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La Depressa Consapevole: sentirsi reale, percepirsi viva

Quello che altr* dicono quando si parla di Depressione

Quello che altr* dicono quando si parla di Depressione

 

Uno degli errori che compie una persona depressa come me è quello di prendersi per il culo, di celarsi a se stessa, di inventare balle che nascondano la vergogna. Quando si riesce a pronunciare la propria depressione pare che tutto diventi un po’ più semplice. E’ quello che mi dice lo psichiatra. Che male c’è a dirsi depressa, a riconoscere quello che sento, a cominciare ad affrontare la realtà? Si tratta della mia realtà e non di quella che altri mi ricuciono addosso. La realtà è il mio primo nemico. Sentirmi impotente di fronte a problemi che non posso risolvere: sentirmi impreparata, inadeguata, mediocre, povera di spirito e di mezzi, poco in tutto. Questa potrebbe essere la premessa di un salto verso la richiesta di riconoscimento del mio ego ma non è così. Non necessito di qualcuno che mi dica quanto io sia adeguata, capace, intelligente, eccetera.

E’ come quando tutti ti dicono che stai bene così ma tu ti vedi grassa e continui a digiunare. E’ disforia che riguarda il corpo, il carattere, il fatto che anzi non ti riconosci in quello che dicono di te e afferri solo i giudizi negativi, quelli che confermano l’idea che hai di te stessa. Avevo una collega, una volta, che passava il tempo a dire che ero una stronza. Inconsciamente mi impegnai affinché lei cambiasse idea, perché se lei avesse cambiato idea io avrei potuto cambiarla a mia volta. Ma non è necessario aggiustare l’idea che altri hanno di te per sentirti meglio. Tutto inizia e finisce da me. Dalla mia insicurezza, la mia mancanza di autostima.

Da dove parte tutto questo? Ho cercato una spiegazione e dopo averla tanto cercata mi è stato detto che devo guardare oltre, perché il mio passato non mi svela il modo di accettare quello che sono diventata. Che io guardi al passato o all’idea che altri hanno di me si tratta comunque di alibi, una perenne fuga da me stessa che non mi permette di di guardarmi a fondo e affrontare il mio dolore. Ed è un dolore così forte da desiderare dolore vero, visibile, evidente, per farlo smettere. Il parto di mio figlio fu meno doloroso. E’ anche sbagliato autocommiserarsi e dire che la responsabilità di quello che ti è successo sia tutta tua. C’è tanta gente stronza, al mondo, a prescindere da te, perché il mondo non inizia e non finisce da te, imparalo, accettalo. Dunque non merito il dolore, le delusioni, eventuali violenze, e quale fragilità può renderti così vulnerabile alle mani, alla bocca, ai pensieri altrui?

Negarsi il diritto di uscire fuori, incontrare volti dei quali si ha paura, temere i respiri di persone che non conosci intimamente. Tutto questo fa parte di me. E’ questa la mia realtà. Probabilmente triste, misera, paragonando la mia pallida e pavida vita a quella tanto più ricca di chiunque altra, ma so che la depressione non fa di me una persona meno ricca, utile, profonda. Lo dico a me stessa. Ho bisogno di ripetermelo per accorgermi di essere forse più forte di quello che oggi penso. Forse solo così posso essere vista e toccata senza farmi male. Forse.

La mia depressione iniziò sfuggendo il dolore, tentando di anestetizzarlo, e oggi diventa il motivo principale per cui vedo il dolore, provo a definirlo, anche se non so cos’è, lo guardo, anche se non ho imparato a conviverci e mi servono anestetici che mi diano un minimo di serenità. La mia realtà, con frammenti che dispongo dinanzi a me, su un tavolo virtuale che me li ripresenta a volte in modo caotico e altre volte invece, come succede adesso, grazie alle parole che sto scrivendo, li sottopone ad una intuizione più complessa. Non so descrivere la mia vita o in realtà è quello che sto facendo. La descrivo. Perché la depressione fa parte della mia vita. Questa persona qui, di cui parlo, sono io.

Azzurra

—>>>Per leggere il diario di Azzurra segui la categoria La Depressione Consapevole

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Comments

  1. E’ così difficile… ammetterlo, dirlo a qualcuno. E se lo accenni, vedi certi sguardi e stai già ritrattando, sminuendo, dissimulando. E’ così difficele…

Trackbacks

  1. […] Sorgente: La Depressa Consapevole: sentirsi reale, percepirsi viva […]

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