Quei pregiudizi occidentali contro le donne velate

Protesta contro la legge sul divieto del velo. Fonte

Protesta contro la legge sul divieto del velo. Fonte

 

Lei scrive:

“Carissima Eretica,

sono una dottoranda in Relazioni Internazionali che si occupa di genere/gender e islam, in generale mi occupo di donne musulmane.

Una cosa che non riesco proprio a capire di noi “occidentali” è il fatto che abbiamo pregiudizi e stereotipi per le donne velate.

Parliamo tanto di violenza sulle donne, ma non siamo a volte noi stesse a violare la privacy delle donne musulmane che scelgono di indossare il hijab?

La “questione” dell’islam è un argomento, molto spesso, di cui si straparla, di cui si hanno giudizi senza nemmeno conoscere che cosa sia

davvero questa religione. Ci soffermiamo su quello che ci passano i media, e su come l’ISIS o i talebani o qualsiasi altro gruppo terroristico islamico stiano “sfruttando” un credo religioso praticato da oltre un miliardo di persone per poter avere potere economico, sociale e di controllo sulle donne. Perché se 20.000 musulmani fanno parte dell’ISIS pensiamo che tutti i musulmani del mondo siano terroristi e misogini? Mi sembra un paradosso, noi cristiani crediamo di essere talmente superiori ai musulmani che a volte ci dimentichiamo cosa dicono la Torah e le lettere di Paolo sulla donna. Anche per noi c’è la lapidazione, anche per noi c’è il velo o la rasatura dei capelli se non si volesse portare il fazzoletto in testa, perché ce ne siamo scordati? Da antropologa non posso pensare ad un processo “evolutivo”, ma ad un processo di crescita. Non dimentichiamoci che fino a poco tempo fa e ancora tutt’oggi nei piccoli paesini di provincia, molte delle nostre donne indossano il fazzoletto. Forse non è il caso di fermarsi un attimo e chiederci se il “NOSTRO” metodo di “democratizzazione” sia uguale per tutti? Si può universalizzare il concetto di libertà delle donne allo stesso modo per tutte le culture del pianeta? Portare il velo, deve essere per forza un limite alla libertà femminile? Non scordiamoci che, in alcune culture e tradizioni popolari, portare il velo significa ESSERE LIBERE! Libere dagli sguardi maligni di alcuni uomini misogini e libere di ottenere posizioni lavorative e cariche istituzionali molto importanti (questo non significa che sia imposto). Di più, per una donna musulmana credente, il velo non è soltanto un simbolo che la identifica nella sua religione portando la sua vita privata riflessa nel pubblico, ma una parte fondamentale che contorna perfettamente la sua identità. Le mie amiche musulmane alla domanda “stupida” (a cui sono spesso sottoposte) perché porti il velo, la risposta è sempre la stessa: senza di lui mi sentirei nuda.

Perché una donna velata deve giustificarsi della sua scelta e andare oltre i suoi limiti?

Grazie

S.”

Comments

  1. ceciliaasso says:

    brava, brava, bravissima!

  2. Ciò che dici è molto ragionevole, però capisco anche la difficoltà che il velo ci crea (a me per primo): è PROPRIO PERCHÉ da poco (storicamente da pochissimo) che ce ne siamo liberati, che ci inquieta, come il riapparire di un sintomo di un male che sembrava debellato. Ho 63 anni e me le ricordo le ragazze con il foulard in testa la domenica mattina, ed è un ricordo bruttissimo, fosco, torbido.
    Vabbè, poi per me forse è particolarmente difficile, con le poesie che scrivo:
    http://carlomolinaro.net/2015/11/07/le-nude/

  3. La capigliatura libera è tabù, interiorizzato come qualunque tabù e poi razionalizzato in vari modi. Infatti a capo scoperto si sentono nude: confermo, per loro togliere il velo in pubblico è quasi come togliersi la gonna, cioè mentre anche noi identifichiamo la zona pubica con l’idea del sesso, loro la estendono ai capelli femminili. Ma poi non è solo il velo, perchè l’intero corpo è coperto, estate e inverno! Gambe, braccia, collo e abiti larghi e informi. Perchè? Possono infiorare il tabù come vogliono ma non si arriva mai al punto vero, perchè il punto è la sessuofobia devastante millenaria dell’islam. Con tutto il rispetto, ma come critico il bigottismo cattolico non posso tacere sull’odio per il corpo femminile endemico del, pur variegato, mondo islamico. Poi che una musulmana si senta libera perchè consapevole che non verrà importunata in quanto velata fedele, significa che tutte le altre donne sono caccia libera? Inconsciamente pensano di sì, evidentemente. Allora la nostra priorità qual è? combattere la misoginia dilagante o proteggere un tabù?

    • Esatto. D’accordissimo!

    • io non ho mai visto mia madre uscire in pubblico senza almeno il fazzolettone.
      il problema in se non è il velo (vi ricordo che la Madonna è una donna con il velo) ma la libertà di indossarlo a prescindere da norme religiose o sociali (anche in posti dove religioso e pubblico si confondono fra i due campi non vi è soluzione di continuità).
      teoricamente in ambito cristiano la donna dovrebbe pregare a capo coperto, la famosa veletta per chi se la ricordasse, ed il fazzolettone di mia madre deriva da quella norma, ma oggi mia figlia va a capo scoperto dove vuole anche in chiese per quelle funzioni a cui va.
      ora in paesi di tradizione islamica, ove religione e pubblico si confondono,è possibile una possibilità di scelta del genere? se guardiamo alla Turchia……….

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