La strage di Orlando e l’omofobo riluttante

di Ethan Libano

I fatti di Orlando sono ormai noti a tutti. Le vittime sono persone lgbt (in gran parte di etnia ispanica), il movente l’omotransfobia e la giustificazione morale dello stragista si nasconde tra le pieghe di una visione tossica della religione e del concetto di maschio.

Chi è l’omofobo riluttante?

Nel caos di commenti sulla strage l’ho potuto osservare da vicino. Era quello impegnato a distogliere l’attenzione dalle vittime e dal reale movente. Colui che si prodigava nel negare l’esistenza dell’omofobia o a ridimensionarne la gravità.

E’ una persona che non urla, non insulta apertamente ed è educato a considerare la violenza come socialmente non accettabile. E’ la faccia “rispettabile” dell’odio che si distingue per non agire.

E’ il tipico personaggio che nega la propria omofobia con la frase “ho molti amici gay…”

Come opera l’omofobo riluttante?

Possiamo individuare l’azione di questo individuo (uomo o donna) nella zona di non visibilità della struttura che conduce alla violenza. Le basi sono le stesse del femminicidio.

Figura 1 piramide omofobia

Porterò due esempi reali: uno di stampo “femminista” di area vaticana e l’altro di area dichiaratamente cattolica.

Esempio 1 : articolo postato per opporsi alla gpa.

In un gruppo di “femministe” del pinkwashing vaticano mi è capitato di imbattermi più volte in articoli sulla GPA riguardanti esclusivemente coppie omosessuali.

Non mi esprimo assolutamente sull’argomento della gestazione per altri ma mi limito a riportare discorsi e a proporre osservazioni.

Figura 2 omofobia femministe religiose

La frase selezionata e messa in evidenza esordisce con un’immagine che rende sgradevole la figura maschile accostata ad un bambino e fa intendere il desiderio di un allattamento e una maternità impossibile e contro natura (un desiderio prepotente). La prima frase contiene già il pregiudizio per cui un omosessuale della coppia voglia essere la “madre”. Una rivisitazione del classico “chi fa l’uomo dei due?”. (battuta sessista, eteronormatività, essenzialismo di genere).

In poche righe abbiamo il pregiudizio sessista e una delle tecniche più subdole per indurre l’odio verso una categoria: l’accostamento dell’omosessuale alla figura materna e l’allusione al fatto che la voglia sostituire fanno scaturire istinti profondi di repulsione (disprezzare). E’ tipico degli omofobi voler proiettare la perversione, il vizio e il tentativo di distruggere la cellula base della società sui gay. Dopo una tale premessa, l’invito ad adottare suona come la frase “non posso essere omofobo perché ho tanti amici gay”. Si corre ai ripari ma per poco, infatti ecco che si accostano gli omosessuali alla tratta dei corpi e si usa anche un lessico maschilista nei confronti delle volontarie per la gpa (“spensierata” si usa anche per dare della puttana ad una ragazza che vive la sua sessualità liberamente). Abbiamo tutte le basi del patriarcato, non per nulla il lessico è lo stesso come il principio di differenza basato sul sesso e l’esaltazione della maternità accostata a quella della Vergine.

Esaminiamo i frutti e le conseguenze di questa cinica manovra propagandistica dietro un’apparente buona intenzione:

  1. La legge sulla gpa è tale e quale a prima. Non esisteva un pericolo reale di legalizzazione.
  2. Si è negato ai bambini delle famiglie arcobaleno il diritto ad una vita serena e a vedere assicurata la continuità degli affetti. (discriminazione)
  3. Si è fomentato l’odio per le persone omosessuali e, in particolar modo, per i gay. (colpevolizzazione)
  4. Si è ottenuta una visibilità e popolarità temporanea per una forma di “femminismo”(cattolico e/o rossobruno) rispondente alle necessità sessiste del Vaticano.

Tipiche di queste persone sono anche le citazioni delle frasi di Sgarbi che notoriamente è un dispensatore di frasi omofobe e uomo di un maschilismo notevole.

Ho notato anche l’uso strumentale del termine “utero in affitto” come sinonimo di GPA.

