Aver paura di trovare i genitori vittime di omicidio/suicidio

Lei scrive:

Cara Eretica, ho letto il post della donna che subisce violenza e non vuole lasciare il marito e mi sono identificata nella figlia perché mia madre fa le stesse cose. Sono andata via di casa quando mi sono spostata per frequentare l’università, ma ogni settimana, per cinque anni, sono tornata sperando di trovare i miei genitori vivi. Leggevo di uomini che uccidevano le mogli e poi si suicidavano e io pensavo di arrivare, aprire la porta e trovare lei in un lago di sangue e lui impiccato. Ho avuto gli incubi per tanto tempo e poi ho capito che dovevo provare a vincere l’ansia e che non potevo essere io a preoccuparmi per i miei genitori perché erano loro che dovevano preoccuparsi per me. L’ho capito, ma questo non vuol dire che ci sia riuscita.

Sono cresciuta con mio padre che urlava e mia madre che restava zitta e mi chiedeva di non provocarlo. Mi ha pure detto che il motivo dei loro litigi erano i figli, io e mio fratello. Poi mio fratello trovò lavoro all’estero e torna raramente. Ha dimenticato tutto. Io sono rimasta legata alla mia famiglia. A volte penso di vittimizzarmi troppo e di scaricare la colpa sui miei per alcuni fallimenti. Non sono riuscita a laurearmi e ho cambiato più lavori. Non ho una relazione stabile da un paio d’anni e sono ingrassata almeno venti chili.

Ricordo che a dieci anni mio fratello si mise tra mio padre e mia madre per difenderla, e poi lei disse che non erano fatti suoi e che non doveva immischiarsi. Il giorno dopo era tutto come prima. A quindici anni mi sono messa a urlare dal balcone per chiamare aiuto e mio padre mi trascinò dentro e sigillò porte e finestre. Nessuno doveva sentire. Mi sono chiesta se potevo essere io a denunciarlo per maltrattamenti ma mia madre non me l’avrebbe perdonato e io avevo bisogno di soldi per finire l’università. E’ facile parlare di denunce quando non sai che fine farai dopo. E’ mio padre e io mi sento in colpa perché sento di volergli bene. A volte penso di volere più bene a lui che a mia madre. Sono arrabbiata con mia madre perché non l’ha lasciato e ha messo me e mio fratello nella posizione di dover decidere da soli. Mio fratello se ne è andato. Io mi sento in colpa se resto troppo lontana e vorrei essere a portata di mano quando i vicini mi chiamano per dirmi che i litigi stanno degenerando.

Pensavo che invecchiando sarebbero migliorati e invece mio padre è diventato ancora più aggressivo. Bestemmia con chiunque e litiga anche con i vicini. Mia madre è sempre più muta. La cosa che mi fa male è il fatto che nelle mie relazioni, due in tutto, io ho messo in atto le stesse dinamiche. Mi sono comportata male. Sono stata violenta, aggressiva, e ho chiesto comprensione in nome di quello che ho vissuto con i miei genitori fino a che l’ultimo mio ex compagno non mi ha detto che non ho più l’età per fare la vittima di babbo e mamma perché sono adulta e devo assumermi la responsabilità delle mie azioni. Allora sono caduta in crisi e in depressione e non so come uscirne.

I miei non sanno niente e pensano solo che ho messo su qualche chilo, ma io non so come andare avanti e attribuisco a mia madre la responsabilità di questo. Vorrei che fosse lei a uscire dalla sua immobilità e io resto prigioniera lì con lei. E’ sensato quello che sto dicendo? Perché non lo so. Anche mio padre ha avuto una vita difficile ma non giustifico la sua violenza, e non posso giustificare neppure la mia, ma in un certo senso lo capisco. E’ così grave che io provi empatia più per mio padre che per mia madre? Ho letto che i figli di coppie violente si immedesimano nel carnefice più che nella vittima. E’ davvero così o sto cercando solo scuse per difendere me stessa?

Io so che devo vincere la paura che mio padre e mia madre muoiano, anche se penso che finiranno per ammazzarsi a vicenda. So che devo andare avanti ma non ci riesco. Non so che fare.

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Comments

  1. una donna che vuole restare anonima scrive questo:

    “Vorrei dirti che anch’io spesso mi trovo a odiare mia madre per la sua incapacità di reagire, per il suo comportarsi da vittima. La odio per questo, e invece provo compassione per mio padre. Penso che sia perchè ho smesso di pensare di poter cambiare mio padre, mentre penso che se fossi stata mia madre avrei potuto lasciarlo e porre fine a tutto questo. Comunque hai la mia solidarietà, secondo me dovresti lasciarli perdere e ritornare padrona della tua vita. “

  2. Il tuo ex ha ragione. Non puoi essere violenta con gli altri e pararti dietro agli errori dei tuoi genitori.
    Questo è accettabile con i bambini, piccoli. Da adulti ci si deve prendere la piena, totale, completa responsabilità di ogni nostra azione, sempre.

    Detto questo, forse è il caso che, al di là del rapporto tra i tuoi genitori, tu cominci a prendere coscienza di te stessa e della persona che sei.
    La vicinanza con tuo padre credo che dipenda dal fatto che vorresti che lei per prima si comportasse e si fosse comportata diversamente.
    Lasciandolo, o reagendo.
    Chissà perché l’animo umano è così strano…se vediamo una persona che maltratta e una che si fa maltrattare viene spontaneo chiederci perché avviene tutto ciò, quando invece il perché non dovrebbe essere assolutamente rilevante. I maltrattamenti sono sbagliati e basta.

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