Pericle il nero, ovvero: lo stupratore “buono”

::Avviso Spoiler::

Margherita scrive:

“Dopo le lunghe discussioni che hanno riguardato “Lo chiamavano Jeeg Robot“, ti scrivo per parlare di un altro film che mi ha creato molti più problemi, durante la visione: “Pericle il nero”.

Premetto che è un film che sta avendo un successo decisamente minore e critiche non ottime, ma si presenta come film di qualità, da presentare a mostre cinematografiche importanti, come un film che parla di redenzione e di un percorso formativo. Forse, alla fine, due parole vale la pena spenderle…

Sarà difficile non scendere nei dettagli della trama, non è molto complessa e finirei per non dire niente.

Lo spettatore si trova davanti ad un protagonista malavitoso e che violenta le persone (anzi, solo uomini) a comando. No, la parola stupro non viene mai usata per tutto il film, anzi, si sottolinea come questo personaggio non abbia mai ucciso e anche quando lo fa si tratta di persone più cattive di lui, si fa una sorta di graduatoria: lo stupratore non è cattivo come l’assassino. Il protagonista viene usato dai vertici della mafia, è un drogato, sostanzialmente un po’ incapace di intendere e di volere (e qui mi chiedo quand’è che Scamarcio smetterà d’interpretare l’eterno adolescente per passare a un personaggio con una psicologia da adulto), sì fa qualcosa che non andrebbe fatto, però, però, però…non si ha mai la sensazione che sia così grave.

Le vittime sono viste di sfuggita, mai caratterizzate, non hanno psicologia, nessuna profondità, non c’è modo d’empatizzare per lo spettatore. Pericle è tutto il contrario! Improvvisamente perseguitato, compie un percorso di redenzione lampo (qualche giorno), trova una donna e l’idea di creare una famiglia con lei gli fa capire che ha sempre sbagliato, che deve cambiare vita! E’ una donna che, dopo una brevissima resistenza, accetta tutto da lui, senza opporsi, senza fare domande, portandolo in casa con i propri figli e lasciandolo solo con loro! I tentativi del personaggio femminile di mettere un freno a Pericle sono vaghi, giusto un “Cosa ti sei messo in testa?” e una vaga ramanzina sul fatto che lui se ne sta in casa a non fare niente. Un personaggio surreale e che esiste soltanto in funzione del protagonista: lei deve redimerlo! Lo fa in una bellissima scena “d’amore” (effettivamente lei è bellissima) in cui lui si mostra vagamente dominante e lei si volta insegnandogli un modo più dolce di fare le cose. A redenzione avvenuta lui può far partire la sua vendetta, che comprende: drogare altre persone, picchiare, uccidere, minacciare (adulti e minori, ma i bambini alla fine non li tocca, non li ha mai toccati, perché lui è un buono). Trionfo! Lui è redento e può andare a prendersi la sua famiglia, mentre i cattivi sono sconfitti!

Io sono uscita dal cinema con una sensazione di disgusto addosso, ma non un disgusto “buono”, non quello causato da un film di denuncia che presenta i fatti in modo molto crudo. Il mio disgusto era rivolto ad argomenti tanto pesanti trattati con tanta superficialità!
Come può uno stupratore essere buono?
Se una redenzione può esserci come può avvenire così rapidamente e senza intoppi o dubbi morali?
Perché lo stupro verso un uomo e non verso una donna non deve mai essere chiamato con il suo nome?
Perché mi chiedono d’empatizzare con il carnefice e mai con la vittima?
Perché l’unica figura femminile positiva è perfettamente piatta e usata soltanto per la redenzione?
Perché non c’è una redenzione vera?
Perché questo protagonista non paga il prezzo delle sue azioni?
Si può evitare la responsabilità personale?
Se sono altri ad ordinarci di fare qualcosa, noi diventiamo innocenti?

Non mi soffermo sulla qualità del film, se cercate qualche recensione vedrete che i critici storcono il naso anche sulla parte “tecnica”.

Se qualcuno se lo stesse chiedendo: no, il film non è vietato ai minori, nemmeno di 14 anni (perché si vietano le scene troppo violente, o dove si vedono determinate parti del corpo, non si vietano le tematiche).

Esiste un libro, da cui è tratto il film… non ho intenzione di leggerlo.”

Comments

  1. ceciliaasso says:

    Troppa intelligenza sprecata per analizzare un prodotto spazzatura 🙂

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