Due volte vittima di violenza: da uno stupratore e dalle donne che volevano “salvarmi”

Lei scrive:

Cara Eretica,

sono Teresa e ti scrivo perché vorrei raccontarti un episodio che per me vale più di mille parole. Sono una sex worker, vendo immagini del mio corpo nudo, video, parole, servizi sessuali. Per alcuni anni ho fatto la spogliarellista in un locale di un’altra nazione, dove è legale farlo e pensavo mi stigmatizzassero un po’ meno per questo. Mi è capitato, una notte, di essere seguita da un cliente del locale che mi ha stuprata e mi ha quasi uccisa perché all’inizio ho provato a ribellarmi. Apro una parentesi su questo: ragazze, se qualcuno vi stupra, non preoccupatevi di chi vi dice che se non reagite vuol dire che ci state. Reagire a volte costa la vita.

Comunque, mi succede questa brutta cosa e faccio in tempo a telefonare ad un amico che prima ancora di partire per raggiungermi chiama soccorsi. In ospedale tutti sono stati gentilissimi. Mi hanno ascoltata e non hanno fatto nessuna smorfia quando ho risposto alla domanda “che lavoro fai; da dove arrivavi”. Tutto normale, come se avessi parlato di guida del tram o di un lavoro da cameriera o da insegnante. Lo stesso ha fatto la polizia che mi ha ascoltata attentamente, e i poliziotti evidentemente avevano ricevuto una formazione specifica perché erano addestrati a mettermi a mio agio, a farmi le domande giuste e a darmi assistenza anche morale. Raccolsero la mia denuncia e non trovarono mai il mio aggressore.

Lo avevo descritto attentamente e anche nel locale in cui lavoravo fecero un passaparola per trovarlo e consegnarlo alle autorità. Non lo incontrai mai più e dopo aver superato un periodo di assistenza psicologica a carico dello Stato continuai a lavorare e a vivere come prima. Mi procurai un’automobile e non tornai mai più a casa a piedi, ma non mi sentivo costretta a fare questa scelta perché comunque nessuno mai disse che era stata colpa mia. Era mio diritto camminare anche a tarda ora e non essere aggredita.

Dimenticai, alla fine, e tornai a raccontare quell’esperienza solo una volta, ad alcune donne, “femministe radicali”, che vennero a picchettare l’ingresso del locale urlando contro lo sfruttamento delle donne e pretendendo la chiusura del locale. Fermavano i clienti per farli sentire delle merde e ovviamente ci toglievano il lavoro. Uscimmo fuori per cercare di parlare con loro e anch’io mi trovai a parlare con una donna che per poco non mi colpì con un cartello attaccato a un pezzo di legno e ironia della sorte volle che c’era proprio scritto qualcosa come “stop alla violenza sulle donne”.

Io e altre colleghe chiarimmo che nessuno ci sfruttava e che lavoravamo per scelta libera. Io dissi che ero assolutamente contro la violenza sulle donne e parlai dello stigma che forse era stato causa della violenza che avevo subito. Praticamente dissero che era stata colpa mia e che io ero responsabile non solo della violenza che avevo subito ma anche della violenza che avrebbe subito qualunque altra donna. Fare la spogliarellista equivaleva a incoraggiare il sessismo di uomini che secondo loro erano maiali dalla nascita. Posso dirti che non mi ero mai sentita tanto umiliata come in quella circostanza. Mi hanno mortificato più quelle “femministe” che non i clienti del locale.

Loro mi resero vittima due volte, per il fatto di impormi lo stigma della poco di buono che aveva provocato lo stupratore e per il fatto di non essere creduta quando dicevo che avevo scelto liberamente quel lavoro. Ero oggetto in ogni caso: dello stupratore e delle loro teorie che non prevedevano che io avessi un cervello libero da condizionamenti. Volevo raccontarti questa mia esperienza per dirti che a volte quelle che dicono di essere tue amiche sono le tue peggiori nemiche e che da quel momento in poi non mi sono mai più interessata di femminismo fino a quando non  ho letto le cose che scrivi anche tu. Da te mi sento capita e spero che mi capiscano anche le persone che leggono il tuo blog. Allora, io sono Teresa e ho subito due violenze: da uno stupratore e da alcune donne che dicevano di volermi aiutare. In quel caso mi resi conto che loro avrebbero avuto bisogno del corso di formazione che avevano fatto alla polizia. Se nessuno dei soccorritori e dei poliziotti mi fece sentire sbagliata, perché allora mi hanno fatta sentire così altre donne?

Advertisements

Comments

  1. Che bel post, mi dispiace molto per questa donna. Purtroppo i preconcetti ci sono ovunque ed in entrambi i sessi. Spero che questa persona riesca comunque ad andare avanti con la sua vita e non si ritrovi di nuovo nella condizione di essere giudicata e colpevolizzata per le sue scelte. E poi, è vergognoso che le sia stata data la colpa di una violenza che ha subito.

  2. mi chiedo che trattamento avrebbe ricevuto in Italia questa donna da parte di medici e autorità. spero che qualcuno che ne ha avuto esperienza ne parli.

  3. Troppe volte su queste pagine e altrove ci si ritrova a leggere esperienze di questo genere e rimango sempre senza parole. Solidarietà

  4. Alessandro says:

    mi dispiace sinceramente per la violenza fisica che hai subito da uno appartenente al mio genere.
    Per l’altra violenza purtroppo non c’è molto di più da dire, Quando un essere umano (donna o uomo che sia) ritiene di avere la Verità e si erge a Giudice dell’altrui vivere ogni violenza è possibile.
    E fuori a partire dai terroristi dell’Isis per finire a quello che viviamo ogni giorno pare di vedere che l’educazione non porta a miglioramenti. Per ora.
    Ti abbraccio e ti dico che almeno una persona che ti stima e ti supporta c’è; il sottoscritto di sicuro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: