L’attrice porno Marìa Riot racconta la sua professione

Credit // Foto: Michelle Gentile - Credit // Lust Films - Chio Lunaire

Nella foto Erika Lust e Marìa Riot – Credit // Lust Films – Chio Lunaire

 

Ancora un’altra porzione di intervista all’attrice porno Marìa Riot. Trovate le prime due traduzioni QUI e QUI. Buona lettura!

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Sappiamo che morivi dalla voglia di conoscere lattrice porno María Riot, quindi labbiamo intervistata

di Paula B. Giménez per il Diario Registrado

traduzione di Grazia

Lavora con una delle registe di cinema xxx più importanti dEuropa e, perché no, delluniverso conosciuto. Erotismo Registrato ha avuto il piacere di intervistarla. [] Un consiglio? Accomodati sulla sedia, la piccola ventiquattrenne ha moltissime cose da dire. 

Internet arrivò, fra le altre cose, per illuminare angoli che sempre stettero in ombra e per accompagnare adolescent* – e non solo – nell’apprendistato sessuale. Questo, sommato alla liberazione della donna in molti aspetti, ma specialmente nel sesso, fece sì che oggi, un lavoro che dieci anni fa era relegato alla clandestinità, ora ha almeno una piccola finestra da cui sporgere il naso e respirare un poco d’aria fresca.

In primis la presento, poi passo alle chiacchiere fatte. Perché vale la pena la presentazione e molto più quello di cui ho parlato con lei. Si chiama Florencia però nell’ambiente del porno è conosciuta come María Riot. Una giovane di 24 anni che non ha peli sulla lingua. Provoca però con regole sue e ha molte cose più chiare di me a 24 anni e sicuramente, perdonate in anticipo per sottostimarvi, di voi.

É attrice porno e prostituta. Con il secondo lavoro può fare il primo che è ciò che la rende più felice. L’intervista è ricca e giocosa […] María Riot ci parla del suo lavoro come attrice porno, dalla sua prima scena e dai pregiudizi fino a Erika Lust, la regista femminista svedese che scatena furore nell’industria del porno e che la adottò come una delle attrici protagoniste in molti dei suoi film.

Essere attrice porno, per lo meno in un ambiente ristretto, ad oggi ha una componente aggiuntiva: la liberazione sessuale come bandiera. Se ti piace scopare e vuoi essere una attrice, se ti diverte l’idea e non hai problemi a farlo con chicchessia, sempre che sia rispettoso e attento, perché no? Bene, María qua ci racconta un pochino la sua storia e questa umile giornalista le domanda alcune delle cose che sempre ha voluto sapere da un’attrice porno.

In che momenti dicesti ecco qua, sono attrice porno?

Iniziai a lavorare nel mondo del porno quando lavoravo come modella nelle webcam. Da piccola fui sempre molto curiosa sul sesso e sul lavoro sessuale di per sé: leggevo i segreti del titolo 69, guardavo di nascosto film che trovavo in televisione, fantasticavo sull’essere una di quelle attrici che apparivano sullo schermo. Quando finì le prime scuole considerai molte possibilità, studiai musica e disegno e lavorai in diversi luoghi. Un negozio di vestiti, un call center, un ristorante, un supermercato, come tecnica del suono in televisione. Nessuno mi convinceva né mi presentava una sfida o un buon riconoscimento economico. Lavoravo nove ore al giorno per qualcun altro, stanca, senza neppure uno stipendio che ne facesse valere la pena. Un giorno in un gruppo Facebook lessi che una ragazza lavorava esibendosi in webcam e che la gente la vedeva e pagava per quello. Io lo avevo fatto gratis alcune volte, perciò l’idea di farlo e in più di poterlo condividere nel mio lavoro in poco tempo diventò una realtà. Allora ero insicura a raccontarlo a causa di tutti i commenti negativi che avevo letto sul lavoro sessuale, così mi misi a fare ricerca sulle diverse teorie e a cercare persone che lo esercitavano. Qui m’imbattei in Amarna Miller e nella sua visione del porno: esisteva un altro tipo di porno da quello che conoscevo io, c’erano registi e produttori che facevano cose incredibili e mi resi conto che volevo essere parte anch’io.

Ho sempre avuto una vocazione artistica e fin da ragazza ho voluto fare mille cose: avere una band, essere attrice, disegnatrice, scrittrice. Ho studiato un po’ di tutto, ma non potei mai recitare, provavo vergogna al solo fatto di immaginarmi recitare di fronte ad altra gente e ad un professore e lasciai perdere. Quando vidi questo tipo di porno, trovai la combinazione perfetta: cinema e sesso. Potevo iniziare a recitare, senza andare a lezione, -anche se ora mi piacerebbe-, e inoltre fare sesso in camera, cosa migliore di questo?

Mi accorsi che non era solo girare le scene a motivarmi ma anche tutto ciò che ci stava dietro: una specie di attivismo, un messaggio di empowerment e autonomia che non avevo visto in nessun altro lavoro. Nelle webcam fai uno show e cerchi di essere creativa: ci sono moltissime ragazze connesse e devi saper attrarre l’attenzione. Questo mi dava moltissime idee da mettere in pratica però mi sentivo limitata. Poter passar dal toccarmi per una pagina web a farlo davanti ad una camera professionale e non una webcam fu una sfida, divertente e qualcosa su cui avevo fantasticato moltissime volte. Il mio primo video fu per una casa produttrice australiana con base ad Amsterdam, AbbyWinters. Stando in Spagna, viaggiai in Olanda e girai 5 video con loro in una settimana. Mi sentì trattata con cura, rispettata e mi pagarono molto bene. Le sue produzioni non sono le mie favorite a livello di creatività ma aver iniziato con loro fu l’ideale. Viaggiando, girai anche per una casa produttrice che stava iniziando, Zure Room, creata da una coppia, studenti di cinema e arte. La loro idea di fare un porno nuovo, artistico, egualitario e originale mi convinse subito e lavorai per loro, oltre a diventare molto amica di entrambi. Mi mostrarono che si poteva fare pornografia distinta a quella che appariva nei canali codificati e che le loro idee e produzioni offrivano qualcosa che mancava all’industria: si poteva fare video cinematografici con erotismo e sesso esplicito e anche esteticamente belli, senza dover ricorrere ai tipici clichés che la maggioranza delle case produttrici mainstream è solita usare.

Ti deve piacere molto scopare per fare un lavoro così? Non ti esaurisce un po? Dico, una ci mette il corpo.

Piacere, ti deve piacere. O meglio, una può esercitare senza che le piaccia ma immagino che se la passerebbe male e che prima o poi si convertirebbe in qualcosa di dannoso. Come in altri lavori, se non ti piace ciò che stai facendo, non potrai trarne piacere e sostenerlo nel tempo. Tutti mettiamo il corpo quando lavoriamo. Usiamo le nostre abilità per ottenere ciò che vogliamo, come un mezzo per un fine, in questo caso, economico. Nelle webcam, nel porno o nella prostituzione sì si usano i genitali, a differenza di altri lavori, ma questo non è l’unica cosa che si usa: devi essere minimamente pensante, strategico, creativo, avere conoscenze basiche di marketing e pubblicità, saper affrontare situazioni dove ti si accusa di cose molto brutte per il semplice fatto di rendere pubblica una tua decisione. Non siamo solo un corpo ma esseri umani con un cervello che ci rende capaci di pensare e agire in accordo a ciò che vogliamo. Mi svuotava di più stare nove ore ferma servendo caffè, con solo mezz’ora di pausa e sopportando signore che si lamentavano perché il cibo non era di loro gradimento. Il lavoro sessuale ha i suoi pro e i suoi contro, ma sono due anni che è il lavoro che più si adatta alle mie necessità e quello che mi ha dato libertà e possibilità che nessun altro avrebbe potuto darmi.

Fammi, se puoi, una lista delle cinque cose migliori del tuo lavoro e delle cinque peggiori.

Le cose belle del mio lavoro sono:

  • l’indipendenza economica
  • l’autonomia e la libertà
  • conoscere persone fantastiche e potersi muovere in un ambiente spoglio di pregiudizi
  • essere parte di un movimento che reputo rivoluzionario e necessario

le cose brutte:

  • la stigmatizzazione e i pregiudizi della società
  • la precarietà
  • il fatto che molti debbano nasconderlo e viverlo con colpa
  • la mancanza di visibilità del discorso di coloro che lo esercitano
  • avere a che fare con persone che credono che per il fatto di lavorare con il sesso, uno deve essere disposto a farlo con loro solo perché sì.

Come conoscesti Erika Lust?

Conobbi Erika Lust cercando informazioni sul porno etico, alternativo e/o femminista. Quando inizia a mandare mail per lavorare con case produttrici porno, la risposta che ottenni fu demoralizzante. Molti devono pensare che entrare nel porno e ritagliarsi uno spazio in esso sia facile, ma la verità è che non lo è. Devi essere paziente, perseverante e in alcuni momenti diventa frustrante: i fotografi o i registi non ti rispondono, senti che non vogliono lavorare con te e lo attribuisci a qualche difetto: arrivai a pensare che non faceva per me e quindi lasciai perdere poco tempo dopo aver iniziato. Cercai di mettermi in contatto con le mie registe preferite e non mi rispondevano, pensai: il porno non mi vuole perché sono brutta e grassa. Tuttavia, con il trascorrere dei mesi, mi rendevo conto che era qualcosa che mi piaceva molto e che senza provarci mi sentivo anche peggio. Contattai Erika Lust ed ebbi un’intervista con la sua produttrice e editrice e ne rimasi affascinata. Non solo per il suo lavoro ma anche per il trattamento che ricevetti andando nel suo ufficio. In pochi mesi, ebbi l’opportunità di partecipare a due dei suoi corti di Xconfessions. Mai mi ero sentita tanto apprezzata, rispettata e felice lavorando. Le sue produzioni hanno un livello e una produzione dietro che rendono fanno sì che il risultato finale sia il migliore che io abbia visto a livello di cinema erotico. Non solo mi divertii e ne trassi molto piacere facendolo, ma potei anche scegliere gli attori con cui lavorare e la chimica che ebbi con loro fu totalmente genuina.

Perché raccomandi questo cinema porno e che pensi dellaltro, quello della grande industria? Perché ci sono anche persone a cui piace e che cercano il brutale e lartificiale, no?

Raccomando alla gente di guardare ciò che vogliono guardare. Personalmente, preferisco lavorare con case produttrici più alternative perché è ciò che si accorda di più con i miei gusti e dove mi sento più a mio agio. Il porno della grande industria ha cose che mi piacciono, altre no. Non lo demonizzo ne penso che debba smettere di esistere, però sì mi piacerebbe che fosse un po’ meno stereotipato, che ci fosse più varietà e inclusione di distinti tipi di persone, corpi, idee. Vorrei che cambiasse l’annullamento o la minor importanza che si dà al piacere della donna, i contenuti sessisti e razzisti che hanno molte case produttrici e compagnie. La partecipazione esclusiva di fisici inarrivabili per la maggior parte o di atti che nella vita reale portano a una frustrazione molto grande perché si pensa che questo è ciò che ci si aspetta e che il nostro corpo e la nostra sessualità non sono sufficienti e alla fine stiamo male. É importante che i tipi di corpi che siamo abituati a vedere continuino ad apparire, ma sarebbe fantastico che si includesse più diversità e che ciascuno potesse scegliere da cosa trarre maggior piacere secondo i suoi gusti. 

Come è scopare mentre ti stanno filmando?

Scopare mentre ti filmano al principio può risultare strano. Ma dopo pochi secondi che iniziano a filmare, sono talmente presa dall’azione che di solito mi dimentico che ci sono persone che mi guardano. La maggioranza della gente che mi ha filmato, mi ha dato la libertà di fare cose che mi piacevano realmente e senza fermare la registrazione ogni momento, senza obbligarmi ad assumere pose difficili o strane e questo fa sì che tutto risulti più fresco, naturale e reale. Mi eccita anche molto che ci siano persone che mi guardano mentre mi tocco o faccio sesso, c’è qualcosa di esibizionista in me.

Per le donne è più facile, no?

Sì, è più facile nel senso che fingere un orgasmo o essere calda è qualcosa che possiamo fare quasi tutte, al contrario un uomo deve mostrare di essere eccitato, finire quando il video sta per terminare e non solo quando loro desiderano. Molte volte si parla di maschilismo nel porno, ma io non lo vedo, piuttosto che ci sia sessismo e per entrambi. La donna a volte è solo un essere che dà piacere e l’uomo solo un pene eretto e gigante che penetra.

Fingi orgasmi?

Cerco di non fingere. In più, mi è successo in alcuni video che me la sto vivendo talmente bene che mi dimentico che mi stano filmando e quando lo vedo finito mi accorgo che avevo tutti i capelli in faccia o che ho fatto mille gesti strani. Tanto nei video come nella mia vita personale o con i clienti cerco sempre di godere e di sentire piacere. A volte diventa difficile, e posso provare piacere senza avere un orgasmo, ma in ogni caso va bene: a mio avviso, l’orgasmo non è tutto in una relazione sessuale.

Come combini il tuo lavoro con il femminismo? Come ti poni verso il aaah, femminista pero ti cosifichi da sola vendendo il tuo corpo?

Ascoltare quello che avevano da dirmi, ha finito per rafforzare il mio desiderio di renderlo pubblico e di parlarne. Mi dispiace che a volte la parola “femminista” prenda il tono sbagliato. Il movimento femminista si è riempito di miti e accuse lontane da ciò che intendo come femminismo. Per questo sempre sottolineo che sono una femminista pro sesso (sex positive), giacchè ci sono correnti che vedono il sesso come una forma di oppressione. Voglio l’empowerment della donna e lo stesso benessere per tutti gli individui che vivono in questo pianeta. Che non dobbiamo avere a che fare con donne che si proclamano femministe però vogliono controllare ciò che le altre donne fanno della loro vita, del loro corpo e dei loro genitali. Esiste una costante colpevolizzazione e rafforzamento dello stigma verso le trabajadoras sexuales ed è ora che questo cambi. Noi non ci codifichiamo, chi ci codifica sono coloro che ci dicono questo tipo di frasi e ci vedono come una cosa in vendita, quando non è così.

link articolo: http://www.diarioregistrado.com/erotismo-registrado/una-charla-con_a573655d87dc32a080ab87b35

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