Cos’è l’omonormatività?

Photo: Christopher Campbell da Pride.com

Photo: Christopher Campbell da Pride.com

 

Questo è un pezzo di Jayson Flores, segnalato da Serena (grazie) e tratto da QUI. Buona lettura!

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Sappiamo cosa state pensando: Che cosa è l’omonormatività? Per dirla in termini più semplici, l’omonormatività dice quanto e come tu non corrispondi al modello dell’uomo gay. Omonormatività è marginalizzare/congedare gli uomini neri nel club perché, per quanto si rispettino i neri, non sei “semplicemente attratto” da loro. Omonormatività è pensare in modo diverso quando vedi che qualcuno che ami e segui su twitter nella vita reale sta in sedia a rotelle. Omonormatività è rappresentata dai gay bianchi che dominano la rappresentazione queer in TV e uomini bianchi e cis (cisgender) che giocano a fare le donne trans. Omonormatività è Stato e movimento lgbt che si organizzano in favore del matrimonio gay, ma non fanno niente per favorire la vita trans. Omonormatività è rappresentato da un insieme di privilegi, di gerarchie, norme sociali, e aspettative che spingono gli oppressi a opprimersi l’un l’altr@.

Omonormatività è ovunque. Esso permea in ogni fibra la vita queer, rovinando la comunità dall’interno verso l’esterno e verso gli “strati” più bassi.

In termini più semplici, l’omonormatività è un insieme di regole utilizzate per decidere quali persone della comunità queer sono le migliori. L’omonormatività impone che gli uomini dovranno essere maschili e muscolosi, mentre le donne dovranno essere snelle e femminili. Essa incoraggia chi mima la norma eterosessuale con persone queer che si sposano, adottano bambini, vanno in chiesa tutti i fine settimana, e vivono in un quartiere di periferia con una staccionata bianca (si pensi Modern Family). Nessuna di queste cose è intrinsecamente negativa, ma può esserlo quando il desiderio di questi stili di vita va a determinare la nostra preferenza in relazione a chi aiutiamo, sosteniamo con chi interagiamo.

L’omonormatività spinge a fare in modo che la priorità del movimento lgbt sia il matrimonio, quando ancora le persone trans non possono usare utilizzare i bagni in modo sicuro, quando c’è chi può ancora essere licenziato per quel che è, e per la stessa ragione può ancora essere brutalmente abusato dal sistema carcerario. L’omonormatività prova fondamentalmente a favorire il controllo su come ci sentiamo nei confronti di noi stessi, degli altri ed è la ragione per cui la comunità queer pare confondersi (in termini di invisibilità) con la comunità eterosessuale, spingendoci a vivere e agire come loro.

Purtroppo, il tema dell’omonormatività deve ancora essere preso in considerazione da altr* che non stiano in una élite, con testi, documenti, riflessioni, che richiedono troppo tempo per ottenere attenzione e spesso sono difficili da comprendere ed è difficile favorirne l’accesso alla maggior parte delle persone. Questo è un grosso problema!

Quando le informazioni di questo tipo sono inaccessibili alle masse, si lasciano intere generazioni di persone omosessuali senza stimoli, giacché finiscono per non trovare le parole per esprimere l’oppressione che si trovano a sentire/vivere. Come studente di scuola superiore, per esempio, non sapevo che ciò che mi veniva proposto/insegnato/comunicato da altre persone fosse sbagliato. Non sapevo che l’atteggiamento di chi mi faceva vergognare del mio modo di essere femminile era sbagliato. Ho pensato che avrei dovuto odiare me stesso, e così ho fatto. Per fortuna, ho avuto uno zio gay che aveva trascorso gran parte della sua vita ad esplorare il mondo accademico culturale. Era in grado di parlarmi dei traumi dovuti a questo tipo di oppressione e mi ha fornito parole come “omonormatività” e “microaggression”, che mi hanno aiutato non solo a vivere la mia realtà, ma a renderla migliore. Quello che ho imparato, più semplicemente, mi ha fornito sostegno per me stesso.

Se non avessi avuto lo zio che ho, sarei stato propenso a rispettare i valori omonormativi adattati su me stesso e su altri (affermando che non va bene per gli uomini gay essere femminili). Come comunità, dobbiamo rendere il termine omonormatività disponibile a tutt*, in modo che le persone ne possano parlare. Chi punta sulle tendenze sociali così omonormative deve sapere quanto questo sia insidioso. Si accettano le tendenze sociali e le norme imposte come fossero naturali, quando sono tutt’altro che naturali. Non esiste un modo corretto di essere gay, o bisex o trans o queer. Nel momento stesso che definiamo le imposizioni come omonormativeesse perdono forza e l’omonormatività perde potere.

Abbiamo bisogno di togliere potere all’omonormatività, perché distrugge vite, provoca lacrime, marginalizza parte della comunità, e può anche essere causa della morte di alcun* . L’omonormatività può spiegare il motivo per cui gli uomini gay maschilizzati sono spesso lasciati soli, nel peggiore dei casi, e sono tollerati e accettati nel migliore dei casi, da parte della società, mentre gli uomini omosessuali femminili (in particolare POC) sono ancora spesso attaccati quotidianamente da folle aggressive. L’omonormatività è il motivo per cui non vi è una legislazione attuale contro tutto ciò che penalizza la comunità trans, a partire da gravi accuse stereotipanti, su di loro, che l* costringeranno ad usare il bagno corrispondente al genere cui sono stat* assegnat* alla nascita (come se questa assenza di leggi non potesse causare un danno indicibile a questi individui). Questo non è liberale, non è police/culture. Questa è la vita reale.

Il cambiamento deve iniziare dal basso verso l’alto. Dobbiamo essere consapevoli di quel che diciamo e responsabili dei nostri comportamenti pubblici (delle conseguenze culturali che generano), sia nel mondo virtuale che reale. Abbiamo bisogno di ascoltare quando persone diverse da noi si esprimono, e dobbiamo imparare a vedere i nostri privilegi e regolarci di conseguenza (perché nessuno è totalmente oppress@, abbiamo tutti dei privilegi da qualche parte). Abbiamo bisogno di organizzarci per affrontare questioni che non riguardino il matrimonio gay, e combattere per i diritti delle persone altre, ovvero quelle che non corrispondono alla nostra identità. Dobbiamo lasciare che le persone queer siano persone queer e smettere di imporre modelli creati da un mondo eterosessuale che vorrebbe corrispondessimo meno a quel che siamo e più a quel che sono loro.

L’omonormatività è tutto questo e molto di più, ma è necessario capire che il suo spazio è la storia passata non il presente e neppure il futuro.

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Comments

  1. Quindi, dire omonormatività non è lo stesso di dire razzismo, cisnormatività, capacitismo, ma nel contesto specifico della comunità LGBT+?
    È per queste cose che mi sembra non abbia più senso parlare di “comunità” LGBT: quali lotte, quali esperienze possono condividere un uomo gay bianco e una donna trans nera? Io lotto per mettere fine all’oppressione, per essere accettata come sono nella mia diversità, ma non per somigliarmi agli eterosessuali e finire assimilata dal sistema capitalistico, cisnormativo, razzista e patriarcale.
    Un saluto!

  2. Eric Lauder says:

    “uomini bianchi e cis (cisgender) che giocano a fare le donne trans”
    Abbiamo lasciato a casa ogni concetto di fluidità, vero?
    Non sia mai che chi è “cis” possa vestirsi da donna trans o atteggiarsi a tale: ci vuole il patentino!
    “uomini bianchi e cis (cisgender) che giocano a fare le donne trans” è l’esatto opposto di omonormatività.
    Epic fail.

  3. Questo è un fenomeno non esclusivo dell’universo LGBT, purtroppo o per fortuna. E’ un fenomeno puramente umano

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