17 Anni – come faccio a sopravvivere a una famiglia maschilista?

Lei scrive:

Ciao,
oggi ho deciso di scrivervi per raccontarvi la mia storia in cerca di aiuto.
Mi chiamo Martina e tra dieci giorni sarà il mio diciassettesimo compleanno. Purtroppo vivo in una situazione dove non riesco ad essere felice. Tutte le donne della mia famiglia non hanno finito gli studi per badare alla famiglia (mia nonna e le mie zie). Mio padre voleva un maschietto, ma essendo nata femmina, ha sempre avuto delle barriere per quanto riguarda il nostro rapporto. Sono cresciuta giocando con i miei due cugini, entrambi maschi, e i loro amici perché i miei genitori non mi davano la libertà per fare nulla.

Adesso che sono più grande, mio padre si aspetta che io segua le orme delle donne della mia famiglia, non al punto di lasciare la scuola, ma lui vuole che io sia chiusa in casa a fare i servizi e a cucinare per tutti, mentre i maschietti fanno quello che pare a loro, in questi ultimi periodi mi fa pesare anche il fatto che io abbia trovato un lavoretto estivo. Ho sempre notato e mi ha sempre infastidito il fatto che i maschietti stessero seduti sul divano a dare ordini, mentre io e la madre (mia zia) dovevamo stare agli ordini ed è proprio questo che mi ha fatto aprire gli occhi.

Questa cosa non ha fatto altro che alzare le barriere tra me e mio padre e tra tutta la mia famiglia perché a loro non va a genio il mio modo di comportarmi. Ovviamente sono sempre propensa per dare una mano in casa, perché so che se non aiuto io, dal divano non si alza nessuno, ma è propri questa l’origine dei miei litigi. “Perché non può farlo lui?” chiedo, “perché è maschio” mi rispondono. Sono vista come la pecora nera della situazione, quella che non se ne frega della famiglia, quella “ribelle”. E’ un po’ che io e la mia famiglia litighiamo più del solito, da quando, per l’ennesima mia richiesta di andare al Riot, mi sono sentita dire “non ci vai perché sei una donna, potresti fare una cosa molto più carina e divertente, come stare a casa e pulire”.

Da lì si è scatenato l’inferno. L’ultima litigata è stata oggi, quando ho chiesto a mio padre se potessi andare a Salerno di mattina per incontrare delle mie amiche. Non l’avessi mai fatto. Ha iniziato ad urlare come un matto, dicendo che io non sto mai a casa, che dovrei pensare di più alla famiglia, che dovrei imparare a stare al mio posto, cosa assurda dal momento in cui, dopo il lavoro, tutt’al più esco un’oretta a prendermi un caffè. Eppure a me sembra di non fare nulla di male, non ho mai portato guai a casa, né fatto danni o torti nei loro confronti, eppure continuano a trattarmi come se avessi ucciso una persona, continuano a trattarmi come se io non valessi nulla, quando invece io so di valere, io so che dovrebbero essere fieri di me, l’unica in famiglia, a quanto pare, ad avere un pensiero indipendente.

Sta di fatto che io sto sempre peggio, che ogni momento è buono per farmi sentire una merda, ogni momento per me è buono per chiudermi in camera, da sola: perché, anche essendo la mia famiglia, è così che mi fanno sentire.
Questa è una richiesta di aiuto di un’adolescente che non sa più cosa fare, come comportarsi in una famiglia fatta di pregiudizi e di maschilismo.

Comments

  1. Te l’hanno già scritto in tanti su FB: resisti ancora un anno, poi vai lontano: a studiare se te lo consentono, sennò a lavorare. Ti auguro xhe prima o poi imparino a rispettarti ed amarti per quello che sei: una ragazza davvero tosta. Mia figlia ha quasi la tua età e mi piacerebbe crescesse così determinata Un grosso abbraccio.

  2. Black Crow says:

    Ciao Martina, so che dovrai soffrire un altro anno ancora, ma al raggiungimento dei 18 anni esci di casa e vai a vivere per conto tuo. Suppongo tu sia al penultimo anno di liceo? Non so se tu abbia intenzione di continuare a studiare dopo, nel qual caso ti consiglio di informarti fin da ora su borse di studio per università italiane ed estere, andando a vivere in un campus ad esempio, il che ti risolverebbe il problema dell’alloggio e del vitto, o altrimenti sei talmente giovane che un lavoro per mantenerti lo troverai subito e finalmente conquisterai la giusta e sacrosanta libertà che meriti.
    Molto probabilmente la tua famiglia prenderà tutto questo come un affronto e potrebbero esserci ripercussioni tipo non volerti vedere o parlare per un pò, ma sono dolori che inevitabilmente vanno affrontati se si vuole perseguire un legittimo desiderio di libertà di crescita che viene negato da una mentalità ottusa e retrograda.
    Crescere non è mai facile tesoro, comporta scelte spesso difficili, ma ricorda sempre che ciò che vuoi per la tua vita è sacrosanto, e che solo se sei felice tu per prima tutto il resto può essere risolto, non viceversa.

    Un abbraccio.

  3. Martina, mi dispiace tantissimo per la tua situazione… E mi dispiace non avere consigli da darti se non quello di continuare a studiare e a lavorare, resistere e appena possibile, fuggire via. 😦
    Un abbraccio grande.

  4. Mi dispiace molto che tu debba vivere questa situazione, ma dato che ti rendi conto della situazione oppressiva che stai vivendo, la soluzione è solo una. Tra poco compirai diciassette anni, il che vuol dire che hai un anno che prepararti ad andare via di casa, cercare contatti e possibili lavori. Sarà forse spaventoso e difficile ma è a mio parere la miglior cosa che puoi fare. Un anno non è molto per prepararsi a cambiare vita e diventare autonomi, cerca di usarlo meglio che puoi.

