L’antisessismo e le donne che vogliono essere trattate da femmine

Lui scrive:

La discriminazione di genere secondo me.

Uomo. Trentaquattrenne. Cresciuto in casa con genitori e una sorella. Lavoro come operaio anche se ho preso una laurea che non mi serve a niente.

Da bambino mio padre diceva che non dovevo “toccare” la sorellina anche se la sorell-ina mi strappava i capelli, mi infliggeva una serie di torture e più cresceva e più era violenta. Una volta le diedi uno spintone e lei cadde con le gambe all’aria. Pianse disperatamente per un’ora. Mia madre mi mise in punizione. I maschi non devono toccare le femmine, neppure quando si tratta di autodifesa.

A scuola, mista, sono diventato oggetto di bullismo di una gang di ragazzine. Ero sovrappeso e me ne hanno dette e fatte di tutti i colori. Mi hanno insultato perché “ciccione”, mi hanno provocato, rubato oggetti dalla mia cartella, mi hanno diffamato con le insegnanti dicendo che ero io il maiale che le guardava come fossero prede. Il solo sguardo che ho indirizzato a loro era pieno di risentimento che avrebbe potuto diventare odio generalizzato contro le donne, tutte. Per fortuna non è stato così. Per mia fortuna, perché odiare è una cosa pesante, difficile e implica energia che ho speso diversamente, per costruire qualcosa.

Al liceo ho avuto un paio di ragazze che mi hanno mollato senza preavviso. Non importa. Non gliene voglio. E non sono quello frustrato perché le donne non gliela danno. Sono solo un uomo che analizza se stesso e i comportamenti altrui e non mi sento vittima. Rido dell’atteggiamento superficiale di quelle ragazze. Più in là conobbi altre donne e mi hanno detto che avrei dovuto essere un cavaliere, aprire la portiera dell’auto, portare loro fiori e cioccolattini e portarle a cena fuori accollandomi tutta la spesa. Mi hanno detto che dovevo essere io a fare il primo passo e poi ancora io a essere più deciso, perché altrimenti qualcuna avrebbe potuto ipotizzare che sono gay.

Non è un’offesa, non per me, ma non lo sono. Mi piacciono le donne. I miei approcci sono sempre stati paritari, non sono un macho che dirige l’orchestra, che si batte per la propria donna, che difende l’onore della mia compagna imbracciando la spada per andare a duello, e non sono neppure uno che salta addosso alle ragazze senza aver constatato che mi vogliono anche loro. In teoria questo dovrebbe essere l’atteggiamento giusto, ma in realtà quelle che dicono di volere un uomo che rispetti il loro consenso poi desiderano uno che le metta in condizione di “cedere” alle avance. Un po’ contraddittorie, non credete?

In quanto al pagare le cene o comprare fiori, forse preferisco regalare un libro o una sera al cinema. Ma non ho soldi per le cene e non capisco perché dovrei inventarmeli. Guadagno poco, campo meglio che posso e se vogliono una cena si fa a metà. Vogliono la parità? Allora la esercitassero.

Quando ho incontrato la donna con cui sto adesso mi sono ricreduto su tante cose. Esistono donne che si mettono davvero in discussione a partire dal sessismo che loro stesse diffondono. Insieme abbiamo percorso una strada che ci conducesse qui, dove siamo ora, con un rapporto che abbiamo dovuto inventare dall’inizio perché non avevamo esempi da seguire. La sua famiglia, però, non ha la stessa apertura mentale, perciò suo padre ha preteso che gli chiedessi la mano di sua figlia, come fosse un passaggio di proprietà, e non sapete quanto mi abbia messo a disagio. La madre ha voluto che la chiamassi “mamma” anche se avrei voluto chiamarla per nome, e poi quando abbiamo detto che volevamo convivere mio suocero ha detto che fino a che stiamo fuori città va bene, purché ci presentiamo separati e in letti diversi quando li andiamo a trovare.

Il maschio deve rispettare questo codice d’onore, così come devo rispettare il fatto che mi si dica di stare seduto dopo il pranzo perché a sparecchiare deve essere la mia compagna. Io che non accetto questo genere di imposizioni vorrei impuntarmi ma la mia compagna dice che non li posso cambiare e che d’altronde il tempo trascorso con loro è breve. Contenta lei, contenti tutti, ma io non lo sono affatto, contento.

Al lavoro devo sorbirmi responsabilità da maschio. Le donne fanno cose diverse, pur avendo la mia stessa qualifica. Sono io che carico i pezzi pesanti e loro invece fanno cose diverse. Sono io che devo giustificarmi se non mi comporto “da uomo vero” e loro invece non hanno problemi a dirsi deboli. Potrei anche accettare la diversità di incarichi non fosse che le mie colleghe lo pretendono e lo pretende anche il mio datore di lavoro. E poi però mi dicono che non posso dire che questo per me è sessismo perché loro “danno la vita ai figli”.

Ma come, prima dite che non volete essere considerate per i ruoli di genere imposti e poi li tirate fuori quando vi fa comodo? Ma che razza di gioco è? Io appoggio la mia compagna e dico che se dovesse avere un figlio l’aiuterò in tutto e per tutto, ma in casa facciamo le stesse cose e nessuno si sottrae dai propri compiti. Ci sono giorni in cui sono stanco e altri in cui è stanca lei. Ci compensiamo ma senza sfruttarci a vicenda.

Questa cosa di essere addomesticato con le moine e poi di subire il ricatto del senso di colpa perché non rispetto le femmine che “danno la vita” mi manda in bestia. Ma cosa c’entra? Anch’io do la vita. O i figli possono farli senza il seme maschile? E poi che cazzo c’entra con il lavoro che facciamo in ditta?

Allora chiedo se a voi capita di vivere queste situazioni contraddittorie, perché non è possibile che dobbiamo subire la schizofrenia di messaggi differenti. O lottate contro il sessismo oppure no. Decidetevi, insomma!

Advertisements

Comments

  1. Ho letto tutto, spero che non venga massacrato per questo che ha scritto anche se certe considerazioni sono spiegate in modo brutale ma onesto e con un punto di vista decente verso la controparte femminile. Il fatto è che certe contraddizioni in italia sono spesso e volentieri “giustificate” per “cavalleria” tipica maschile ma vorrei che di base ci sia più rispetto e meno “superficialità” verso le persone, e più “gentilezze” verso chi comunque ricambia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: