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Ammazza moglie e figlio. Per il prete l’assassino è in paradiso. E’ stato il demonio!

W la famiglia tradizionale

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Secondo il parroco che ha celebrato il funerale di un uomo che ha ucciso moglie e figlio, e che poi si è suicidato, non sarebbe stato lui ma il diavolo, perché l’assassino invece è già in paradiso. Di tutte le spiegazioni sulla violenza che scaturisce dalla cultura del possesso questa, un po’ fantasy, è la più creativa di tutte e dato che la Ministra Boschi ha recentemente detto che di violenza di genere si può parlarne nelle parrocchie allora mi pare necessario sottoporvi le parole di questo parroco.

Secondo i media lui avrebbe detto:

“«Il demonio si è messo in mezzo perché il demonio non vuole la nostra gioia. Con gli occhi della fede vedo Luigi con una mano che tiene la sua sposa e con l’altra abbraccia il suo bambino». (…) «Dona l’eterno riposo a questa famiglia – ha detto il parroco rivolgendosi al Signore – asciuga le lacrime di dolore di Maria Letizia e concedi a noi la forza per avere tanta fede».
Don Tonino ha sottolineato che avrebbe preferito una messa unica per le tre vittime. «Non stiamo celebrando un processo – ha aggiunto – ma il ricordo di tre persone. Qualche ombra abbiamo tutti noi da presentare alla Misericordia di Dio». Ogni defunto, ha osservato don Tonino, «ci dà una lezione straordinaria perché ci ricorda che noi siamo di passaggio su questa terra, ma nasciamo per andare in paradiso». In seguito il frate ha ricordato l’attività svolta in vita da Luigi Alfarano, dicendosi certo che fosse «una persona buona. Con il lavoro che faceva, stando anche a contatto con i malati terminali, aveva certamente le carte in regola per entrare in paradiso». Il 50enne non era né medico né infermiere e organizzava le attività promozionali dell’associazione. «Nessuno – ha sostenuto ancora don Tonino – si può permettere di fare una graduatoria di buoni e cattivi. Il Signore sa». (…) «Luigi è stato già rialzato da quella bara ed è al cospetto di Dio. Nessuno si deve permettere di giudicare e dividere i buoni dai cattivi. Siamo qui perché crediamo di poterlo riabbracciare un giorno, perché crediamo nella vita eterna…. Luigi , per il lavoro che faceva, aveva tutte le carte in regola per poter entrare in Paradiso … Luigi e’ in Paradiso, statene certi!»”

Ecco. Sono d’accordo con il parroco sul fatto che al funerale non si fa un processo e un prete, credo, non nega l’assoluzione a chi si confessa in punto di morte. Ma il tale si è pure suicidato e – secondo le loro regole – non sarebbe dovuto stare neppure in chiesa. Figuriamoci poi essere destinato in paradiso. Lo dico perché è capitato che una persona omosessuale, per esempio, si era suicidata e il prete non ha voluto celebrare il funerale. La questione più densa di significato però è rappresentata dal fatto di addebitare la violenza al demonio. Ammazzi la moglie? E’ stato il demonio. Pensate quanto può essere utile questa spiegazione in un tribunale. Neppure io divido i buoni dai cattivi, anche perché se ci fosse una divisione così netta in presenza di un delitto del genere sarebbe consolatorio per chi dice che la questione non riguarda tutti noi. Ha ragione, dunque. Ha ragione perché quel delitto deriva da una cultura alimentata anche da chi ne attribuisce la responsabilità a poteri ultraterreni. Il sessismo, il possesso, la visione di una donna che viene vista come la costola dell’uomo, sono cose complesse da analizzare e discutere. Non ad un funerale, certo, ma noi che stiamo qui fuori abbiamo il dovere di farlo.

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Comments

  1. Per la giustizia italiana l’assassino rimane un colpevole, “punibile” sulla base di un adeguato processo e con l’applicazione di idonee misure. Per il cristiano l’assassino è un peccatore, il cui peccato può essere redento sulla base di un sincero pentimento seguito da una penitenza generalmente commisurata con l’aiuto di un religioso. La filosofia cristiana è piena di misteri ed il fatto di ammettere che ad uccidere sia stato il demonio ha una sua ragione. Per i cristiani le opere cattive sono dettate dal diavolo che, attraverso la tentazione, si serve dell’animo umano per la commissione di crimini, al fine di levare più anime possibili a Dio. Ad agire è l’uomo, dotato di libero arbitrio e capace di discernere il bene dal male. Ma a provocare sarebbe il demonio, colui che dà l’input per la commissione del peccato. In realtà la giustizia divina dovrebbe punire l’uomo proprio perchè possedendo libero arbitrio avrebbe dovuto evitare di cadere nel peccato uccidendo. E sulla base del culto cristiano, l’anima peccatrice dovrà dare conto a Dio una volta passata nell’al di là, sia che si sia pentita, sia che non abbia avuto cenni di pentimento. Quindi in poche parole è vero per il cristiano che a commettere il reato è stata una mente offuscata dal demonio, ma il cristiano sa anche che quella mente poteva liberarsi del demonio attraverso la preghiera. L’uomo, sia nel culto cristiano che nella giustizia terrena, è dotato di libero arbitrio. Sta a lui decidere di seguire i dettami religiosi e la legge terrena per non cadere in errore. Se in entrambi i casi sceglie di sbagliare dovrà pagarne le conseguenze e non esiste giustificazione. Solo che mentre per la legge terrena spesse volte i reati rimangono impuniti, per quella divina il credente sa che c’è un giudice più grande i ogni cosa, e sa che la giustizia arriverà. se non è nell’al di qua, lo sarà nell’al di là.

