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A lui che non tiene conto dei miei desideri (sessuali)

Non serve tu mi dica come muovermi, spostarmi, comportarmi. Non serve che mi insegni a far l’amore perché i miei bisogni sono stampati sulla pelle e in quanto ai tuoi è da lì che devi cominciare, senza ipocrisia, senza mascherare nulla con una finta filantropia. Probabilmente ho qualcosa da insegnarti anch’io, e se mi vedi abile e intenta a prendere l’iniziativa mi farai un gran favore, tu a me, se non ti ammosci, non ti scoraggi, se non viene meno il tuo bisogno di apparire macho. Perché sarai il mio partner se cedi un po’ il comando, se il sesso per te non è gestione univoca del potere, se non è un passo singolo ma è una danza che contempla anche la mia presenza.

Vorrei sfidarti, dirti che se chiudi gli occhi posso farti provare cose mai provate, e io capisco che ora ti senti galvanizzato perché pensi che il modello tipico di maschio virile è il protagonista di 50 sfumature di grigio/nero/rosso. Per me non è così, e vale per molte altre donne. Quindi da me potrai apprendere l’importante lezione che ti libererà dal pregiudizio e ti preparerà a lasciarti sorprendere senza sentirti leso nella perdita di controllo. Affidati, dimmi che conti su di me, che le mie mani possono percorrere i tratti del tuo volto, e il corpo, senza che sia tu a guidarmi.

E’ questo che mi eccita. Dammi la tua sicurezza, la tua capacità di vedermi intera e non bisognosa di aiuto senza sentirti sminuito, derubato. Dammi un bacio, porgimi le labbra e lascia che la mia lingua le accarezzi, piano, fino a quando sentirò un tremore lungo la tua schiena e i pori della tua pelle non diventeranno onde, piccole, sensibili, eccitate. Ne ho abbastanza di uomini che non sanno godere della mia forza e che non hanno alcuna intenzione di chiedermi di “farli uomini”, prima di pensare che saranno loro a “farmi donna”.

Se tu soddisferai la mia curiosità, se ti fermerai a ridere e parlare e a lasciarti accarezzare, senza ritrarti, senza nasconderti, senza proteggere il tuo pene dalle mie incursioni mattutine. Se eviterai di pensare che prendere sia meglio che dare, quindi se eviterai di disconoscere la reciprocità, io e te potremo trovarci incollati l’uno all’altra, in quel materasso spoglio, senza le lenzuola ora stese ad asciugare, con la sensazione di restare dentro una stanza ancora da abitare, il mio respiro caldo sul tuo collo e l’invito a restare lì con me, senza fare domande, lasciando che i corpi si incontrino liberandoti dal ruolo del virile guardiano dell’azione sessuale.

Non è tanto più rilassante se tu lascerai a me la prima mossa? E poi non devi fare altro che seguirmi a ruota, spontaneamente, comunicando col mio corpo e percependo le mie richieste. Non abbiamo mai troppo tempo e allora devi lasciarti convincere al massimo entro un’ora, altrimenti andrò via e resterà di me, qui, soltanto il mio profumo. Ora ti vedo, prepotente, allargarmi le cosce, usare la lingua per farmi perdere la concentrazione. Non riesco a dire no. La tua presa è forte e scavi per raggiungere zone che conosci bene. Inarco la schiena, le mie mani sul viso, arriva un’onda che mi rende morbida, vibrante, poi è una tempesta, i muscoli in tensione, un’urto che mi sconquassa. Così mi hai detto che ti importa dominarmi, dirmi, farmi, e poi ti aspetti che io ricambi il favore.

Non se ne fa assolutamente niente. Cos’hai voluto dimostrare? Chi cazzo sei per immaginare che io ceda al tuo ricatto e poi mi senta in dovere di ricambiare per un “regalo” che tu mi hai imposto? Se mi è piaciuto? Ma si, anche, ma non abbastanza. Non era quello che volevo, e il fatto che domini una zona del mio piacere non significa che domini tutto il resto. Non c’è in me gratitudine, non ho cambiato idea. Allora ti lascio lì, con i pantaloni slacciati e le tue mani che fanno quello che non ho voluto fare io. Dovrei sentirmi in colpa? Non ci penso neanche. Eppure è quello che vorresti e proprio perché è così ti lascio, ora, per non rivederci mai più, perché i miei desideri contano. Contano perfino più di te.

Serena

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Comments

  1. wow, donna. ti apprezzo e rispetto molto. il sesso si fa in due, in tre, quanti si vuole, ma dura finché c é ascolto reciproco e il desiderio di uno solo non deve sopraffare quello degli altri.
    é facile per le donne sentirsi nella posizione di andare sempre incontro ad un uomo. ma perché? che il desiderio cambi di colore a seconda del genere, o che la felicitá abbia intensitá diversa? che qualcuno sia piú importante di un`altro? no. la storia e la cultura possono e devono cambiare, le abitudini sbagliate vanno sostituite.
    oltretutto, fisicamente parlando, uomo e donna sono diversi; entrambi possono provare lo stesso piacere, ma, oh uomo, la delicatezza appartiene a chi lascia che tu entri dentro di lei o lui, e se tu sai giá cosa fare sappi rispettare o abbandonati alla solitudine.

  2. Applausi fortissimi!

  3. Chapeau. Un giorno vorrei scriverne uno io, “A lei che non tiene conto dei miei desideri (sessuali)”

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