Violenza psicologica e dipendenza nella mia relazione

Lei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo dopo aver letto il post della ragazza vittima di violenza psicologica da parte del suo compagno.

Nella mia storia gli episodi di violenza psicologica si sono susseguiti nell’arco di un lungo tempo, con l’unica differenza che allo stesso tempo io e lui siamo stati, reciprocamente, vittime e carnefici.Ho avuto una relazione di 10 anni col mio ormai ex compagno (entrambi abbiamo studiato, siamo impegnati nel sociale e politicamente come attivisti). La nostra storia è iniziata quando eravamo molto giovani, siamo praticamente cresciuti insieme. Siamo sempre stati molto innamorati e legati da un rapporto quasi viscerale, che ci ha portati a condividere sempre tutto, fino a sviluppare una dipendenza morbosa; per cui ogni cosa della vita di un* necessitava della partecipazione e dell’approvazione da parte dell’altr*. In tutti e due si sono radicati sempre più insoddisfazione, sensazione di non essere compres*, complessi e insicurezze che hanno messo radici molto profonde, entrambi abbiamo problemi di autoaccettazione.

Tutto questo si è tradotto, nel tempo, in scenate di gelosia eclatanti, accuse e recriminazioni fino al punto di non poter comunicare senza litigare, episodi di violenza fisica, mancanza di fiducia, ricatto emotivo; ma con la certezza incrollabile, da parte di entrambi, che nonostante tutto saremmo sempre rimasti insieme e avremmo potuto trovare il modo di risolvere i nostri problemi. Il lavoro, i vestiti, le uscite, parlare o frequentare determinate persone, i nostri stessi corpi, erano tutti diventate oggetto di una guerra a chi feriva di più l’altr*, in maniera più o meno consapevole, alla ricerca continua di conferme, di sicurezze, di accettazione e amore. Fino al giorno in cui, in seguito ad una discussione pesante, ci siamo trovati lui in macchina che minacciava di togliersi la vita e io a casa, all’altro capo del telefono, pregandolo di non farlo.

L’episodio si è ripetuto altre volte e nel frattempo ho iniziato a considerare io stessa l’idea del suicidio, perchè mi sono sempre sentita inadeguata, sbagliata e non abbastanza per lui, che invece per me – nonostante la sua depressione – è sempre stata una persona brillante, affascinante e colta. Tutti e due abbiamo sempre chiesto e preteso dall’altr* di essere salvati, guariti dal malessere che ci divorava singolarmente. Le reciproche aspettative di aiuto sono sempre state disattese, perchè se c’è una cosa che ho capito, è che le persone depresse sono loro malgrado egoiste.
In seguito all’ultima crisi abbiamo deciso di porre fine alla nostra storia, solo che ora io non riesco ad accettare di vivere la mia vita senza che lui ne faccia parte.

Continuo a interrogarmi sul perchè sia ancora aggrappata ad un legame, una vita che di fatto nuoceva sia a me che lui, ma di cui non riesco a fare a meno. Il fatto di dover rinunciare a tutti i progetti e i sogni fatti finora. Come si fa ad accettare che nonostante l’amore, a volte, i rapporti tra le persone siano tossici? Vorrei tanto sapere se qualcun* ha vissuto le stesse esperienze ed è riuscito a uscirne, a rimettere assieme i pezzi di sè stesso, in virtù del fatto che al di là delle relazioni umane, è necessario soprattutto accettarsi, autodeterminarsi, riuscire a fare queste cose e capire con cognizione di causa cosa ci fa bene e cosa male ed eventualmente rinunciarvi.
Ti ringrazio per l’attenzione e per il blog, la cui lettura è una costante occasione di crescita e di riflessione.

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Comments

  1. Una delle coniugazioni dell’amore é quella di un sentimento che ti rapisce e ti tiene in pugno anche molto oltre i limiti del ragionevole e del sopportabile.
    sono situazioni per le quali si dá tutto il proprio presente e si arriva a gettare nelle ortiche il proprio passato (e senza un futuro certo). Puó anche funzionare se dall’altra parte ci sono appigli e accoglienza e reciprocitá. Diversamente é un suicidio dilazionato nel tempo. Alcune relazioni sono tossiche, per quanto questo fatto sia insopportabile: é un fatto. Non resta che prenderne atto e trovare la forza di uscirne, diversamente si sconterebbe la pena della perdita della propria dignitá di persona e di una qualsiasi prospettiva di felicitá o di serenità duratura.
    Ci sono persone a cui si resta legati per sempre, che si ameranno per sempre, nonostante tutto, ma bisogna trovare la forza di amare prima di tutto sé stessi e aver cura dei propri bisogni. Ci sono persone che amerai all’infinito ma che ti feriscono ogni cosa che fanno, persino i gesti amorevoli, perché non sono mai abbastanza per quello che vorresti da loro.
    É bene uscirne e salvarsi. Dare peso al pensiero, alla propria stabilitá.
    In alcuni casi é meglio una dignitosa solitudine ad un asservimento affettivo che non sará probabilmente mai in grado di darci ció di cui abbiamo bisogno.
    Chi ama sé stesso non é mai solo.
    É difficilissimo ma é – credo – l’unica via per vivere relazioni non parassitarie.
    Per trovare, infine, un equilibrio non labile.

  2. Dopo tanto tempo sì, si riesce ad andare oltre. Aspetta… serve pazienza e impegno, ma si riesce. Cerca di trovare una strada per amarti.. io sono ancora in viaggio.

  3. Nonostante l’amore, a volte i rapporti sono tossici quando sono tossiche le persone.
    Non credo che fosse l’amore il problema, nè voi due insieme. Forse, con altre persone si instaurerebbero le stesse dinamiche, con la differenza che senza amore finirebbe tutto molto prima, o sarebbe ancora più brutto durante.
    Credo che voi due, entrambi, abbiate dei problemi da risolvere con voi stessi, che non riguardano l’altro.
    Se e quando riuscirete a risolvere i vostri problemi, allora forse potreste anche decidere di tornare insieme, e dare una nuova possibilità al vostro amore.
    Contatta uno psicologo. Dì a lui di fare altrettanto.
    Il nemico non siete voi due come coppia, ma voi due come persone con un lato oscuro che può essere rischiarato.
    Dico questo, perché sto vivendo una situazione simili alla tua tanto che avrei potuta scriverla io questa storia, e stiamo risolvendo così…divisi, anche se sempre uniti.
    Ti auguro tanta fortuna.

  4. Valentina Gasperini says:

    L’ha ribloggato su AAMA – Archivio antimolestie per l'autodeterminazionee ha commentato:
    prova prova prova

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