    • Wendy?....I'm home. says:


      “JACK: Dio, darei qualunque cosa per un bicchiere! La mia anima dannata …magari soltanto… solo per una birra. Salve, Lloyd. C’è poca gente, stasera. Ah, ah!
      LLOYD: Lei ha ragione, mr Torrance. Che cosa prende?
      [….]
      JACK: Questa è classe. Tu mi piaci, Lloyd. L’ho sempre detto io. Sei il miglior barman del mondo. [..]
      LLOYD: Lei è davvero gentile.
      JACK: Volevo dire, io le mani addosso non gliele ho mai messe. Non l’ho toccato. Io quella sua dolce testolina santa non la toccherei nemmeno con un dito. Io lo amo quel mio figlietto di puttana, ah, ah! Io farei qualsiasi cosa per lui. Qualsiasi fottuta cosa per lui. Ma quella… stronza… Lo so che fino a che vivrò farà tutto il possibile perché io non dimentichi. Io gli ho fatto male una volta, okay? Ma è stato un incidente. Senza nessuna intenzione. Non l’ho fatto mica apposta. Ma può succedere a tutti, è stato tre maledetti anni fa! Quella stronzina aveva buttato a terra tutti i miei fogli di carta, allora io gli ho preso il braccio, l’ho tirato via! È stata una mancata coordinazione muscolare, nient’altro. Capisci? Soltanto qualche chilogrammo di energia in più per secondo, per secondo!”


      […]
      JACK: Mr Grady, noi due ci siamo mai visti prima?
      GRADY: No, sir. Credo proprio di no. Ecco, sì, sta venendo via, sir.
      JACK: Ehm… Mr Grady… ma lei non era il custode di quest’albergo?
      GRADY: Ma no, sir, non mi pare proprio.
      JACK: Eh? Lei è sposato, non è vero, Mr Grady?
      GRADY: Certo, sir. Ho moglie e due figlie, sir.
      JACK: E… dove sono ora?
      GRADY: Oh, da qualche parte, al momento dove non saprei, sir.
      JACK: Mr Grady, lei faceva il custode, qui. Io l’ho riconosciuta. Ho visto su dei giornali una sua fotografia. Lei ha… fatto a pezzi moglie e figlie, piccolissimi pezzi, e… poi si è sparato al cervello.
      GRADY: È strano, sir. Molto. È una cosa che non ricordo affatto.
      JACK: Mr Grady, io lo so che lei era il custode dell’albergo.
      GRADY: Mi spiace di doverla contraddire, ma è lei… il custode dell’albergo. È sempre stato lei il custode.
      …Io lo so perché… io sono qui da sempre.

      Lo sa, Mr Torrance, che suo figlio fa tutto il possibile per inserire un elemento estraneo in questa situazione? Lo sapeva, sir?
      […]
      JACK: E come?
      GRADY: Suo figlio ha dei poteri segreti. Credo che lei non sappia quanti ne ha, sir. Ma vede, sta provando ad usare questi poteri contro di lei, capisce?
      JACK: Lui è un bambino che ha molta volontà.
      GRADY: Certo che ne ha, Mr Torrance. Ha molta volontà, suo figlio. Ed è anche… anche birbone, se posso prendermi la libertà di dirlo.
      JACK: È sua madre. È lei che si mette in mezzo.
      GRADY: Una parolina, forse sarà il caso di dirgliela. Se… Se mi permette, le do un consiglio, e magari più di uno. Le mie figlie, all’inizio, non amavano affatto l’Overlook Hotel. Una di loro, addirittura, rubò una scatola di fiammiferi e cercò di dargli fuoco. Ma io… le punii tutte e due. E quando mia moglie si mise in mezzo per impedirmi di fare il mio dovere, io… punii anche lei.”

  2. Hm. Purtroppo la Chiesa ha ancora molta influenza, e bene o male quello che dice ha il suo peso.
    Tuttavia, penso che non si possa pretendere da loro (in generale) chissà quale apertura o ampliamento di vedute, l’unica è ignorare.

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