Mentre la seconda parola indica la tecnica, la prima proietta un gudizio ed è usata per instillare una reazione negativa. La scelta della parola è politica.

Siamo ancora alla base della piramide che porta alla violenza; stiamo formando la razionalizzazione che arma la mano; siamo gli angeli del ciclostile di casa Pound.

Esempio 2 : uso di argomenti pseudo scientifici

L’omofobo riluttante è consapevole di non poter imporre la sua visione discriminante utilizzando la religione e, nella convinzione che l’eterosessualità sia l’unica manifestazione naturale per l’uomo, pretende di dare una spiegazione “scientifica” che copra il suo pregiudizio.

Si usano addirittura argomentazioni da eugenetica di inizio ‘900 mescolate alla solita citazione della Bibbia riguardante Sodoma e Gomorra (Genesi 19-20 dove non si parla di omosessualità ma si continua a giocare sull’equivoco della parola che è stata usata più tardi come sinonimo di omosessuale) e citando le giuste leggi che eliminavano i gay perché pericolosi e inutili.

Esaminiamo l’argomentazione, la struttura e il lessico dell’omofobo riluttante:

“Occorre rifarsi ai principi darwinisti del più adatto”: in questa frase abbiamo la premessa per l’affermazione seguente che l’eterosessualità è superiore in quanto legata alla riproduzione. (Ricordiamo che gli omosessuali non sono sterili).

Figura 3 nazireligioso

Da questa affermazione si passa ad insinuare che il declino della natalità in occidente sia dovuta al proliferare dell’omosessualità che è una forma inadatta allo sviluppo della specie.

Si ignorano volutamente i fattori realmente incidenti e riscontrabili nelle statistiche e negli studi sociologici.

Figura 4 nazireligioso2 copy

Deformando scienza e natura mediante l’interpretazione antropocentrica e morale della religione si crea l’illusione della razionalità ed ecco che arrivano delle vere e proprie chicche di omofobia:

  1. l’omosessualità nasce dalla fotta incontenibile. Sembra che nella foga qualcuno sbagli buco. I gay sono viziosi.
  1. Dall’essere arrapati come stambecchi nel periodo dell’accoppiamento, che porta a desiderare il proprio simile, nascerebbe tutta la storia del non riconoscersi nel proprio genere ( scoperta clamorosa! Il genere dipende dalla fotta!). Qui abbiamo la convinzione del nostro Himmler religioso che uno dei due della coppia voglia fare la donna e la confusione tra identità di genere e orientamento sessuale…peccato dopo tutta l’illusione creata con la parola scienza.
  2. “Della capacità di adattamento fa parte anche la facoltà di assumere ruoli diversi” e mediante l’abitudine delle sinapsi puoi pure pensare di esserci nato gay!
  3. La frocitudine è una dipendenza come il fumo o la droga…quindi forse puoi anche essere curato.
  4. Attenzione! Tutti questi culattoni e donne che invece che sfornare figli vanno a lavorarestanno causando la fine del mondo. (Questo è riportato in maniera più soft ma più insidiosa nel Lexicon…andatelo a leggere). Ma per fortuna ci sono CIVILTA’ che STANNO TENENDO A BADA questi fenomeni. (Quindi è un bene che siano morti 53 finocchi e le donne siano sottomesse e uccise?).In questo caso l’uso della parola scienza (di argomenti scientifici non ve ne sono) ha la funzione di creare un’alone di ragionevolezza su un delirio eugenetico/religioso e di allontanare l’accusa di omofobia in quanto si sta argomentando “razionalmente”.

    La pseudo-scienza ha anche l’ottimo effetto, se non viene individuata, di porre gli omosessuali nella posizione di dover giustificare la propria esistenza, mentre nessuno chiede ragione dell’eterosessalità di una persona.

    Dobbiamo ricordare che quando la natura viene interpretata dall’uomo si ha la cultura e quando sulla natura proiettiamo una morale astratta abbiamo ideologizzazione e mistificazione e non abbiamo più né natura né scienza né cultura.

In questo caso la strategia è ingenua e il contenuto fa ridere.

Ma supponiamo che le stesse argomentazioni siano utilizzate da oratori più esperti che sfruttano la propria posizione e titoli per avere una credibilità di partenza.

