Il mio pene non è un’arma

darth-vader-star-wars-j-j-abrams-breaking

Lui scrive:

Cara Eretica, volevo scriverti dopo aver letto un articolo in cui si parlava di porte sacre, foderi, guaine, e spade, però non volevo marcare la discussione in difesa del maschile perché non mi interessa rivendicare a nome di tutti gli uomini che esistono sulla faccia della terra e, allo stesso tempo, non volevo scusarmi per essere un uomo, prendere le distanze dagli altri per definirmi migliore, perché di fronte ad un discorso del genere un uomo è con le spalle al muro. E’ la storia che parla per noi, per me. Io non posso farci niente. Così sembrerebbe. Posso solo chiedere scusa, affidarmi alla retorica femminista, che dovrebbe insegnarmi, guarirmi, rendermi migliore. Quindi non ti ho scritto perché non volevo essere frainteso. Poi ho letto le critiche che l’articolo ha ricevuto da donne, femministe, e mi sembra di poter contare su uno spiraglio, un po’ di apertura e ascolto da chi, pur da un fronte differente, riconosce comunque che io non sono un nemico.

Se dicessi di essere d’accordo con le critiche potrei sembrare uno che si serve di opinioni di donne per salvarsi il culo e sgravarsi dalle proprie responsabilità. Non lo faccio e non lo farò. Vorrei soltanto raccontare la mia posizione rispetto ad un femminismo che ancora descrive il pene come un’arma. Lo è stata, lo è, senza dubbio. Lo stupro è un’arma di guerra, è segno di prevaricazione, potere e controllo sui corpi delle donne. La cultura maschilista però mi è nemica, tanto quanto quella di un certo femminismo. Perché io non sono quello che i miei bisnonni avrebbero voluto io fossi, e neppure quello che indicano alcune femministe. Io sono altro, scanso la vergogna e il senso di colpa, rivendico una mia posizione autonoma, mi pongo alla pari rispetto a tutte le persone di questo mondo, uomini o donne che siano.

Non devo pentirmi di nulla o espiare. Non devo preoccuparmi di difendere le donne da altri uomini, perché non sono un patriarca e perché solo ambire a quel ruolo mi porrebbe nella posizione di un qualunque paternalista che intende controllare i corpi delle donne usando il pretesto di tutelarli. Io non corrispondo alla descrizione che fanno di me alcune femministe perché non misuro il mio pene per sentirmi più grande, perché non lo uso come un’arma e tuttavia non mi vergogno di avercelo; non guardo alla vagina di una donna, per quanto io sia etero, come fosse una guaina, un contenitore adatto al mio piacere, e non la vedo neppure come una porta sacra perché è la mia compagna che mi dice quanto di sacro laggiù non ci sia niente. Mi dice di morderla, leccarla, succhiarla, penetrarla, forte, più forte e appassionatamente che posso, per il mio e il suo piacere. Perché il piacere sessuale di un uomo non si misura più nell’uso che si fa di un corpo femminile e la mia sessualità non è una cosa della quale io voglio vergognarmi. Il piacere è una cosa che deriva dal pensiero e dall’azione comune. Si persegue sfuggendo qualunque norma e reinventando linguaggi che sono noti solo a noi, io e lei, e a noi soltanto. Ogni volta diversi, senza che io debba apprendere un linguaggio universale per adattarlo a lei e senza che lei debba fare lo stesso con me.

Il mio pene non è una spada, io non infilzo nessuno, non sputo fiamme, non annego l’area, non faccio nulla di guerresco e non mi approprio di niente. Sapeste quante vagine ho toccato che non ho mai chiamato “mie”. Ho invece incontrato donne alle quali il mio pene è appartenuto, per loro stessa ammissione. Ma questo non mi autorizza a essere peggiore, dunque è un argomento che tende solo a descrivere la complessità umana, non definibile in senso universale. Ho letto molto riguardo il femminismo e gli studi di genere e sono arrivato alla conclusione che sia un pensiero importante, che ha fatto crescere anche me, ma in questo momento, leggendo quello che ho letto, lo ritengo un profondo limite alla costruzione di una relazione umana fatta di corresponsabilità nella creazione della storia comune, a salvaguardia di tutto ciò al quale teniamo, inclusa l’autonomia di ciascun@. Io sono un uomo, se preferite posso definirmi maschio, ma non sono un nemico e mi spiace doverlo dire, doverlo specificare a te, che so non mi ritieni tale, e a voi, che leggerete questa mia lettera. Mi spiace doverlo ribadire per abbattere quei muri fatti di pregiudizi, di stereotipi sessisti che sono stati costruiti tutto attorno ai corpi di molti uomini, oltre che a quelli di molte donne.

Non devo scusarmi per ciò che hanno fatto altri, così come una donna non dovrà scusarsi per quello che appartiene alla responsabilità di una sua simile. Avere un pene in comune non ci rende uguali e tuttavia continuo a definirmi un uomo e a cercare una mia autonoma identità di genere e sessuale che non deve e non può essere pronunciata da una femminista. Io non dipendo dalla vostra elaborazione, perché non sono figlio vostro, non sono un vostro alunno, non sono un seguace che interviene a testa bassa alle vostre assemblee, semplicemente perché non partecipo alle vostre assemblee e preferisco partecipare a discussioni e azioni collettive che riguardano obiettivi che insieme possiamo raggiungere, spalla a spalla, nelle piazze, in tutti i contesti politici, attribuendo la giusta importanza alla differenza di genere ma tenendo conto della differenza di posizione politica e di collocazione di classe.

Io non ho niente in comune con una donna fascista e/o ricca. Neanche la mia compagna ce l’ha. Essere accomunate dal fatto di avere in corpo una “porta sacra” non rende l’altra meno fascista e meno ricca. Essere apparentemente “accomunato” ad un uomo fascista e ricco dal fatto di possedere un pene non fa del mio pene uno strumento di guerra e di tortura. Voglio sperare che questo mio intervento non sembri un modo per aggredire l’autonomia politica e intellettuale delle femministe. La vostra indipendenza politica ha tutto il mio rispetto. I ragionamenti secondo i quali il mio pene viene definito un’arma invece meritano una critica, non umile, né arrogante, solo politicamente autonoma, perché quando il femminismo intende definire me, la mia identità di genere e quella sessuale, io ho il diritto di dire che se io non uso definizioni universali per le donne non capisco perché alcune donne possano farlo per gli uomini. Spero di non essere sembrato troppo aggressivo, nel qual caso me ne scuso. Grazie per lo spazio concesso.

Leggi anche:

 

Advertisements

Comments

  1. Caro maschio,
    per fortuna di uomini come te in giro ,anche se pochi, ce n’è sono!Mi sembra che l’articolo che in precedenza ho letto anch’io ti abbia scosso,cio’ perchè sei un essere dotato di sensibilità eppure ti assicuro che la storia dell’umanità ci insegna tutt’altro,ci parla di maschi che hanno oltraggiato il corpo femminile.Nelle guerre da quelle degli antichi popoli ai giorni moderni,seconda guerra mondiale,conflitto dei Balcani e oggi ISIS i maschi hanno usato il pene come una spada ,violentando ,torturando ,schiavizzando le donne per punire e umiliare il popolo nemico,le guerre sono state fatte sul corpo femminile e succede anche oggi.Sembra che le femmine debbano pagare sempre il prezzo piu’ alto ,disprezzando la conformazione fisica che madre natura ha dato noi per ricevere il membro e al tempo stesso a dare la vita.Violentare la donna diventa un disprezzo alla vita !Credo che noi madri dobbiamo inculcare ai figli maschi l’uguaglianza e il rispetto ,solo plasmando le menti delle nuove generazioni possiamo riuscire a sconfiggere la violenza,e quando tu ,caro amico,sarai padre parla ai tuoi figli di quell’amore che hai provato per la tua donna ,dandole piacere oltre che a riceverlo,non è scandalo parlare di sesso col proprio figlio ,anche se ancora in certe famiglie è tabu’ ,perchè spiegare certe cose con dolcezza e pacatezza lo proteggerà da futuri traumi ,da immagini che qualche compagno di scuola gli butterà sotto gli occhi;immagini porno dove la donna è un oggetto !Spiegagli la differenza tra lo sfogo e l’amore e nel tuo piccolo avrai dato un contributo al futuro della società!

    • Cara femmina,
      vorrei richiamare due passi del tuo discorso:

      “la storia dell’umanità ci insegna tutt’altro,ci parla di maschi che hanno oltraggiato il corpo femminile.Nelle guerre da quelle degli antichi popoli ai giorni moderni,seconda guerra mondiale,conflitto dei Balcani e oggi ISIS i maschi hanno usato il pene come una spada ,violentando ,torturando ,schiavizzando le donne per punire e umiliare il popolo nemico,le guerre sono state fatte sul corpo femminile e succede anche oggi.”

      “Credo che noi madri dobbiamo inculcare ai figli maschi l’uguaglianza e il rispetto ,solo plasmando le menti delle nuove generazioni possiamo riuscire a sconfiggere la violenza”

      Non trovi nessuna cosa strana?
      E per strano non intendo il mettere sullo stesso piano gli scontri degli antichi popoli con le guerre mondiali e quelle contemporanee tutte in conto ai maschi senza nemmeno passare per..boh che so..le piume di pollo regalate dalle ragazze inglesi durante la Grande Guerra o a Pauline Nyiramasuhuko, no…nulla di questo….per “strano” intendo la stranezza per cui pare che per tutta “la storia” le “noi madri” siano rimaste passive invece di “inculcare ai figli maschi (le figlie femmine nascono già “imparate”?) l’uguaglianza e il rispetto”. Se non l’hanno fatto fino adesso perché dovrebbero farlo ora?
      Ma anche ammesso tutto questo,per “strano” intendo ciò per cui attribuisci la violenza “al maschile” come se nascere maschio renda più responsabili non solo più delle proprie coetanee ma pure delle proprie madri (NB in grado di plasmare “le menti delle nuove generazioni”) della cultura maschile e mortifera alla quale si verrà educati.
      Perché se il problema viene dai figli maschi e l’esser maschi rende più responsabili delle proprie madri (i padri sono stati bambini educati da altri padri e madri un tempo) della violenza, la guerra e l’oltraggio al “corpo femminile” e quindi “alla vita” (cose delle quali, stando al tuo discorso, correggimi se sbaglio, le donne sarebbero solo vittime o al più complici loro malgrado essendo in realtà le depositarie della “vita”) allora l’unica soluzione è ipotizzare una naturale inclinazione dovuta al cromosoma Y. Per carità…si può fare… certo femminismo (non quello di Abbatto i Muri) lo fa.
      Ma a questo punto… che senso ha dire:

      “e quando tu ,caro amico,sarai padre parla ai tuoi figli di quell’amore che hai provato per la tua donna ,dandole piacere oltre che a riceverlo,non è scandalo parlare di sesso col proprio figlio ,anche se ancora in certe famiglie è tabu’ ,perché spiegare certe cose con dolcezza e pacatezza lo proteggerà da futuri traumi ,da immagini che qualche compagno di scuola gli butterà sotto gli occhi;immagini porno dove la donna è un oggetto !Spiegagli la differenza tra lo sfogo e l’amore e nel tuo piccolo avrai dato un contributo al futuro della società!”?

      Che senso ha “educare i maschi” se fosse come addestrare una tigre a essere vegetariana?
      Ti chiederei per favore di chiarirmi questi dubbi perché io non sono un maschio così profondo come quello che ha scritto questo post.. posso anche dire che condivido al 97% le sue considerazioni ma il punto è… in quale contesto dovrei spiegare (giustificare) che il mio pene non è un’arma e tutto il resto?!?
      Su Abbatto i Muri, nei giorni degli attentati terroristici a Parigi, sono comparsi spesso post dove si denunciava l’assurdità di chiedere ai musulmani di “dissociarsi apertamente” dalla violenza dei terroristi o indicare come esempi positivi chi lo faceva, e credo non ci sia bisogno di spiegare perché lo condivido. Ora mi chiedo…. a chi dovrei spiegare che il mio pene non è un’arma, se non a una persona che, più che prendere per oro colato ricostruzioni storiche/antropologiche/simboliche molto interessanti ma anche molto congetturali, e “ardue” nel loro dualismo (tendenziosetto?) astratto (un dualismo fatto di un “maschile” collocato in qualche iperuranio al quale ricondurre qualsiasi aspetto della realtà percepita, oggi, come negativo e/o problematico e al “femminile” l'”altro” positivo, perduto da riscoprire come un Eden di qualche mitica età dell’oro…), mi appare come una persona indottrinata fino ai capelli di pregiudizi sessisti?
      Devo capire come si fa a fare un discorso come il tuo perché altrimenti è più forte di me.. non ce la faccio… se una mi punta un dito contro per rinfacciarmi cose che hanno fatto uomini che non sono io a donne che non sono lei o mentre parla di parità e rispetto si mette maternalisticamente a fare womansplaining su cosa sarei io, il mio corpo e la mia esperienza evidentemente convinta di conoscermi meglio di me dandomi grandi consigli per il solo fatto di avere un corpo femminile e parlare a un “maschio”…niente… mi viene spontaneo…volano pernacchie….

