L’abuso in un rapporto tra due ragazze

Lei scrive:

Durante i primi anni delle superiori stavo con una ragazza, era splendida: occhi enormi, intelligente, con molti interessi in comune e soprattutto la prima persona che ricambiasse i miei sentimenti.
Durante il primo periodo andava tutto divinamente, le ubbidivo in qualsiasi cosa, ero totalmente e sempre a sua disposizione perché quello era il mio modo di dimostrare lealtà e affetto.

Col tempo ho cominciato a sentirmi a disagio con lei, mi evitava, pretendeva che le stessi lontana e mi ignorava palesemente. Più lei mi teneva lontana più io volevo avvicinarmi, pur di avere la sua attenzione la infastidivo e lei mi sgridava e mi trattava male, ma era sempre meglio dell’indifferenza.
In poche ma significative occasioni mi ha schiaffeggiata, salvo poi pentirsene subito dopo mettendosi a piangere mentre si scusava, e io la perdonavo perché poverina, non era colpa sua. Ero io che l’avevo provocata.

Ricordo distintamente (e probabilmente non dimenticherò mai) quella volta che mi lasciò da sola in una stanza per circa due ore, perché si era scordata di me. Era andata dalle sue amiche e si era letteralmente dimenticata che io esistessi.
Un altro esempio significativo: la chiamavo ogni sera perché, nonostante stessimo nella stessa classe non mi calcolava minimamente durante l’orario scolastico; mentre parlava con me faceva i compiti, scriveva temi, correggeva cose e si limitava a “ah ah okay” sparsi, mentre io mi prendevo 1 ora del mio tempo ogni giorno tutto i giorni per chiacchierarci.

Ogni volta che mi diceva “stai zitta” era un pugno in faccia, ho imparato a non parlare più di quello che penso veramente, tranne poche eccezioni.
Nel frattempo per me era necessario che tutti capissero che andava tutto bene, avevo una facciata solare e amichevole con chiunque, in pubblico ai suoi insulti rispondevo ridacchiando e sdrammatizzando, ma avevano capito tutti che non era per niente okay.

Tornavo a casa e piangevo senza motivo, si, mi sono anche fatta del male qualche volta. Non vedevo niente nel mio futuro se non lei.
Ne avevo bisogno, un bisogno dannato, ma ogni volta che mi avvicinavo mi feriva.
Ci ho messo anni a capire che quello che ho subito è a tutti gli effetti abuso. Non ne sono ancora sicura, tremo mentre lo scrivo, c’è gente che se l’è vista peggio, gente che è morta per questo, donne sfigurate, picchiate, non è niente quello che ho passato io.

L, se stai leggendo, nonostante tutto, io ti perdono. So cosa provavi. So perché ti comportavi così. Ti perdono ma non dimentico.
Ogni volta che qualcuno mi dirà “stai zitta” dentro di me sussulterò. Ogni volta che qualcuno alzerà la mano verso di me avrò paura che mi schiaffeggi. Ogni volta che qualcuno mi darà dell’idiota mi ricorderò il tuo viso.

Tuttora non sto bene, ho avuto problemi importanti di depressione e di ansia e si, qualcosa è anche colpa tua.
Cerco di cavarmela al meglio, ho degli amici incredibili e una ragazza meravigliosa; ma il buco nero che mi ha infilato a forza dentro, quello non lo toglierò mai.
Grazie, Eretica.
L.

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