Stupro di gruppo: fossero stati stranieri si darebbe fiato alle trombe. Invece!

Cinque minorenni hanno stuprato una sedicenne. Ragazzi italiani, giacché se fossero stati stranieri avremmo già letto i comunicati di solidarietà di Salvini, l’annuncio di ronde per “salvare le nostre donne”, da parte di camerati dell’estrema destra. Il fatto che siano italiani non fa ben sperare per la ragazza. Ci saranno famiglie che le diranno di essere una rovina per quei figli, amici e amiche degli accusati che le diranno che se l’è cercata, commentatori e commentatrici estranei che metteranno in dubbio ogni sua parola e che processeranno lei prima di processare loro. Lei, le sue abitudini, la sua età, gli interessi. Sarà posta sotto una lente di ingrandimento o, nel caso in cui fosse presa sul serio, trasmissioni tv del pomeriggio parleranno del degrado dei valori, di mostri che si distinguono dagli altri bravi ragazzi, di eccezioni e non di culture diffusissime che colpevolizzano, innanzitutto, le vittime di stupro.

Succederà prestissimo di leggere un editoriale che incolperà le madri di questi ragazzi, colpevoli di non aver insegnato l’empatia, o altri che dimenticheranno che l’educazione arriva da un contesto ampio e che forse le famiglie non c’entrano affatto, sono brava gente che lavora e si sacrifica per dare a questi giovani opportunità di futuro sprecate in un solo momento delirante di violenza. E ancora una volta va spiegato che non c’è molto da capire. Si tratta di cultura sessista, la stessa che porta tante persone a fare slut shaming sulle donne che non restano in riga, obbedienti nei confronti delle convenzioni. E’ una cultura che va eliminata a partire dalla convinzione che non esistono i mostri, le mele marce, ma esistono persone che respirano la stessa cultura e che non percepiscono il fatto di compiere un atto di violenza. Stuprano e pensano di non aver fatto niente. Stuprano e non li ferma un No, perché non gliene frega niente del consenso che la ragazza deve poter dare prima di ogni approccio. Quello che questi ragazzi hanno fatto, se l’accusa viene confermata nelle fasi del processo, è mettere in scena la piena espressione del machismo sessista, egoista, pessimo, orrendo, atroce. E’ la disumanizzazione della vittima che diventa un oggetto, una cosa con la quale giocare, mettendo in atto lo scambio di ruoli tra stupratore e altri membri del branco, per celebrare la omosessualità latente, attraverso la stessa vagina lacerata, contusa, massacrata, che diventa il luogo in cui quei peni si incontrano siglando un patto maschilista.

Un rito, ai danni di una persona, che potrebbe essere evitato con l’educazione sessuale, con tanta informazione, con la condivisione di sensibilità e la fine del victim blaming messo in atto sempre e ovunque. Prima che questa ragazza vedrà la fine del processo trascorreranno anni, e chi lo sa se lei dovrà cambiare scuola, posto, città, perché sarà ovviamente lei a essere definita zoccola. Invece quegli altri riceveranno pacche sulle spalle perché diranno di essersela fatta in gruppo. La repressione, infine, a mio avviso serve a poco perché non c’è prevenzione e perché ogni tentativo di insegnamento di valori condivisi all’insegna del rispetto per gli altri generi viene scambiato per “indottrinamento gender”. Così il maschilismo si difende e mette in atto una azione reazionaria e conservatrice. Conservando se stesso e piegando tutto il resto alle proprie esigenze.

Lo stupro non è mai colpa della vittima. Tutte le persone di buon senso devono ribadirlo, urlarlo, perché ragazze come questa ulteriore vittima non si sentano sole. Mai più. Finalmente.

Comments

  1. L’ha ribloggato su inae ha commentato:
    NON SIETE SOLE

  2. Peccato che gli stranieri sono l’8% e i fatti di cronaca che li coinvolgono sono in pecentuale molti di piu. E basta con questo razzismo al contrario con italiani carogne e ignoranti e razziste. Che poi voglio vedere se fosse stato il contrario quanti di voi buonisti avreste aperto bocca per condannare. Nessuno come al solito. E poi vi domandate come mai la gente e’ sempre piu’ arrabbiata. Ringraziate solo che i leghisti sono impresentabili.

    • Ma quale razzismo al contrario? E inoltre avremmo condanatto i certo lo stupro come al solito e ovviamente avremo condannato i geni che approfittando del crimine avrebbero iniziato a vomitare odio contro gli stranieri

    • Giovanna, non diciamo cazzate: i dati parlano chiaro.
      La percentuale di stupri denunciati ad opera di stranieri è del 39%, il restante 61% non sono gli umpalumpa, sono gli italiani.

  3. Non so se avete fatto caso che al tg continuano a trasmettere l’interviata al parroco del paese, che tra l’altro li giustifica. Ma anche li condannasse, dove sono le istituzioni laiche??

  4. Giovanna Paschero, qui non si sta parlando di percentuali di criminalità , ma di come lo stesso (mis)fatto venga presentato e diffuso a seconda se a compierlo è un italiano o un immigrato. Tiro a indovinare: lei è compaesana o parente dei suddetti stupratori, dico bene?

  5. La versione maschile di Cristina D'Avena says:

    Cinque minorenni hanno violentato una ragazza di 16 anni nel Salernitano. A prescindere dalla nazionalità, ci vuole una pena esemplare”

    Queste le parole di Salvini. Che non mi sembrano piene di “ma”, “distinguo”, o altre balle.

    Onestà intellettuale vorrebbe che nel posto si menzionasse che ANCHE Salvini ha espresso solidarietà alla vittima (visto che l’ incipt è “figuriamoci se Salvini…”)

  6. La cosa che mi preoccupa di più non sono i commenti che avrebbe potuto esprimere Salvini se fossero stati extracomunitari, ma i commenti dei genitori di quei “delinquenti”. La ragazza una poco di buono ed è stata una ragazzata? ?? Ma questi genitori sono delinquenti tanto e quanto i figli!!!! Che vergogna!!!

  7. Che boiata di articolo… il reato è reato a prescindere dalla nazionalità

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