Ricordiamoci che questi personaggi si stanno insinuando nelle università, nelle scuole, nella ricerca e negli ospedali. Forse non ci sarà così tanto da ridere quando, in nome di un’ideologia, negheranno la pillola del giorno dopo, impediranno l’aborto, manipoleranno ricerche scientifiche (Es. lo studio svolto daRegnerus sui bambini delle famiglie omogenitoriali è stato completamente distrutto dall’intera comunità scientifica ma viene ancora citato).

Come nasce l’omofobo riluttante?

Siamo determinati da ciò in cui crediamo. Il modello di società patriarcale (accettato da entrambi i protagonisti degli esempi) si basa sull’eterosessualità obbligatoria e su un modello innaturale di maschilità e femminilità costruito apposta per dare frustrazione. Le persone che si sentono inadeguate sono molto più facilmente inseribili in un modello consumistico e autoritario che non si oppone al patriarcato ma ne è una conseguenza. Il maschio e la femmina modello sono i prodotti irrealizzabili cui si deve tendere. Creato il desiderio, trasformate le persone in prodotto, non vi è più nessuna domanda e nessuna libertà.

Lo sguardo aperto sulla vita è trapassato nell’ideologia, che nasconde il fatto che non c’è più vita alcuna”. (Minima Moralia – Theodor W. Adorno)

Come agisce l’inadeguato/a? Per compensare la sua tensione alla potenza e alla realizzazione impossibile, deve sfogarsi su qualcosa. Non riuscirebbe a farlo su una persona se non che questa fosse ridotta ad una idea da odiare, se non avendo una giustificazione morale.

La donna inadeguata, nei panni della “femminista” religiosa, razionalizzerà convincendosi di difendere la sua natura, le altre donne sfruttate e il suo potere di genitrice e si sentirà realizzata e accettata, mentre l’uomo inadeguato cercherà, mediante la sua eterosessualità, di trovare candidati alla frustrazione più in basso di lui per potersi almeno confondere nella mediocrità e sentirsi migliore. Crederanno entrambi meritoria l’azione di difendere il sistema che li rende pusilannimi ma che permette loro di perseguitare altri.

Perché questi individui scelgono la religione? Perché la religione nasconde le intime e basse pulsioni delle persone fornendone una razionalizzazione che le rende nobili: i gay sono depravati, peccatori, sono esponenti del neoliberismo che vuole annullare la differenza tra uomo e donna, sono sfruttatori di povere donne e compratori di bambini, sono contro natura e vogliono distruggere la famiglia. La religione fa di un punto di debolezza un punto di forza, rende nobile lo sfogo di un istinto imperdonabile.

Che danno crea l’omofobo riluttante?

Il numero notevole di omofobi riluttanti crea la massa critica per:

  • Abbassare la percezione dell’omofobia. L’alto tasso di aggressività insito nelle loro argomentazioni fa in modo di far percepire meno e troppo tardi l’omofobia attiva.
  • Impedire che l’omofobia, anche a livelli non visibili, sia considerata condannabile mediante la difesa della libertà di opinione o mediante un’azione di ridimensionamento della gravità dei fattori omofobici alla base dello schema di figura 1.
  • Ostacola la presentazione di una legge contro l’omofobia impedendo la formazione di consenso attorno al problema. Frase tipica: ci sono problemi più importanti.
  • Creano il rumore che impedisce a chi subisce una discriminazione di farsi sentire mediante commenti, cisplaning, deviazione del discorso. Un esempio lampante è stata la fretta di addossare la colpa all’islam per distogliere l’attenzione dalla vera natura della strage del Pulse.
  • Il muro di gomma che costruiscono e la pressione sociale che esercitano sono tra le cause dell’isolamento delle persone lgbt, dell’impossibilità di trovare lavoro a causa dei pregiudizi, dei suicidi.

 

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Comments

  1. Analisi lucida e precisa. Rabbrividisco nel constatare di conoscere più di un omofob* riluttante.
    Condivido nella speranza che in un impeto di obiettività si riconoscano e capiscano l’errore o che perlomeno si impari a riconoscerli e a “tamponare” i danni da loro creati…

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