Il fallimento della scuola? Le maestre in quanto femmine!

Lei scrive:

Cara Eretica,
Innanzitutto volevo ringraziarti per quello che fai, il tuo blog e la pagina fb sono un’oasi nella merda di internet. In secondo luogo volevo condividere un’esperienza passata ieri sera a cena in famiglia. Non è la prima volta che succede una cosa del genere ma adesso finalmente posso sfogarmi raccontandola a qualcuno.

In pratica si parlava di tutte le falle che ci sono nel sistema scolastico del nostro beneamato paese e mio padre, vicepreside di scuola media e convinto pedagogo, ha asserito che il problema sono le scuole elementari, e qui viene il bello.
Secondo lui, il problema è che le MAESTRE non fanno fare nulla ai bimbi in quanto DONNE e quindi per natura propense a fare le mammine decerebrate invece che le educatrici (inteso non in senso normale di ‘madre’, ma in senso di donne che fanno smancerie inutili ai bambini invece che fare il loro lavoro).

Immaginate il mio disappunto di fronte a tale infondata misoginia, ma non ho provato a dibattere perché secondo mio padre se hai un’opinione diversa dalla sua è perché non hai ancora capito come stanno le cose e lui è disposto a spiegartelo, anzi, non vede l’ora.
L’altro aspetto scioccante è che mia madre e le mie sorelle gli hanno subito dato man forte mettendo in mezzo, tra l’altro, la manfrina del “le donne non possono lavorare insieme, gli uffici funzionano solo se il dirigente è maschio ecc.”

Io sono abituata a stronzate di questo tipo nella mia famiglia, ma finito di mangiare mi sono subito alzata da tavola e ho cercato di far passare la sensazione di fastidio. Secondo voi è normale che un uomo istruito e illuminato, come mio padre pensa di essere, dica senza vergogna che il sistema scolastico sia bacato non a causa dei comunissimi INCOMPETENTI – che si sa, popolano ogni ambito e sono di ogni forma e genere – ma dal fatto che ci siano delle DONNE. Questo è un insulto a tutte le maestre elementari che si fanno il culo come un secchio svolgendo bene il loro lavoro e a tutte le donne che non hanno nessuna propensione a fare le ‘mammine’ del cazzo. Io mi offendo molto quando parla in questi termini e penso che dovrebbe seriamente vergognarsi.

Questa è idiozia, è completamente fuori dalla grazia di Dio e secondo me frutto di frustrazione e patriarcato represso.
Chissà, forse gli brucia il fatto che nella sua scuola c’è una preside donna.
Grazie per lo sfogo, è un vero sollievo averne parlato.

Comments

  1. Il fatto che il signore in questione sia istruito non ché vicepreside e quindi insegnante, non ne fa in automatico una persona intelligente, illuminata e aperta. Anzi, dimostra d’essere anche lui impregnato della cultura patriarcale che pervade questo paese, che limita fortemente il riconoscimento dei meriti professionali ancora troppo legati al sesso d’appartenenza. L’autrice del post, oltre alla mia comprensione e solidarietà, ha perfettamente ragione d’essere infastidita!

  2. Penso che non intervenire in simili dibattiti sia dare ragione al pensiero patriarcale. Non fartela scappare un’occasione così, ribatti e fai valere le tue ragioni. La scuola va male per l’incompetenza di alcuni prof che non si aggiornano a metodi d’insegnamento moderni e l’utilizzo delle tecnologie, alcuni anzi non sanno usare neanche un browser. Molte donne insegnanti sono la spina dorsale della nostra scuola, secondo me.

  3. nosenseofplace says:

    Quello di cui sarebbe sensato parlare, secondo me (e che forse intendeva anche tuo padre senza saperlo spiegare bene), è che tanto negli asili, quanto nelle scuole elementari, spesso vengono assunte ragazzette giovani e incompetenti perchè in questo paese resiste ancora la mentalità per cui una donna, solo perchè detentrice del sacro potere della vagina, allora sarebbe ‘naturalmente’ portata a stare coi bambini. Ovviamente trovo questo sessista, discriminatorio nei confronti degli uomini (che vengono sempre visti come dei perfetti incapaci o peggio, dei potenziali pervertiti quando si parla d’infanzia) e anche controproducente per l’adeguata formazione delle giovani menti. Le scuole sono ormai dei parchi-bimbi dove lasciare i propri figli quando si è a lavoro, nulla più, quando invece bisognerebbe investire proprio sull’educazione e partire proprio dalla primissima infanzia. Ma vaglielo a spiegà…

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