Il senso della campagna #shortspertutt* #nobodyshaming

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il senso di una campagna di comunicazione che intende sovvertire alcuni stereotipi sessisti lo rintracci proprio quando leggi i commenti che le varie immagini suscitano. migliaia di commenti in cui si mina la sicurezza, l’autostima di una ragazza, si insulta una persona perché ha commesso il grave reato di non depilarsi o perché non ha nascosto il culo con la cellulite, o la cicatrice che spavaldamente mostra, o mille altre forme che albergano e prendono consistenza nella nostra pelle. quello che intendiamo fare è incoraggiare le ragazze a indossare quel che vogliono, ad andare al mare, a prendere il sole, con gli amici, a non vergognarsi di girare per la città con le cosce che non somigliano a quelle della modella tal dei tali, perché si tratta di una prigione che costringe tutte a restare rinchiuse in casa, o avvolte in pantaloni scuri e pesanti anche d’estate. e a contorno dei vari linciaggi, le lapidazioni di chi non ammette alcuna trasgressione alla norma comune, vediamo articoli di intellettuali o semplicemente di idioti e idiote che spiegano perché una ragazza non dovrebbe indossare gli shorts, quando non dovrebbe indossare una minigonna o i sandali o lo stracazzo di qualunque cosa destinata a rivestire solo pelli da neonate, photoshoppate in origine, lisce, senza cicatrici, segni, smagliature, cellulite, peli, rappezzi, segni di autolesionismo.

il corpo è quello che immediatamente si mostra al mondo e chi lo nasconde teme, per fragilità, di essere sovraesposta, perché dai segni del corpo si può facilmente risalire al tuo male, al tuo dolore, a quello di cui ti vergogni, come fosse una brutta cosa, una colpa, e poi te ne riappropri e quello stesso corpo diventa segno tangibile di forza, speranza, coraggio infinito di chi ha combattuto e vinto e rivendica il diritto di mostrare quello che vuole, cellulite e peli inclusi. chi insulta una immagine che mostra vittoria, straordinaria tenerezza per se stesse, empatia e passione per la propria intimità, chi insulta la persona protagonista di quella immagine, non ha superato la stessa soglia del dolore superata dalle altre. non ha combattuto, probabilmente non ha vinto, e resta ancorata a restrizioni sociali e a stigmi che l’imprigionano perché non capisce che in realtà non ha scelta. poi ci sono gli uomini, gli stessi che dicono che se ti mostri così non dovresti lamentarti se non ti cagano, se loro, nella grandezza che li contraddistingue, non hanno neppure voglia di “darti due colpi” per benedire con la santità del cazzo la tua strabordante perfezione.

E quanto patetici e stronzi sono questi uomini penecentrici – probabilmente islamofobi alla ricerca della donna col velo da salvare – che non riescono a sopravvivere a se stessi, agli stereotipi che li incastrano, loro, i loro amici e fratelli, quelli che se dicono di non pensarla allo stesso modo li chiamano froci e così tutto torna a posto. e mi chiedo dove fossero costoro i quali non sanno che le donne, fino a decenni fa, non sapevano neppure cosa fosse la depilazione e di certo non andavano di rasoio, quello con la lama in vista, a massacrarsi gambe e inguine. le donne hanno sempre avuto cellulite eppure, forse, non hanno mai sofferto come ora di disturbi alimentari e non si sono vergognate del proprio aspetto fintanto che non è arrivata la moda a giudicare un corpo bello o brutto a seconda del gusto di alcuni.

la campagna è rivolta a tutte quelle persone che se ne fottono ampiamente del giudizio altrui o a quell* che cominciano a fregarsene oggi, adesso, in questo preciso momento, e dicono “sai che c’è? che puoi andartene a fare in culo e io vado in giro come cavolo mi pare”.

Quindi per #shortspertutt*, #pelipertutt*, #nobodyshaming, inviateci l’immagine che vi rappresenta e che parla a completare la vostra storia, righe preziose che dicono quel che la foto per voi rappresenta. noi ci siamo, a battere colpi sui muri. fatelo con noi. grazie per la vostra generosità, la sovraesposizione alla quale vi sottoponete pur sapendo che potreste essere ferite. Grazie perché la vostra forza serve a tutte le altre, le incoraggia, le fa sentire meno sole, e sole non lo siete. Siamo in tante. Ci siamo. Qui per voi.

abbattoimuri@grrlz.net

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Trackbacks

  1. […] per sensibilizzare sul fatto che chiunque dovrebbe indossare ciò che vuole. E così ha scelto l’hashtag #shortspertutt* chiedendo di postare sulla pagina Facebook di “Abbatto i muri” un selfie delle proprie […]

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