Ghostbusters: film “femminista” o solo bello e divertente da vedere?

::Avviso Spoiler::

Ieri sera ho visto il film Ghostbusters, quello al femminile, e mi sono divertita moltissimo. Bravissime le attrici e gli attori e molto bello il subvertising fatto a partire dai film prodotti molti anni fa. In quei film c’era una donna da salvare, puntualmente posseduta da un fantasma, perfino come incubatrice (nel II° della serie) e poi veniva salvata dai baldi giovani acchiappa fantasmi. Stavolta ad essere posseduta è prima una delle acchiappatrici e poi il loro segretario meravigliosamente interpretato dallo stesso eroico attore di Thor. Assunto per la sua avvenenza fisica prima che per altre qualità, bravissimo a fare lo svampito, vanesio, ovvero tutto quello che normalmente il cinema americano fa fare ad una donna, riesce in un numero di straordinaria satira quando, da posseduto, mostra la totale inettitudine dell’esercito pronto a muoversi ad un solo ordine, per quanto bizzarro fosse. Le protagoniste si sprecano in citazioni e in dimostrazioni di passione fallocentrica, tra una leccata all’arma e una eccitazione intrattenibile alla vista di un nuovo strumento di fuoco.

In ogni caso il film è meglio che andiate a vederlo. Quello che a me interessava raccontarvi è un retroscena abbastanza prevedibile. Come spesso accade per film in cui le donne diventano protagoniste di eroiche gesta, quando salvano il mondo senza attendere nessun protettore, anche Ghostbusters ha avuto la sua buona dose di critiche unite, se non sbaglio, ad un appello che ne chiedeva il boicottaggio perché fondamentalmente, secondo un bel po’ di troll antifemministi, questo film direbbe tante bugie. Perché da che mondo e mondo le femmine hanno paura dei fantasmi, perché le donne non sarebbero capaci scienziate, perché questo film toglierebbe autostima e porterebbe al disprezzo del genere maschile, perché l’eroe del personaggio Thor non può interpretare un segretario svampito assunto solo per il suo bell’aspetto, perché in realtà – e non chiedetemi come costoro sono arrivati a questa conclusione perché non lo so – dai film si passa alla presa del potere da parte delle donne e poi alla vittoria in casi di divorzio e affidi. La questione dei divorzi e degli affidi è una roba seria e spiace che antifemministi usino l’argomento scippandolo ai genitori che se ne occupano e fornendo slogan, pensieri e parole che sfiorano la misoginia.

Che diamine c’entra un film comicissimo con la presa del potere? Cosa c’entra con la cattivissima fantasma, donna e tutt’altro che gentile? Le donne non sanno fare ridere? Non può voler fare ridere neppure il Thor muscoloso e affascinante che tutt* conosciamo? Basterebbe chiedergli se lui si è divertito interpretando la parte del segretario e poi casomai parlare, che so, di sfruttamento nel lavoro, sempre che sia il caso, e non mi pare che lo sia.

Qualche post che parla di questo: qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui.

E poi ditemi se a voi è piaciuto. 🙂

 

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Comments

  1. a quando Ramba?
    un remake se è una scorciatoia non è certamente un modo originale

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