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Emmanuel assassinato: “abbiate il coraggio di chiamarlo fascismo”!

di Annalinda Lupis

Non faccio vita di quartiere da più di un anno. Non sono presente come genitore in tutte e quattro le scuole dei miei figli. C’è stato un tempo in cui era piacevole trascorrere le serate estive al giardino con i due piccoli e la piazzetta era spesso il luogo ideale per la celebrazione di feste di compleanno di figli e compagn*. Erano note le mie lotte come rappresentante di classe. Venivo eletta a prescindere. Ero quella che non aveva timore di distribuire volantini e proporre progetti durante le assemblee. I dirigenti scolastici mi chiamavano al telefono ed ero una madre battagliera e molto organizzata. Quando i figli erano piccoli era tutto molto più facile.

Alla gente i bambini piccoli fanno tenerezza a prescindere dal colore della pelle e dalla strana composizione del nucleo familiare. La Lupis si cresce i figli da sola. C’ha le palle. È forte. Che brava la Lupis. Il tempo passa e i bambini crescono. Ecco che brutto vizio c’hanno i miei figli: mangiano tanto, diventano alti e crescono. I piccoli sono diventati adolescenti e fanno meno tenerezza. Gli ultimi due, da tempo, suscitano pietà e la tenerezza si è trasformata in: che peccato! I miei quattro figli sono stati il motivo per cui ho smesso di frequentare la gente, i luoghi di aggregazione e le scuole.

Alla gente piace vivere in ambienti intrisi di luoghi comuni e alla gente piace sistemare gli esseri umani in categorie ben distinte: la ragazza madre, il bambino non riconosciuto dal padre, quella che è pazza perché non ha il marito e si comporta come una ragazzina, quella che i figli non vanno al catechismo, quella che c’ha il figlio ricchione, la figlia negra e un negro si è sposato. A gennaio 2015 ho assistito il primogenito ricoverato in ospedale: picchiato da tre adolescenti decerebrati del quartiere. Prima del ricovero in ospedale ho trascorso mesi a rimuovere scritte orribili sotto la finestra di casa. Poi le scritte sono diventate svastiche, in piena notte e ritrovate in compagnia dei compagni al rientro da un sabato sera piovoso e gelido. In questi ultimi giorni, mia figlia piccola, mi ha supplicata di andare al giardino. L’ho accontentata. Tre pomeriggi seduta sul bordo di un muretto da sola a stemperare ansia e veleno scattando foto e strappando fili d’erba secca.

Princess perché non giochi? Mamma non mi fanno giocare. Le bambine hanno detto che puzzo e non mi lavo perché ho la pelle nera. Eleonora mi ha spinta giù dal muretto. Sara dice che la mia faccia è come quella della scimmia….
Non è servito chiedere spiegazioni ad una serie di madri e padri perché avrebbero dovuto fare un lungo elenco di luoghi comuni. Quelli che vengono utilizzati come propaganda in tv. Gli stessi luoghi comuni che fanno di me una puttana, dei miei figli dei soggetti da non frequentare perché l’omosessualità è una malattia, il colore della pelle un sicuro veicolo di potenziali virus e dai capelli afro spuntano necessariamente i pidocchi. Così come vestirmi a festa come vuole la tradizione nigeriana significa che mio marito mi ha convertita all’islam anche se la nostra comunità è cristiana.

Così come siccome è negro lui mi ha sposata per i documenti e sicuramente sono io che lo mantengo. Così come io continuo ad essere una puttana per sempre perché, dai Lupis, lo sappiamo cosa hanno i negri fra le gambe!
Sui giornali possono scrivere che Emmanuel è morto per mano di un ultras. In realtà Emmanuel è morto per mano di una bestia allevata a luoghi comuni. Quelli propagandati dalla tv e dai talk show, dalle campagne elettorali e da rappresentanti di partito. La propaganda che neanche la nostra costituzione riesce a censurare. La propaganda fatta dalle ruspe, dalle svastiche nelle assemblee dei consigli comunali, il braccio destro alzato, il tricolore alle finestre, i family day, i diritti a metà per le famiglie omosessuali, lo stato mafia che guadagna sulla sofferenza dei migranti, dei lavoratori sfruttati.

La propaganda che sdogana ovunque culi e tette senza costruire una società nella quale il diritto ad essere donna non è il diritto ad avere un funerale di stato dopo essere stata ammazzata. Questa nazione uccide ogni giorno. Questa nazione non è democratica. L’Italia è una repubblica fondata sulla violenza e sulla impunità di coloro che hanno dimenticato il significato del restare umani. Ieri è stato Emmanuel. Oggi accadrà ancora. Abbiate il coraggio di chiamare fascismo ogni luogo comune che continua ad uccidere l’umanità….

NB: è una riflessione che lei ha condiviso sulla sua pagina Facebook. La ripubblico perché merita visibilità. E ha ragione. Eccome se ha ragione. 

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Comments

  1. A leggere certe cose viene da piangere ed è un pianto rabbioso. Mi unisco idealmente all’appello : questi comportamenti sono espressione del peggior fascismo. Chi li compie è un fascista e la base in cui tutto ciò cresce e dilaga è un misto di ignoranza, idiozia e cattivi modelli da imitare. Se scimmie esistono sono questi fascisti che agiscono senza usare nemmeno quel pò di cervello che forse hanno. Questa gente mi fa semplicemente schifo. Questa gente va fermata. A questa gente, a questi fascisti va opposta la mentalità di chi vorrebbe un mondo diverso fatto di inclusione, rispetto e pace.

  2. ….., il tricolore alle finestre, i family day, ……………..
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