Quando un uomo aggredisce la tua libertà

Lei scrive:

Ciao Eretica, (…) Ti ho scritto perché alla luce del recente fatto della ragazza stuprata dai coetanei volevo fare una riflessione sull’effettiva libertà e sicurezza delle donne nella nostra società. Questo fatto orribile mi ha infatti fatto pensare ad un episodio che mi è successo meno di un anno fa (una situazione per nulla paragonabile al fatto di cronaca ma che ha dato spunto alla alla mia riflessione).

Abito in un piccolo paese dove più o meno ci si conosce tutti e ogni anno è ormai tradizione organizzare la festa di classe con i miei coetanei, ragazzi e ragazze che praticamente conosco dai tempi dell’asilo. L’anno scorso è successo che, data la quantità esponenziale di alcolici che ci eravamo procurati sommata alla mia bassa tolleranza per l’alcol (e al mio poco buonsenso), a fine serata mi sono ritrovata ubriaca e difficilmente in grado di tornare a casa, nonostante il posto della festa si trovasse solo a 20 minuti a piedi da casa mia. Così ho accettato volentieri il passaggio in auto che uno dei ragazzi mi ha proposto. Il ragazzo in questione lo conoscevo bene; intelligente, simpatico, un po’ esuberante e chiassoso, ma sempre gentile. Perciò sono salita in auto con lui, ma una volta scesa mi sono resa conto che non mi aveva accompagnata a casa ma mi aveva portata in un parchetto isolato in cui non ero mai stata. La sua spiegazione è stata che desiderava bersi con me un’ultima birra prima di tornare a casa e io, sebbene mi sentissi stanca e disorientata, ho accettato giacché non mi dispiaceva passare un po’ di tempo in compagnia di un vecchio amico che non vedevo da tempo.

Ci siamo seduti su una panchina e bevendo la birra abbiamo chiacchierato del più e del meno; non ricordo di preciso i discorsi che abbiamo fatto ma ricordo che mi sono sentita bene e a mio agio fintanto che non ha iniziato a farmi complimenti sul mio aspetto, sempre più inadeguati e insistenti. Io sebbene fossi confusa e rallentata dell’alcol avevo comunque ancora la facoltà di intendere e volere (e non volere) e riuscivo a rendermi conto che ciò che diceva non era di mio gradimento, così gli ho detto apertamente che non desideravo approcci di questo tipo e gli ho ricordato che ero fidanzata (non gli ho detto che ero fidanzata con una ragazza perché non volevo sapesse che sono lesbica). Lui ha riso delle mie parole, come per dire che era stupido pensare quello che pensavo io, poi ricordo che il suo discorso si è fatto strano… ha cominciato a parlare di sessualità, dicendo che “il pompino è un dono che la donna fa all’uomo e che non c’è nulla di male se viene fatto fuori da una relazione perché tanto non costituisce tradimento”, e anzi, sarebbe stata per me un’occasione per fare pratica e imparare ciò che piace al maschio per poi soddisfare meglio il “mio uomo”.

E mentre diceva questo si era avvicinato molto a me sfiorandomi il collo con le labbra e aveva appoggiato la mano sulla mia gamba. Ricordo che nella mia testa c’era molta confusione; le parole che diceva entravano dalle mie orecchie ma ci voleva del tempo prima che il mio cervello attribuisse loro un significato. Ma il suo respiro affannato ed eccitato e la sua mano che si era intrufolata tra le mie cosce ha fatto scattare il campanello d’allarme e mi sono ritratta di scatto con il cuore che batteva forte, sapendo però che se mi fossi alzata da quella panchina il mondo mi sarebbe vorticosamente girato attorno. Lui si è riavvicinato chiedendomi perché reagissi così a un “contatto naturale”, dicendomi che era tutto ok, di rilassarmi, di non pregiudicare una cosa se non so come potrebbe essere e altre cose del genere… e nel frattempo aveva afferrato la mia mano e l’aveva appoggiata sul suo pacco tenendomela bloccata con la forza.

