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#UnioniCivili: il Movimento Cinque Stelle mi ha deluso

Peccato. Peccato che il Movimento Cinque Stelle si sia astenuto dal voto alla legge sulle Unioni Civili. Peccato che non abbia supportato il voto positivo sulla step child adoption. Peccato che abbia perso l’occasione per mostrare che ha il coraggio di schierarsi e dire che ci sono persone che mancano di diritti ai quali quei diritti vanno garantiti. Persone che hanno diritto ad essere riconosciute come pari a tutti gli effetti. Allora, più che discutere su quanto e come il Pd abbia contribuito ad annacquare parti preziose della legge (e brava Michela Marzano perché ne è uscita), cosa della quale si è parlato tante volte, vorrei parlare di quello che il Movimento Cinque Stelle non ha fatto.

Non ha supportato il diritto delle famiglie omogenitoriali di riconoscersi in quanto famiglie. Non ha supportato il fatto che le persone possano unirsi, civilmente, abbiano diritto all’assistenza reciproca, alla pensione di reversibilità e all’ereditarietà di quel che hanno costruito assieme finché sono stat* “unit*”. Non hanno supportato la possibilità di dare al bambino di un membro della coppia l’altro genitore cui fare affidamento (stepchild adoption). Non lo ha fatto ed è inutile raccontare balle, balbettare scuse, perché non ce ne frega niente del fatto che siete lì incancreniti e ammusoniti a dire no perché quel che fa Renzi non si vota. Non era a Renzi che dovevate dare conto ma a noi che stiamo fuori e aspettavamo quella legge da anni. Non è al Pd che avete fatto un dispetto ma a noi. E noi ce ne ricorderemo, perché la vostra è mancanza di coraggio.

E’ che non volevate prendere posizione, probabilmente per non inimicarvi una parte dell’elettorato, ma il punto è che non potete stare con un piede in due scarpe, da un lato a dire che le unioni civili vanno bene e dall’altro con la paura che gli omofobi smettano di seguirvi o di votarvi. Non è un segreto per nessuno che il voto che vi porta a rappresentare i cittadini arriva da più fonti, da sinistra, da destra, ma se non ritenete di schierarvi, con coraggio, dalla parte di chi chiede diritti, state soltanto mettendo in scena la solita vecchia politica, quella dell’opportunità politica e delle convenienze. Non dicevate di essere diversi? Non dicevate che uno vale uno? Io sono uno e sono deluso, dopo avervi votato nelle precedenti elezioni. Non vi voterò più, e non perché non riconosca che avete dei meriti, perché li avete, rispetto alla classe politica attuale, ma perché dovreste fare la differenza e invece mi sembrate come la democrazia cristiana, divisa per orientamenti e sezioni, e perfettamente in equilibrio quando c’era da compattarsi contro un altro partito, perché i cittadini arrivavano sempre dopo. Prima c’era l’eterna guerra con il partito comunista.

Non voto Pd, quindi è inutile che mi attribuiate scelte che non ho mai fatto. Sono di sinistra e vi ho votato nonostante il fatto che qualcuno mi ha attaccato duramente, mi hanno tolto l’amicizia su facebook, mi hanno verbalmente aggredito, perché purtroppo c’è chi non accetta la differenza di opinioni. Ma qui non si tratta di differenza di opinioni ma di mettere a fuoco la vostra ambiguità politica. Questo non era un argomento sul quale fare una non-scelta. Ci sono di mezzo persone, uomini, donne, bambini, bambine, e ci sono di mezzo altri che hanno continuato per anni a negarci il diritto di sentirci parte integrante della società, con pari diritti e pari doveri. Fino ad ora abbiamo solo pari doveri. Paghiamo i contributi, le tasse, ma ancora si discute sul diritto di avere la pensione di reversibilità. E’ triste considerare che l’intelligenza e l’onestà politica in certi casi viene meno e che pensiate di noi che siamo tutti fessi. Non lo siamo. Io non lo sono. Con amarezza decido di scrivere queste parole ben sapendo che ci sarà chi le strumentalizzerà per fare campagna elettorale pro o contro quel partito o quell’altro movimento. Ma quanto ho scritto corrisponde solo al mio stato d’animo. Vi auguro una buona continuazione.

Cordialmente

Claudio

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Comments

  1. @AndreaTorti90 (@andreatorti90) says:

    Come spesso accade, anche la discussione di temi così sensibili viene subordinata alle contrapposizioni fra schieramenti: chi è all’opposizione non vota ciò che viene proposto dalla maggioranza, e molti vedono nelle Unioni Civili un semplice tentativo di recuperare consensi da parte dell’attuale Governo.

    Un altro aspetto da non sottovalutare è la “tiepidezza” con cui la tematica è stata accolta da larga parte dei cittadini:

    “Con tutti i problemi economici che ci sono, stiamo a parlare dei gay”?

    Una reazione forse ingiusta, ma in parte comprensibile…

    • Penso che la reazione di cui parli sia comprensibile ma non condivisibile e indice di ignoranza e superficialità. Una legge a favore dei diritti delle persone è fondamentale per tutti, che ne siano direttamente interessati o meno. Certamente ci sono ancora tanti problemi da risolvere ma argomentare con “ci sono cose più importanti” non porta nessuna utilità alla discussione. Per me è l’equivalente de “…E i marò?”. Tra l’altro sono convinta che si possa lavorare su più fronti contemporaneamente, saranno in tanti per qualcosa?! 🙂

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