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Io, uomo, sono vittima della cultura patriarcale

Il genere è una costruzione culturale

Il genere è una costruzione culturale

 

Lui scrive:

Ciao Eretica.
Sono un ragazzo di 21 anni e volevo dire la mia opinione sul sessismo che anche noi uomini subiamo, più o meno consapevolmente.
Inizio col dire che fin da piccolo sono stato educato dai miei genitori a vivere seguendo le mie personali inclinazioni, senza stereotipi di genere o ruoli prestabiliti e questo anche perché ho avuto sempre come esempio quotidiano i miei genitori, i quali dei ruoli di genere imposti dalla cultura e società dominanti se ne sono sempre fregati, e anzi li hanno sempre invertiti.

Ho sempre avuto il loro esempio dal quale ho imparato che non deve per forza esser l’uomo a portare i pantaloni, essere forte, far i lavori “fai da te”, usare un martello o un trapano. Cosi come non è prerogativa della donna cucinare, fare il bucato, stendere, lasciar trasmettere le proprie emozioni. Fortunatamente ho avuto, fin da piccolo, l’esperienza di ciò che per me è parita dei sessi e anti sessismo; mio padre stava in cucina perché amava cucinare mentre mia madre aggiustava sedie rotte, mobili, costruiva mensole, e altri lavoretti ” da maschi”. E sia io sia mia sorella abbiamo imparato che non esiste nessun mestiere da uomo o da donna imposto per natura biologica.

Questo loro modo di fare si è riflesso durante l’infanzia anche nella questione ludica. Infatti non mi hanno mai proibito e tantomeno si sono sentiti disonorati a vedermi giocare con le bambole inseme a mia sorella, e tantomeno si opposero il giorno in cui al mercato del paese vidi una bambolina gialla di cui mi innamorati e chiesi di comprarmela. Nessun problema, nessuna vergogna. Anche se mia nonna paterna accuso in quella situazione di “crescermi con idee sbagliate” e ponendole la fatidica domanda: “e se poi diventa gay?”.
No nonna non sono diventato omosessuale, non è stata una bambola a influenzare il mio orientamento sessuale. Cosi come né mio padre né mia madre si scandalizzarono o vergognarono quando da piccolo il mio cartone animati preferito era Heidi e non uno con supereroi o mostri tipicamente ” per i maschi”.
Tralasciando questi aneddoti, voglio concentrarmi sugli stereotipi maschili che ogni giorno mi trovo ad affrontare.

Il primo esempio che mi viene in mente è la patente. Ho 21 anni come già detto e a differenza di tutti i ragazzi maschi che ho conosciuto nella mia vita che non vedevano l’ora di compiere i 18 per conseguire la patente, a me guidare non è mai piaciuto, non vedevo il prendere la patente come un traguardo importante nella mia vita. Infatti, nonostante questa mia avversione verso la guida, le macchine, da quasi un anno ho preso anche io la patente, anche se da quel momento ho smesso di guidare, un po’ perché non mi piace e in parte perché, senza vergogna lo ammetto, non sono bravo, non sono capace, non so guidare. E per un maschio questa, ad occhi di molti, è una colpa inammissibile. Mi sento spesso criticare da amici, parenti, genitori della mia ragazza per il fatto che non guido, che non mi piacciono le macchine, e mi sento spesso dire “ma sei un uomo, ai maschi deve per forza piacer guidare. I maschi sono portati per natura a saper guidare”. Ma personalmente, oltre a dar fastidio l’ignoranza che traspare da certi commenti plasmati dalla cultura maschilista, riesco a fregarmene perché son fermamente convinto che non si vede un uomo dalla macchina che possiede o dal fatto che sappia o non sappia guidare.

E non provo nemmeno vergogna ad andare in macchina con la mia ragazza, a far guidare lei che ama guidare, a scendere dal lato passeggeri che solitamente è destinato alla donna perché “il posto dell’uomo è al volante”. Non me ne frega nulla di certi stereotipi, come ho imparato dai miei genitori, in famiglia e nei rapporti con mia sorella non esistono cose da uomini e cose da donne. Quindi come nessuno accusa la mia ragazza di non essere una ” vera donna” solo perché non sa cucinare, cosa di cui mi occupo io nella nostra relazione perché come mio padre amo cucinare, vorrei che nessuno accusasse me di non essere un “vero uomo” solamente perché non so e non mi piace guidare.

Questo è solamente uno dei tanti stereotipi che in quanto maschio subisco ogni giorno, ma ce ne sono altri come per esempio il fatto che non ho il desiderio preconfezionato di avere una carriera che mi faccia guadagnare molti soldi, perché anche questo personalmente lo trovo uno stereotipo maschilista che impone all’uomo di lavorare, raggiungere ruoli di prestigio e potere e portare a casa tanti soldi. E invece non è così, io in quanto uomo non sono determinato per natura a compiere certi step prefissati.

Concludo dicendo che certamente ho divagato, ma questo che ho scritto è stato solamente un esempio per dimostrare che tra le vittime della cultura maschilista e patriarcale ci siamo anche noi uomini che non accettiamo stereotipi sessisti e determinismo biologico applicato alla società.

 

Il genere è una costruzione culturale

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Comments

  1. Ottimo educazione da parte dei tuoi genitori che ti lasciato una sicurezza di te stesso che non molti alla tua età possono vantare. Io sono decisamente più in là, anagraficamente, ma a casa mia ha sempre cucinato mio marito perché a me non piace, io faccio altre cose in casa, sono quasi sempre io a guidare e, nel momento in cui il mio nuovo lavoro ha richiesto una presenza più assidua, si è sempre fatto carico lui di tutte le incombenze della famiglia, compresi i piccoli/grandi problemi di mia figlia quindicenne. Non c’è una regola, non ci sono ruoli e non ci devono essere; quello che è necessario per far marciare bene le cose, però, è l’accordo tra i due… ho molte amiche che sono costrette a ricoprire il ruolo “tradizionale” femminile in casa a causa dell’educazione ricevuta e quando dico che io non cucino perché penso a pulire qualcuna mi guarda con invidia, altre con compassione per mio marito…
    Io invece guardo loro con compassione…

  2. dinapolimarilena1961maridina61 says:

    Splendido il tuo scritto e complimenti ai tuoi: hanno fatto un gran bel lavoro! Anche io ho un figlio della tua etá e spero di avergli trasmesso la stessa serena consapevolezza che traspare da ogni tuo rigo. Ti auguro il meglio e sii felice!

  3. ericagazzoldi says:

    “…come mio padre, amo cucinare.” Se volessimo andare fino in fondo con gli stereotipi di genere, poi, ricorderei che molti chef sono maschi… 😉

  4. è sempre molto bello e confortante trovare persone come te che sanno fregarsene delle imposizioni di questa mentalità obsoleta. Dovremmo tutti essere semplicemente liberi e sereni 🙂

  5. La società patriarcale è castrante per i maschi. Mutila persone come te di lati essenziali del loro carattere, grazie ai quali sono in grado di far scelte e risolvere problemi in maniera razionale, imponendo forme emotive e fisiche. Odio i maschi alfa, i maschi “dominanti”, i wolf of wall street, i maschi eteroebasta, quelli a cui piace sparare. Il maschio del capitalismo è anche una persona di merda oltretutto.

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