Io però ne avevo abbastanza: ero disgustata e spaventata dalle sue parole e dal suo comportamento e mi stavo preparando a fare a botte pur di tirarmi fuori da quella situazione. Mi sono liberata divincolandomi e gli ho intimato di smetterla perché mi faceva schifo e di riportarmi subito a casa, altrimenti ci sarei tornata da sola. Lui ha acconsentito e mi ha fatta risalire in macchina riaccompagnandomi a casa. Durante il tragitto in auto ha ripreso a chiacchierare con naturalezza e tranquillità, come se nulla fosse successo, mentre io ero ancora sconvolta dall’accaduto e presa da mille emozioni. Pure quando mi ha salutata sull’uscio di casa non sembrava altro che un ragazzo cordiale e carismatico che molto gentilmente mi aveva riaccompagnata a casa; del ragazzo sulla panchina neanche l’ombra.

Di questo episodio, seppur non sia successo assolutamente nulla di grave, mi è rimasto un sentimento di rabbia nei suoi confronti per aver oltrepassato i limiti senza aver ascoltato il mio volere e di vergogna per essermi trovata esposta ad una persona che avrebbe potuto farmi ciò che voleva, e che per fortuna mi ha “solo” toccata… toccata dove soltanto la mia ragazza ha mai potuto toccare…

Ora, a parte la questione dell’esagerare con l’alcol che ammetto essere un’azione stupida ma che ahimè può succedere a tutti, io mi chiedo: in questa società come posso io donna essere allo stesso tempo libera e sicura? Come posso essere libera se per non incorrere in violenze sessuali devo autolimitarmi e stare attenta a mille cose? Se avessi una figlia adolescente che comincia ad uscire la sera, ad andare alle feste, ecc. che raccomandazioni le farei? Dovrei imporle tutte quelle limitazioni che si impongono alle donne per salvaguardarle da stupri e violenze? Utopicamente risponderei di no, ma nella nostra società sarebbe come mandare cappuccetto rosso sola soletta nel bosco, dove di sicuro ci sarà un lupo che si leccherà i baffi. Certo se nella realtà gli uomini e le donne fossero tutte persone che rispettano la libertà e la volontà altrui non ci sarebbe il problema di difendersi. Invece purtroppo i lupi ci sono, e pure le cappuccetto rosso, e perciò qual è la direzione da prendere affinché le donne siano sessualmente libere e allo stesso tempo sicure?
Scusate il discorso contorto.

Comments

  1. Per niente contorto, molto triste. Mi chiedo anch’io spesso se c’è una soluzione diversa dal “se non vuoi ritrovarti in situazioni fuori dal tuo controllo non bere”.

    Ultimamente penso spesso bevuto a volte APPOSTA per “perdere il controllo”. No, non per dimenticare e cazzate varie, proprio per la sensazione fisica del perdere il controllo del mio corpo… Eppure non mi sembra che questo significhi automaticamente regalarlo al mondo. Sbaglio? Sbaglio se chiedo di essere lasciata in pace con la mia sbronza o aiutata al limite se ho davvero esagerato? Dovevo “pensarci prima”? Detto questo alcune mie sbronze sono finite in relazioni fisiche di cui il giorno dopo mi sono pentita ma che erano comunque state consensuali. Poche volte sono arrivata al punto stesso in cui ho trovato un’altra ragazza una sera – la cui unica abilità è stata darmi in mano il cellulare al punto della rubrica in cui si trovava il suo (ex)ragazzo, probabilmente giusto perché a quel punto era rimasta quando aveva iniziata a bere, perché io lo chiamassi. Dopo quella sera e un’altra in cui ho fatto una cosa che mai avrei fatto da sobria (non parlo di sesso) ho smesso di bere per “non mettermi in pericolo”… Eppure. ho continuato a chiedermi…Se fossimo in una società davvero libera non sarei libera di bere o non bere quanto voglio senza che questo significhi per forza stupro? Non voglio che sembri che io santifichi il bere. Ma non lo demonizzo. Lo stupro invece si, sempre. Se io sono sbronza e dico no, o non dico sì, non hai il mio consenso. Punto… (Il dubbio mi resta nel caso non sia nemmeno lui in grado di capire cosa sto dicendo. Ma forse in quel caso non riuscirebbe a andare oltre la domanda senza risposta…)

    Vostre riflessioni al riguardo?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: