Facebook: perché censuri i corpi di donne in lotta contro lo stupro?

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In Brasile 33 uomini hanno stuprato una ragazza, hanno filmato lo stupro, hanno pubblicato il video da qualche parte e poi sono stati perfino difesi da gente decisamente ignobile che ha supportato, perfino da luoghi di rappresentanza istituzionale, la cultura dello stupro. Tutta colpa di lei, giammai di loro. Ai 33 hanno risposto in moltissime, scese in piazza a dire no alla cultura dello stupro, al victim blaming, la colpevolizzazione della vittima. No a chiunque osi dire che è la vittima a doversi giustificare per lo stupro subito. Le manifestazioni sono state belle, partecipatissime e la vista di donne così agguerrite, fiere, non può che dare un’immagine di forza, di meravigliosa rabbia che incoraggia altre non abbassare la testa, a non vergognarsi, a non sentirsi sole. A tale scopo alcune donne hanno dipinto i propri corpi, seminudi, per mostrarsi autodeterminate, non piegate sul ruolo delle martiri che piacerebbe tanto a una società maschilista che si rispetti, ma dritte, che urlano, e si difendono senza paura. Ecco, la potenza di questa immagine è tanta è tale da fare scaturire subito questo pensiero: quelle ragazze non hanno paura. Insieme non abbiamo paura.

L’immagine della bravissima fotografa Flora Negri arriva da Recife, Brasile, l’altro ieri. Pubblicata su facebook ha ottenuto migliaia di condivisioni ovunque, ovviamente a partire dall’america latina. Facebook l’ha censurata e le ragazze l’hanno ripostata, così abbiamo fatto noi e ancora l’hanno censurata, perché a Facebook vanno bene tante cose ma odia i linguaggi femministi. Se trova che abbia dignità extraporno la tetta che allatta, perché quella tetta non può essere usata come strumento di lotta autodeterminata oltre l’allattamento? E poi si conosce la differenza tra arte e un misero voyeurismo simil riviste patinate con culi e tette al vento e palandrana trasparente firmata ‘Sti Cazzi?

Ricordo che è di alcune donne l’iniziativa che invita a sostituire il capezzolo femminile con quello maschile, dato che a facebook fanno schifo solo i capezzoli femminili. Poi vi mostro la foto con una bella censura (mi scuso moltissimo con la fotografa Flora Negri per questo) e l’altra, se la volete vedere, la linko perché altrimenti compare su facebook e di nuovo ci segano un account (cosa che hanno già fatto). Infine chiedo: possibile che artisti e artiste non si riesca a raccogliere non so opinioni, spinte, idee creative, firme, subvertising, per una campagna che spieghi a facebook che i corpi autodeterminati in lotta e l’arte non hanno niente a che fare con a pornografia?

foto censurata

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Comments

  1. Poi segnali della vera pornografia o violenza su animali e il supporto di Facebook ti risponde che non viola nessuna norma del regolamento. Ridicolo.

  2. il corpo nudo della donna che lotta è rivoluzionario, ecco perchè viene censurato: perchè ha una portata rivoluzionaria, quindi dà fastidio.

  3. Io invece penso che bisogna diffondere a tappeto l’immagine originale, farla spuntare da tutti i lati, pubblicarla come minivideo su youtube e vimeo e ripostarla su fb e twitter; e se la cancellano ripostarla e ripostarla ancora… e ricorrere, e farlo diventare un caso. Questa “censura” a senso unico ha stufato; bisogna combatterla!

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