata per miracolo, perché mio fratello ha capito che il mio dormire era innaturale e troppo prolungato. Sono stata in rianimazione per giorni, con le flebo attaccate al braccio e i miei che pregavano di vedermi ancora sorridere e dedicarmi ai miei interessi.

Quando i miei compagni di classe l’hanno saputo hanno scritto che sono narcisista, faccio la vittima, sono egocentrica, che l’ho fatto per attirare l’attenzione e suscitare pietà e hanno cominciato a insultarmi per questo. Ho chiuso il mio profilo facebook, ho cancellato l’app dal telefonino, mi sono dedicata allo studio con il pensiero di superare gli esami per poi iscrivermi all’università in un posto lontano da qui. So che incontrerò altre persone cattive perché ne esistono in tutto il mondo, ma non mi farò più distogliere dai miei obiettivi. Io voglio laurearmi, imparare altre lingue e viaggiare. Voglio vedere il mondo e i miei famigliari mi amano e mi aiuteranno come possono. Lavorerò, forse mi innamorerò, qualcuno si innamorerà di me, ma di sicuro io mi piacerò molto di più.

Ti scrivo questa mia storia perché ora che sono tornata su facebook con un altro profilo, dedicato solo alle poche persone che mi amano davvero, ho letto gli insulti alla ragazza che non si depila o all’altra che ha la cellulite. Ho capito che sono donne forti, più grandi di me ma questo è quello che succede a tante come me, a tante ragazze della mia età o più piccole e dovete sapere che le parole sono come pietre e che ogni lapidazione virtuale ha un effetto violento contro la persona che è presa di mira. A tutte quelle che subiscono dico che dovete sopravvivere a queste merde, questi topi di fogna, queste stronze che sanno solo vomitare veleno. Dovete sopravvivere perché voi siete migliori di loro. Io sono migliore di loro, e oggi ne sono davvero convinta.

Grazie per l’ascolto e per quello che fai.

#shortspertutt* #nobodyshaming #pelipertutt* #bodyliberationfront”

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Comments

  1. Diciassette anni e sta facendo la maturità? Allora non la prendevano in giro per il peso, ma perché si sentivano minacciati dal cervello di un genio…

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