  5. Mi piacerebbe avere una soluzione per questo problema, ma non mi viene in mente niente.
    La cosa «divertente» è che qualcuno mi ha detto che tratto le donne come oggetti, anche se mai farei certe cose descritte in questo articolo.

  6. Ciao Martina,
    non ho mai scritto prima qui, lo faccio oggi perché la tua mail mi ha molto toccata.
    Vengo da una situazione simile, sono una “femmina”, sono/ero la pecora nera, o almeno è quello che so che pensi la mia famiglia di me.
    Mi dispiace per la situazione che stai vivendo, una vita di discriminazione subita da parte delle persone che dovrebbero proteggerti.
    Tieni duro, continua a lavorare, resisti e un giorno ti renderai conto di quanto sono importanti le cose che stai facendo per il tuo futuro.
    Il futuro non lo scrivono i nostri genitori (sebbene purtroppo lo influenzano in parte…) ma lo scriviamo noi, con i sogni e le azioni di ogni giorno.

  7. Sai già cosa fare.
    Stringi i denti.
    Tira avanti come puoi finché non avrai i mezzi per studiare e lavorare lontano da casa.
    Allora potrai disintossicarti e vivere.

  8. Ciao Martina, mi chiamo Anna e ho più o meno la tua età. La tua lettera mi ha toccata e credo di poterti capire almeno un po’: non vengo da una situazione come la tua ma la famiglia di una persona a me cara e con cui passo molto, molto tempo si comporta come la tua. Che dire? Non credo sia possibile cambiare la mentalità di persone che hanno passato oltre 50 anni a comportarsi in un certo modo, per quanto incredibilmente insensato, e se fosse possibile useresti infinite ore ed energie. Non mi sembra il caso. Quindi, secondo me, la cosa più intelligente è far capire loro (che comunque ti amano) quanto desideri studiare (o lavorare), in modo che dopo la maturità loro desiderino aiutarti. Tieni a mente i tuoi ideali e fai attenzione non farti condizionare. Invece, prova a far riflettere i tuoi fratelli e cugini, che in futuro avranno mogli e figli. Infine ti auguro tutto il bene e credimi, la tua esperienza potrebbe aiutare tanti altri ragazzi, in futuro.
    Buona fortuna,
    Anna

  9. Ti regalo una frase che mio padre, nonostante le sue posizioni sull’argomento sono piene di contraddizioni, mi ha detto quando ero più piccola di te e mi vide infelice, lui disse “Non permettere a nessuno, nemmeno a me, di determinare chi o cosa tu sei!” Termina gli studi, trova una maniera per perseguire i tuoi obiettivi, sarà difficile ma la felicità personale merita tutto il lavoro che avrai da fare per diventare la persona indipendente che vuoi essere. Studia, lavora ama e non sentirti mai in colpa se ti trovi a voler scegliere TE prima di chiunque altro, la tua famiglia compresa. Ci sono tante strade da percorrere e spero tu troverai la tua, ho letto validi consigli nei commenti precedenti. Hai la responsabilità di voler bene a te stessa, imparare da sola come si fa. Amati, amati molto e credi in te. Il tuo posto nel mondo devi essere tu a scegliere qual è, la famiglia in cui nasciamo non si sceglie, ma una donna ha il grande potere di poter scegliere la famiglia da fondare nella quale far crescere i propri figli. In questo anno che ti separa dalla maturità, se già sai cosa non vuoi per te nel tuo prossimo futuro, parti da lì per scegliere cosa invece vuoi, sceglilo, definiscilo e perseguilo e ti auguro con tutto cuore di ottenerlo.

  10. Ilaria Bracaglia says:

    Ciao Martina,
    Ho dieci anni più di te, e ti sento vicina.
    Se avessi più coraggio ti racconterei la mia storia, ma è ancora troppo mia e non riesco a condividerla in un luogo pubblico…
    Resisti! Lo so che è difficile, scomodo doloroso, ma resisti! È importante per la tua libertà e per la tua dignità!
    Ti faccio un augurio anticipato per il tuo compleanno: continua a studiare, continua a coltivare tutto ciò che gli altri definiscono “difetti” (come la testardaggine, l’osservazione critica, la passione per i “dettagli” apparentemente trascurabili…. pensa che un mio ex mi rimproverava di essere troppo indipendente!), ti auguro di riuscire a canalizzare nel modo migliore l’entusiasmo della tua adolescenza (non pensare che un giorno finirà: se lo coltivi quell’entusiasmo non si fermerà mai! E diventerà contagioso!).
    Arriverà un momento in cui vedrai i frutti di questa lotta, parlo per esperienza, anche se non bisogna mai smettere di lottare!
    Mi hanno aiutata molto i collettivi femminista, ma ho dovuto anche imparare a farmi compagnia e a stare sola…nonostante le apparenze non siamo sole!
    Non sei sola!
    Ti abbraccio forte, con tutto il cuore!
    Grazie per aver avuto il coraggio di regalarci la tua storia!

  11. Ciao! sono una ragazza di 28 anni che vive a Roma. C’è modo di mettersi in contatto con Martina? Vorrei aiutarla in qualche modo. Capisco bene la difficoltà che può avere una ragazza del sud, in certi contesti, a rendersi indipendente. In una situazione come questa, credo che il primo passo sia la solidarietà femminile, e non solo a parole.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: