Essere Madre di un Figlio Pene-Dotato

macho[1]

In tant* mi hanno segnalato un post che a quanto pare ha fatto storia sul web. C’è chi immagina che essere mamma sia già una sorta di capolavoro mondiale, ma poi c’è chi pensa che sia ancora più un capolavoro se sei mamma di un “maschio”. Alla voce maschio corrisponde una figura da educare in modo stereotipato, attent* a non fargli fare cose da “femmina” – la biologia ha un suo perché – e mentre godo nella lettura di questo esempio di educazione sessista mi chiedo se mai ci potrà essere un modo delicato per dire a questa donna che è pur vero che lei educherà i figli “maschi” come le pare, ma poi c’è un universo di persone che non dividono i figli in maschi e femmine. Sono semplicemente figli. E se tu mamma li educhi a suon di stereotipi sessisti non fai una gran cosa. Giacché tu generalizzi allora parlo per me, per tante che mi hanno scritto, perfino per tanti uomini che mi hanno semplicemente segnalato il post, avviliti, perché loro sono sfuggiti a madri così e cercano di educare i propri figli senza imporgli un “genere” che è tutta una gran costruzione culturale. E a parte la retorica di esaltazione del materno, che fa tanta audience e strappa lacrimucce colpendo i cuori intrisi di cultura nazional/popolare, con tanto di divisione tra fiocchi rosa e azzurri, nel tentativo di tranquillizzare, addirittura, una donna che si è detta smarrita all’idea di avere un figlio “maschio” – ché se è femmina è tutto più semplice… ma si, come no – direi che c’è materiale da decostruire e sovvertire almeno per un anno. Si potrebbe analizzare rigo per rigo, e se ne avessi il tempo giuro che lo farei, ma mi limito soltanto a descrivervi i pensieri che immediatamente mi sono passati per la testa, tra un divertito conato di vomito e l’esigenza di droga pesante, e così inizio.

‘Sta madre si prepara a scansare il piscio di questo pene-dotato che sin dalla prima ora vincerà il premio per lo zampillo che va più lontano. Essendo pene-dotato c’ha il dono della cavalcata facile “di ogni mezzo di trasporto”, incluse funivie, treni veloci, aerei di linea e voli charter. Sarà più forte di lui. Appena vede un’automobile in corsa si lancia alla presa dello specchietto laterale facendo ciao ciao con la manina al conducente. Ben presto diventerà il terrore delle strade di tutta la città. In special modo quando, in preda all’entusiasmo, ruberà biciclette e motorini, sbalzando di sella i legittimi proprietari. E giustamente la sua mamma sempre a stargli appresso, pagando cauzioni per ogni fermo, arresto e incarcerazione, perché essere “maschio” ti rende un incontinente da guida/mezzi di trasporto che sarà ben presto noto alla motorizzazione. Ah, dimenticavo, che in sua presenza fuggiranno cani, cavalli, animali di ogni tipo perché dove c’è spazio ‘sto figlio si posiziona. Naturalmente, in quanto maschio. Le femmine si sa che per prendere la patente devono fare un training apposito per diseducarsi alla abitudine di lasciarsi trasportare dal tappeto volante di Alì Babà e rieducarsi alla antipatica necessità di guida di un brum brum in formato semplice, accelera e cammina, perché di più non sanno fare.

La madre di cui sopra ritiene che un figlio “maschio” abbia già in testa concetti base che distinguono una ruspa da una scavatrice, un super eroe di plastica da quello in cinemascope, un camion “bisarca” da un triciclo. Ci sono corsi appositi per informarvi di questo. Badate bene che la prima cosa che dirà ‘sto figlio, novello Salvini in fasce, sarà “ruspa”, e giusto lì mostrerà la sua celodurista maschitudine. La figlia femmina invece sarà educata con bambole alle quali cambiare pannolini e kit da pulizie casalinghe. Se alla figlia femmina piace Il piccolo chimico di sicuro avrà qualcosa che non va.

Un figlio maschio sarà poi senza paura. Ti porterà in casa un tirannosauro e un alieno, non potrà fare a meno di analizzare le rane e i ragni con il telescopio, e camminerà con i serpentelli come bracciali e collane da regalare alle amate bimbe nei confronti delle quali si mostrerà immediatamente virile. Badate bene, però, che quello che si vede sotto i calzoncini corti non sarà  un serpente che tende la coda ma una sua plausibilissima erezione. Per le femmine, niente da fare, anche in questo caso non apprezzano. Loro sono più portate per il giardinaggio e già vedere un bruco le terrorizza.

‘Sta madre ha un principio di modalità da stalker in epoca monarchica, perché se da piccino attende che quel figlio la chiami “regina” e le dichiarerà l’intento di sposarla, quand’egli sarà grande, immagino che ci rimarrà male quando dirà che non solo ama la democrazia partecipata se non addirittura l’anarchia, ma non ha neppure voglia di fare da cavaliere e di sposarsi nessuno, può darsi perfino che amerà una persona del suo stesso sesso o potrebbe infine desiderare di essere donna. Come la prenderà la mamma se lui tradirà il suo dovere di essere maschio?  E metti che a essere “maschio” è quell@ che nacque biologicamente femmina? Ma la figlia femmina ha da essere femmina e, lungi da lei avere altri intenti nei confronti della madre, si preparerà ad accudirla fino a che non perderà tutti i denti e oltre.

C’è poi la faccenda dei colori delle tute e delle stampe sulle magliette. Immagino che una mamma daltonica sia spacciata. Per non parlare di una mamma non vedente. Ma non vi preoccupate, donne e madri di figli maschi. Vostro figlio sceglierà da sé, come se avesse un maschio-radar incorporato, magliette virili dai colori molto virili e dai disegni virilissimi. Idem per la figlia che collauderà il suo speciale fiuto per le cose rosa con simboli di robe da femmine.

Il figlio maschio di questa mamma è poi evidentemente un incapace, tant’è che dovrai fingere di farti piacere regali alla cavolo e che da grande sarà talmente idiota da regalarti una crema antirughe. Questo perché solo le figlie femmine hanno l’indole da vere compositrici di regali. La figlia femmina nasce con la carta da regalo e il fiocco in mano. Si sa che per certe cose ci vuole la sensibilità e il tocco di una Tonna. Per i maschi si apprezza lo sforzo e gli si perdona, invece, il fatto di non avere questa particolare abilità.

Ricorre la citazione della pipì “zampillante”, giacché la creatura, poi, diventato uomo, pare che finalmente abbia appreso in che modo centrare il buco del cesso. A renderlo ancora più maschio sarà il fatto di non farsi più vedere svestito dalla beddamatresantissima. Perché, come disse Johnny Stecchino, “mia matre” è sempre “mia matre” e “ci devo rispetto“. Le madri che continuano a vedere circolare il figlio nudo in casa evidentemente non sono state brave a insegnare ai figli che la pinnuzza si può vedere al massimo fino all’età dello zampillo mobile, dopodiché si assesta e la pinnuzza non la si potrà vedere mai più. Per le figlie femmine il discorso cambia. Sarà la madre a dirle che giammai dovrà mostrarsi nuda, e tutto ciò a partire dal terzo mese di età.

La madre del figlio maschio, essendo ella potenziale stalker, soffrirà maggiormente della “separazione”. Le figlie femmine sono fatte per restare attaccate alla gonna della mamma e invece lui partirà, anzi, “spiccherà il volo”, e badate bene vi chiamerà “solo” una volta a settimana invece che tre volte al giorno. Tenete conto, tanto per tranquillizzarvi ancora, che un figlio maschio potrà comunque godere della tariffa telefonica, tre squilli al giorno a mammà, senza scatto alla risposta, e potrà anche usare la speciale app che manderà messaggi programmati ai social in cui si è iscritta mamma per tenerla a bada. Nel caso in cui la mamma diventasse una provetta hacker e vi spierà nelle conversazioni online sappiate che è tutto ammmore giacché la mamma è sempre la mamma. Inutile dire che se vostro figlio non vi chiamerà quella tal volta a settimana significa che non avete il telefono. Dimenticavo: la figlia femmina che diventerà pilota di aerei tradirà non solo il suo genere ma anche l’intera specie.

Poi c’è il mistero dell’esser madre di un figlio maschio. Perché mentre la femmina è esattamente come te, e lo dice il fatto che ha in mezzo alle cosce la tua stessa cosa – giammai tra femmine ricorre differenza, che so, caratteriale, tanto per dire – lui è un pene-dotato e c’ha, udite udite, il testosterone. Ancora peggio: avrà la polluzione notturna, ché si sa che le femmine non si masturbano mai e la loro sessualità l’è morta fin dal momento in cui le sarà vietato di toccarsi la patatina in pubblico, e poi lui avrà la barba e si sa quanto sia difficile per una madre comprare una schiuma e delle lamette al proprio figlio dal baffo precoce.

Avere un figlio maschio poi ti apre un mondo, perché potrai osservare l’altro sesso al microscopio e alla fine diverrai una di quelle convinte non solo di conoscere un intero popolo di maschi avendone cresciuto uno ma ti sentirai perfino in grado di rompere le ovaie a tua nuora insegnandole che i maschi sono… o saranno… e comunque tu si che li conosci e lei no.

Essere madre di un maschio è cosa onorabile, divina, perché cresciuto un maschio che non diventa (fiuuuu!) un criminale, sei pur convinta di aver contribuito a migliorare il mondo. Un po’ come quando eviti di usare la lacca per non fare allargare il buco nell’ozono. E’ importante non segnare il futuro dell’umanità mettendo in giro pene-dotati che sfuggano all’occhio maschilizzato della madre perché è lei che lo indirizza verso quel che lei ritiene sia veramente un uomo.

Ps: in tutto questo vorrei capire. Il padre che diamine fa? Immagino che lo porterà a fare scalate in montagna, a stare nella curva degli ultrà alle partite di calcio, e se la figlia femmina diventerà una calciatrice sarà una grande sconfitta per il mondo intero. E poi? Che altro? Lo inviterà a considerare ogni lasciata persa? Perché un maschio è un maschio e guai a non mostrarsi tale, con le femmine, fin da piccolo. Anzi: lo condurrà a frequentare corsi di rutto libero, ascella maschiosamente puzzosa, scravaccamento con la play station, inclusione in branchi collaudati, corsi di manomorta sugli autobus… 😀 – poi ditemi: da dove arriva esattamente il sessismo? Da dove iniziamo per combatterlo?

Comments

  1. Dieci e lode. Gran pezzo.

  2. Hahah, si vede che il figlio dell’autrice era così: dissezionava lombrichi e le faceva dei regali scadenti. Ma perché rendere la propria espeienza individuale un concetto universale? Non è maschilismo… è proprio incapacità di cogliere la diversità e molteplicità delle esperienze umane!

  3. Grazie!

  4. Stupendo articolo Eretica, mi ha strappato la prima risata del giorno 🙂
    Purtroppo questi stereotipi sono radicati e diffusi in modo capillare, e si esprimono anche nei contesti più banali.
    Tempo fa in un blog ho letto di una mamma che si diceva “in ansia” all’idea di avere un maschietto perché “come farò a trovare degli abbinamenti mamma-bimbo graziosi come ho fatto finora con la mia primogenita?”.
    In una rivista invece ho letto la “drammatica” storia di un babbo sull’orlo dell’esaurimento nervoso perché la “sua principessa” amava il calcio, mentre al figlio maschio non interessava…
    Per non parlare dell’opinione comune dalle mie parti (provincia del nord), per cui un figlio maschio è necessario a portare avanti il cognome di famiglia, ma poi serve almeno una figlia che sarà più affettuosa (e capace di far digerire al genero i bisogni del suocero, laddove il figlio maschio è invece plagiato dalla moglie a favore della di lei famiglia).

  5. Se sapesse che tra me e i miei amici maschi, quella che sperimentava con gli insetti ero io.. 😀
    Shame on me!

  6. Mah, sinceramente mi sembra una reazione esagerata ed esasperata all’articolo in questione. Sono d’accordo che non si debba alimentare nessuno stereotipo e che un* bimb* debba essere liber* di avere le ispirazioni che più sente sue, ma qui mi sembra che si stiano abbondantemente travisando, e forse volutamente fraintendendo, le intenzioni di chi ha scritto quell’articolo. Non ci ho visto niente di cosi sessista, chiaramente non sarà una descrizione precisa ed accurata di qualsiasi individuo sulla faccia della terra, visto che fortunatamente siamo tutti diversi. Dunque é sacrosanto che non tutti si sentano rappresentati da quelle parole. Ma da lì a parlare di machismo, di femminucce deboli e maschietti forzuti, ce ne passa. Ma dove le avete lette queste cose???

  7. il papà ha lasciato sua madre (nonna e suocera) solo per un breve istante di zampillo (non di pipì) nel quale ci si augura ci sia un minimo di pudore e discrezione. se così non fosse, rimanesse pure con sua madre!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: