Annunci

Cresciuta in un contesto abusante e ancora non dimentico

Lei scrive:

Scorrevo nella home e mi è capitato il post “Mio marito mi picchia ma non voglio lasciarlo“.
Leggerlo mi ha fatto stringere lo stomaco.
Sono nata in un contesto abusante, non proprio come quello descritto.
Sono la prima di 3 figli.
Come la donna che si racconta anche mia madre non era economicamente indipendente, non era nemmeno in grado di guidare fino a qualche hanno fa, aveva preso la patente poco prima di sposarsi, poi sono venuta io, poi mio fratello ma sono solo scuse. La verità è che mio padre non le ha mai messo in mano il volante. Poi non so se per lei il fatto di essere trasportata fosse una “attenzione” piacevole, una condizione o qualcosa di inevitabile (ogni tanto mi metto a fissare la strada e a vedere quante sono le donne conducenti. Il più delle volte sono viaggiatrici sole, altre viaggiano con amici o con i propri genitori. Raramente col proprio partner maschile. Ma questa è un’altra storia)
Come la donna che si racconta anche mia madre veniva picchiata da mio padre, qualche volta.
Qualche volta perché il più delle volte erano solo minacce.
Sono cresciuta vedendolo alzare le mani, sono cresciuta vedendola spaventata.
Quando sono diventata sufficientemente “grande” da rispondere alle aggressioni mi sono messa in mezzo per difenderla, così, per qualche strana ragione, sono diventata io il bersaglio di mio padre, credendo di sostituirmi a mia madre.
Non ricordo come sia successo, non ricordo nulla della mia infanzia, un buco nero, non ricordo molto della mia adolescenza, solo un grande senso di vuoto e qualche tentativo di suicidio.
L’università…
Ho incontrato una persona speciale, un uomo, adulto, non era il mio amante ma l’ho amato e a tutt’oggi lo stimo e nutro nei suoi confronti tutta la riconoscenza possibile per essere stato un amico, un complice e un punto di riferimento per il mio personale cammino di liberazione (non leggerà mai ma vorrei comunque ringraziarlo veramente il mio analista).
Crescere in quell’ambiente mi ha fatto sviluppare una sensibilità particolare per le donne abusate (una mia ex è stata vittima di uno stupro di gruppo quando era poco più che ragazzina, un’altra veniva molestata dal padre, un’altra era stata stuprata da bambina dal vicino di casa…), ogni rapporto sentimentale viveva nella rete della mia esigenza di salvare quelle donne.
Oggi mi interrogo ancora sulla verità dei sentimenti che ho provato.
Mentre io mi liberavo dall’ansia di questa minacciosa figura maschile che avevo incamerato un evento ha radicalmente mutato la mia esistenza e quella della mia famiglia.
Qualche hanno fa un cancro si è portato via mia zia. Per me era come una madre (anche se lei ha sempre odiato che io la chiamassi in questo modo), per mia madre era l’autentico punto di riferimento della sua vita sospesa tra un marito brutale e la famiglia d’origine.
Di quel periodo ricordo le ore interminabili in ospedale, le lacrime, mio padre che si lamenta dei continui viaggi affrontati per andare in ospedale (alla fine per assistere mia zia mi sono trasferita da un’altra sorella di mia madre).. si, è riuscito ad essere lo squallido protagonista anche di questa tragedia.
Non so cosa sia successo dentro mia madre, qualcosa è cambiato.
Ci sono stati numerosi litigi negli anni a seguire, io due anni dopo sono tornata a casa, avevo solo la tesi da preparare e mantenermi era diventato difficile.

Sono stati momenti difficili ma adesso i miei si sono separati.
Quello che resta però me lo porto ancora dentro.

Non riesco a stare tranquilla viaggiando in automobile: quando ero bambina mio padre non faceva che insultare mia madre, io allora per distrarmi avevo inventato un gioco con le luci e le ombre. Continuo a farlo ancora.
Non riesco a stare tranquilla se devo viaggiare: gli scontri con mio padre mi hanno condotta tre volte fuori dalla porta di casa, l’ultima volta in strada ci ho dormito davvero.
Non riesco a guardare mia sorella senza volerle poter dire di ringraziare mia madre del suo silenzio, perché altrimenti avrebbe fatto la fine dei gemelli che mio padre le ha fatto abortire perché non voleva altre noie.
Non riesco a liberarmi di una certa violenza.
Non riesco a liberarmi dall’ansia.
Non riesco a fare molte cose, dei giorni non riesco nemmeno a trattenere le lacrime.
Quando va male non riesco nemmeno a smettere di essere la ragazzina che voleva uccidersi per farla finita.

Sopravviviamo. Sopravviviamo tutti. Ci adattiamo, certo.
Il prezzo però dovreste metterlo da conto quando leggete di una donna che non riesce a liberarsi del marito violento e commentate che non si può trascinarla dai piedi perché se quella donna è anche una madre è responsabile tanto quanto il suo uomo dell’ambiente violento in cui sta facendo crescere i proprio figli.

Ho passato la mia infanzia a pregare che qualcuno facesse qualcosa.
Quando leggete di una donna abusata cercate di vedere se c’è qualcun altro in casa con lei.
Cercate di capire.

Leggi anche:

Annunci

Comments

  1. Le testimonianze che si stanno susseguendo in questi giorni sono strazianti.
    Quanto dolore, quanti tentativi di salvarsi, di salvare.
    Mi impressiona la solitudine, l’incapacità del mondo esterno alla famiglia di intervenire.
    Non so fare nulla, posso solo ascoltare con il cuore questi racconti e cercare di essere vigile.
    Vorrei idealmente abbracciare queste persone, far sentire che la loro voce non cade nel nulla.

  2. Certe volte mi stupisce la forza di certe donne, e una di queste sei tu. Io non ho mai dovuto affrontare situazioni simili per cui non so come avrei reagito al tuo posto. Ma tu hai fatto tutto (e più) quel che potevi fare. Per fortuna tua madre aveva al tuo fianco una persona come te, e lo stesso vale per tua sorella e tuo fratello.
    Liberati da queste paure: ormai sai come reagire, sai quanto puoi fare e, diciamolo, peggio di come hai trascorso la tua infanzia non credo possa più succedere. Quando tutto va male pensa alle piccole felicità che ti sei creata in questi anni di lotte e siine fiera. Io sono fiera di te. E spero troverai una persona con cui condividere la tua vita e che ti prenda per mano, non che la alzi su di te. Ma sono sicura la troverai.
    Non so se lo leggerai, ma buona vita, buon tutto

  3. So bene cosa intendi quando dici di ritrovarti anche oggi da adulta a mettere in atto quei trucchi o giochi che avevi inventato da piccola per “essere altrove” mentre a lui (nel mio caso anche a lei) non importava un cazzo delle parole e delle azioni, della merda, del veleno, che piantava nella testa e per sempre a sua figlia. E so bene di cosa parli quando dici di non riuscire a liberarti dell’ansia, di un senso di assedio…non so che dirti oltre a questo.
    Purtroppo io non sono stato forte come te e ho mancato più cose nella vita. Ora vivo solo, evito qualsiasi rapporto interpersonale che non sia mediato da lavoro o qualche altra situazione ufficiale. Sembra che riesca fingere bene ma dentro sono vuoto. Non sto bene ma neanche male, ora. Ho dovuto spegnere molte parti di me per trovare un equilibrio. Non funzionavano e non credo che funzioneranno mai. Scusa, questo l’ho detto un po’ uno sfogo e riguarda me, non te, tu hai reagito con più coraggio e forza. Ciao.

  4. Sopravvivere è il termine giusto. La mattina ti alzi, fai , lavori, cerchi di divertirti , magari ti diverti anche , ma ti sembra che agli altri riesca tutto più leggero ,più facile . Tu hai qualcosa di rotto , che ti impedisce di andare oltre . Io in questo periodo ( e ho superato i 40) ho ricominciato a fare incubi. Mi sveglio con una sensazione di schifo e appiccicoso addosso , sento il fiato di mio padre , il ridere isterico di mia madre. Perché a volte lei c ‘era , ma preferiva “non capire” . Non ricordo cosa sia successo nei minimi particolari , motivo per cui mia madre , non sapendo se credere a me o a lui , mi ha chiesto se lui mi avesse penetrata o se avessi perso la verginità con qualcun altro. Non vedo più i miei genitori da quella volta , mia madre mi scrive sms del tipo ” La tua mamma per te ci sarà sempre” . Schifo, nausea.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: