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Sono bulimica e me ne vanto

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Sono bulimica e me ne vanto. Lo dico a chi si preoccupa del mio aspetto, prodighi di consigli su quanto devo dimagrire e cosa devo fare per stare bene. E tutto quello che gli importa è solo di avere un pretesto per insultare una donna che ha troppa ciccia per farglielo rizzare. La cosa riguarda anche le donne e a parte le maleducate e quelle che usano i social network per ingiuriare poi vedo ragazze insicure che tengono sotto controllo il proprio corpo e vorrebbero tenere sotto controllo pure il mio. Se tu vai in palestra e fai la dieta e dimostri tanta buona volontà, se sei così sicura di stare bene, perché ci tieni tanto a rompere le ovaie a me? Bene brava bis. Buon per te. Io sono grassa, sono bulimica e a questo punto, dato che mi viene imposta l’esigenza di essere sana a tutti i costi, e con sana intendo piacente, scopabile, bona, allora dico che tutto quello che mi serve per essere sana è che vi facciate i fatti vostri.

Si si, è proprio vero che non ho “forza di volontà” e mangio a tutte le ore. E’ vero che non dimagrisco perché non muovo il culo. È vero tutto quello che volete (e allora?) e non me ne frega più un cazzo di giustificarmi di fronte a chi non sa niente di quello che io vivo. Non voglio neppure fare la vittima. Per una diagnosi vado dallo psicologo e per sentire come dovrei nutrirmi vado dalla dietologa. Non devo spiegare nulla a voi. Non mi servono i vostri poco illustri pareri che si limitano a osservarmi dal punto di vista strettamente estetico, o quanto meno dal punto di vista che corrisponde al modello estetico che avete in mente. Ho il culo grosso, la cellulite, ho lardo in quantità e forse creperò a meno di quaranta anni per infarto o mi verrà il diabete che mi renderà cieca, ma tutto questo non vi riguarda affatto. E non mi dite che io costo alla sanità pubblica e quindi al contribuente. Oh stronzo di un contribuente, oh tu che ti definisci tale e poi possibilmente non paghi neanche le tasse perché sei solo uno stronzetto di 15 anni che insulta chi gli pare su facebook, io pago le tasse e quel che mi rimanda indietro la sanità pubblica è fin troppo poco rispetto a quello che ho pagato e pago io, che hanno pagato i miei parenti, che pagheranno ancora i miei nipoti, i familiari che verranno.

E non potete essere tanto schizofrenici da dire che mi insultate per il mio bene e poi passate a insultarmi per le vostre tasche. Dovete confessare: siete solo delle persone di merda in quantità che si aspettano da me, grassa, che io sia simpaticamente vittimista e che non sia consapevole di niente, e invece, guardate un po’, lo sono ma non me ne fotte niente di quello che mi dite. Forse che io rompo i coglioni a te che ti spappoli il fegato con l’alcool da quando avevi tredici anni? O forse che io ti dico cosa devi farci con tutta quella roba che ti metti in faccia e ti rovina la pelle? Forse che sto lì a sindacare sul fatto che stai venti ore davanti al computer? Perché non stacchi e ti sgranchisci le gambe e i neuroni invece di rompere le palle a me? Perché non stacchi chè sennò diventi cieco/a e poi pesi sulla sanità pubblica e sui contribuenti?

Sono bulimica e sono pure depressa, ed essere depresse non significa essere idiote. Significa ben altro e immagino sia inutile spiegarvelo perché il punto è che io con la mia depressione ho da pensare al fatto che non devo sentirmi in colpa né con la vergogna quando esco, cammino, vado al mare, faccio sesso. E si, una come me fa anche sesso e pretende di farlo bene e trova pure gente che lo fa senza problemi. Sapete qual è il punto? Che siete solo sessisti/e e non sopportate che le persone si mostrino per quello che sono. Dovrei nascondermi, mi dite che devo stare bene e poi scrivete cazzate tipo “ma se lei pubblica la foto noi possiamo giudicarla”. Ma giudicati la stronzaggine che ti si legge dalle parole che usi. Dovete decidervi o tacere. Anzi tacete e basta perché non sapete niente. Sono bulimica, depressa e se mi dite che sono “acida” o “incattivita” perché non scopo o cose simili siete proprio tanto idioti. Io scopo e mi sono rotta di quello che scrivete su di me o su tante altre persone come me. Parlate come i maschilisti che danno delle isteriche alle femministe che si sono rotte le scatole di essere sempre succubi o indifferenti al sessismo dilagante.

Una bulimica e depressa nel suo piccolo si incazza. Perciò sono bulimica, depressa, col culo grosso, la cellulite nelle cosce, la pelle flaccida e sono pure incazzata con chi non merita neppure che io scriva queste parole che più che altro dedico ad altre persone che come me si sono stancate di tanta ipocrisia. Diciamolo insieme a chi ha tanta voglia di lapidarci: siete sessisti e razzisti. La vostra eugenetica da social network fa cagare. Siete perciò anche nazisti perché la gente come me la volete lontana dalla vostra vista, timidamente all’angolo senza ci sia riconosciuto il diritto di mostrare un grammo di orgoglio e consapevolezza o avere la forza d’animo per difendersi da questo esercito di cyber bulli/e che non hanno un cazzo da fare nella vita. Esisto anch’io, e dovete rassegnarvi, e se qualcuno scrive che allora sono fatti miei dovrà sentirsi dire che non ho chiesto niente. Hai fatto tutto tu. E non chiedo scusa se vi sentite offesi perché dovete essere consapevoli delle tante volte che voi avete offeso me. Anche se non parlavate di me in particolare ma della gente grassa e bulimica e depressa, con lo stigma ricorrente che vorrebbe rinchiusa la gente che infastidisce la vostra delicata vista.

Smettetela di scrivere giudizi non richiesti. Smettetela di dire che mi insultate per il mio bene e smettete di dirmi che vi importa qualcosa di me. Non ve ne frega un cazzo. Ebbene, sappiatelo, a me non frega un cazzo di voi. Non sono tenuta a rispondere delle mie azioni con voi. Finché essere bulimiche, depresse, col culo grosso, non sarà illegale direi che abbiamo finito qui.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha scritta.

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Comments

  1. La bulimia è una malattia per cui si può morire. Scrivere “Sono bulimica e me ne vanto” è come dire ho un tumore e me ne vanto. Per il resto, se l’autrice non si vuol far curare sono affari suoi, però potrebbe anche evitare di banalizzare una malattia per cui si passa l’inferno. Detto da una che ci è dentro.

  2. Sono esterrefatta, e concordo completamente con il commento di Antimusa. Banalizzazione totale di una malattia grave (che conosco molto bene).

  3. Assolutamente in disaccordo con il vantarsene anche io. L’autrice del post saprà meglio di me esistere bulimiche normopeso a cui nessuno direbbe niente circa l’aspetto fisico , ma che hanno l’inferno dentro. Davvero è il caso di vantarsi delle proprie sofferenze?

  4. Sottoscrivo il concetto di “nazismo” che non va sottovalutato!!penso sia stato piu che altro uno sfogo, c’è molta rabbia, non è una pubblicità alla bulimia perchè riconosce di avere problemi che cerca anche di curare. Era semmai una provocazione. Spero solo che questo odio sfoci in un atteggiamento forte di chi sa difendersi nella vita reale con intelligenza e forza di volontà. E spero che le tue energie vadano incanalate in qualcosa che ti realizzi (come persona, non a livello economico) e non solo negli ALTRI, che ci saranno sempre….

  5. A me sembra che non abbia banalizzato proprio niente.
    Subito dopo il ‘me ne vanto’ spiega: ‘Lo dico a chi si preoccupa del mio aspetto, prodighi di consigli su quanto devo dimagrire e cosa devo fare per stare bene.’ e di lì parte la sua filippica rivolta a chi giudica (leggi offende e/o insulta) spesso senza sapere di cosa parla e sempre conoscendo nulla di chi è giudicato.
    Io la trovo disperatamente lucidissima ed il ‘vanto’ non è per la bulimia in sè, ma per quello che lei è (bulimia, depressione, incazzature, soddisfazioni e qualsiasi altra cosa comprese): una bellissima persona che sbatte la propria autodeterminazione in faccia a cyberbull*, nazist* e benpensant* var*

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