A chi discute di tratta e sex work

Laura Maria Agustin è un’antropologa specializzata nel campo delle migrazioni, del lavoro informale, della tratta di esseri umani e del sex work. Ha all’attivo diverse pubblicazioni in lingua spagnola, francese inglese e svedese. Il suo primo libro, Trabajar en la industria del sexo, y otros tópicos migratorios, è stato pubblicato nel 2004 dalla casa editrice spagnola Gakoa. Gestisce dal 2015 il blog ‘The Naked Anthropologis’, accurata piattaforma di documentazione e dibattito sui temi relativi al sex work. Visto il contenuto dell’articolo a seguire, si consiglia a chiunque si interessi di tali tematiche la consultazione diretta del sito.. http://www.lauraagustin.com/

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di Laura Maria Agustin

Ricevo sempre più messaggi da studenti di laurea magistrale o dottorandi. Quasi tutt- mi chiedono di rispondere alle loro domande – perlopiù domande di livello base su problemi di cui ho già scritto molte volte. Molt- di loro troverebbero le risposte desiderate con una semplice ricerca online (se vogliono conoscere la mia posizione basta che digitino il mio nome). Da queste domande emerge ciò che quest- studenti hanno letto prima di contattarmi e noto che spesso non hanno letto proprio niente.

In genere rispondo suggerendo loro diverse fonti disponibili sul mio sito:

Pubblicazioni (di varia natura, molte delle quali provviste di bibliografia accurata).

Interviste (dove sono presentate molte questioni base a cui viene data risposta).

Recensioni del mio Sex at the Margins (si può capire molto da certe recensioni).

– Tag cloud (con tag continuamente aggiornati a coprire i 50 argomenti specifici del blog).

Liste di tutti i post dai titoli descrittivi.

Ma col tempo mi sono stancata di inviare messaggi così ovvi: il mio sito è chiaro e lo si può consultare con facilità. Mi è stato suggerito di tenere una rubrica di FAQ o di fornire una lista di affermazioni per punti che sintetizzino le informazioni. Non farò né l’una né l’altra cosa. Non per principio, ma perché la fiducia che nutro nella mia ricerca si basa sul rifiuto di ridurre questioni complesse a elenchi sbrigativi o slogan orecchiabili.

Se pure ci provassi, cosa direbbe questa lista per punti?

– L’età media a cui le persone cominciano a svolgere il sex work non è 13 anni.

– Ad alcune persone piace vendere sesso, ad altre no, ad altre ancora non importa granché.

– Malgrado le difficoltà economiche, le persone meno abbienti sono comunque in grado di decidere cosa fare della propria vita.

Ridicolo, no? Eppure ci sono molte teorie a spiegare la necessità di questo “gioco dell’aeroplanino” per imboccare il pubblico. La rete facilita le domande dirette, cert- elitist- si sentono in diritto di parlare dall’alto, il lavoro accademico comporta il supporto costante degli studenti e delle studenti, la lettura è morta, un genitore premuroso deve sorvegliare di continuo, la gente pensa che le donne siano nate per servire, i bambini e le bambine sono arroganti e maleducat-, è una sorta di sfruttamento intellettuale o plagio, rispondere alle domande fa parte dell’agenda degli attivisti e delle attiviste.

Heinlein

Visto che non sono un’accademica ma una free-lancer, mi scoccia parecchio dovermi mettere a lavorare gratis per altr- (non scherzo, alcun- mi chiedono di far loro da relatrice di dottorato). Quindi mi viene suggerito: cancella il messaggio, manda una risposta standard, chiedi un compenso per la consultazione. Questo è lo splendido template consigliato da Robert Heinlein 35 anni fa. Proprio come lui, anch’io mi rendo disponibile per quell- che dimostrano di avermi letta, esprimono gratitudine e offrono prospettive interessanti, magari pure in forma di domanda. Ma in genere i messaggi si fermano a ‘Dimmi qualcosa sulla tratta’. Così ho deciso di riportare questa dichiarazione sulla piattaforma di contatto del mio sito:

Laura Agustin è dispiaciuta di dover comunicare che non può più aiutare studenti nella stesura di saggi o tesi di laurea, né può svolgere ulteriori servizi di consultazione a riguardo di idee o dubbi personali, per quanto interessanti siano. Se avete domande in materia di migrazioni, domanda di mercato, tratta di esseri umani o sex work, siete pregat- di visitare il mio sito web per accedere a risposte dettagliate.

Ho scritto questo e sono andata a letto. Il giorno dopo ho aperto la casella di posta ed ecco: un nuovo messaggio scritto proprio sotto la dichiarazione.

‘Sono un- studente di specialistica. Mi occupo di tratta e lavoro sessuale. Capisco che lei è molto impegnata, ma può rispondere ad alcune domande sul sex work? Potrebbe davvero aiutarmi a chiarirmi le idee.’

Morale? Non. Vogliono. Leggere.

Niente di strano, dopotutto, sempre se non si tiene conto che leggere dovrebbe essere proprio il compito di studenti universitari-, assistenti, futur- insegnanti. A molt- di loro mancherà la vocazione e probabilmente sperano che un diploma di laurea servirà a trovare lavoro (…). La cosa buffa è che, se rispondo, allora si trovano costrett- a leggere. Mi viene da concludere che preferiscano essere imboccat-.

In ogni caso, ecco la mia decisione: non preoccuparmi e cancellare questo tipo di messaggi. Ringrazio invece tutt- quell-, studenti compres-, che mi offrono spunti interessanti, suggerimenti, incoraggiamenti e anche, sporadicamente, un po’ di lavoro. Adoro ricevere email.

 

Fonte: http://www.lauraagustin.com/dear-students-of-sex-work-and-trafficking

Traduzione: Gabriele

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