    • D’accordo su tutto, ma sostituirei ‘noi madri’ con ‘noi genitori’ e penso che l’educazione al rispetto, di sé stess* prima di tutto e di chiunque altr* di conseguenza, valga per maschi e femmine allo stesso modo.

    • Excusatio non petita accusatio manifesta. Il semplice fatto di appartenere al sesso maschile non può e non deve spingere nessuno a fare questo atto di contrizione. Non è la nostra conformazione fisica a renderci buoni o cattivi, bensì è la nostra mente, la nostra cultura e sensibilità. I bambini e le bambine hanno solo tutti bisogno di essere educati al rispetto, un bambino maschio non è un potenziale mostro che deve essere indottrinato, plasmato poichè altrimenti i suoi istinti belluini avrebbero la meglio. Esistono anche donne sessiste, e lo sono in maniera violenta anche peggiore degli uomini.

  2. Mi ritrovo totalmente in questo intervento. Faccio solo alcuni distinguo di carattere sociologico. Difendere una donna da parte di un uomo non lo vedo come un atto patriarcale nel senso che avendone la possibilità difenderei qualsiasi Persona in difficoltà, sia maschio, femmina, nera, bianca, anziana, bambino, migrante, omo e quant’altro. Non si difende o salva qualcuno per rivendicare un possesso ma perché è giusto farlo se si può.
    Altra cosa sullo stupro di guerra. Vero, nel passato (ed ancora oggi) ha sempre fatto parte della storia insieme a saccheggi e altre belle prove di quanto siamo “umani”.Ma, il fatto che in passato siano stati soprattutto gli uomini a fare queste violenze è anche dovuto al fatto che la guerra in passato era appannaggio esclusivo degli uomini. Spero di non essere frainteso ma dico solo che, la guerra rende anzi amplifica la disumanità dell’essere umano e come dimostrano episodi recenti quando ne hanno la possibilità anche le donne soldato dimostrano di essere alla pari torturando e stuprando. Ripeto, non voglio difendere o accusare nessuno ma dico che spesso gli atti di crudeltà umana sono compiuti indipendentemente da ciò che si ha tra le gambe ma sono altri i fattori che entrano in gioco. Detto ciò una visione maschilista della società c’è stata ed è ancora fortemente radicata. Pet queste persone non chiedo scusa ma per quanto mi riguarda faccio tutto quel che posso per comportarmi in modo diverso e non perché io debba qualcosa al genere femninile ma perché semplicemente è giusto che ogni persona sia ugualmente rispettata.

  3. Sottoscrivo anche le virgole e credo (spero) che siamo sempre sempre di più a pensarla così. Grazie per averlo espresso cosi chiaramente.

  4. Chi pensa che il pene sia un’arma ha dei gravissimi, profondissimi e irreparabili danni psichiatrici.

  5. Beh, su una rivista “popolare” leggevo l’intervista a una nota attrice e conduttrice, che parlava di episodi di violenza psicologica subiti durante alcune sue relazioni. A un certo punto la signora afferma: gli uomini sani sono a disagio e si colpevolizzano quando leggono o sentono di violenze contro le donne.
    Mi sa tanto che sono malato, dal momento che NON mi sento affatto colpevole quando qualcuno uccide la compagna… e magari molte donne che la pensano come la famosa signora sono le stesse che (peraltro giustamente) affermano che “non si può colpevolizzare tutti i musulmani per gli attentati terroristici”… perché per gli uomini dovrebbe essere diverso? Lo dico anch’io: not in my name.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: