Sono padre e vorrei stare di più con mio figlio

Lui scrive:

Cara Eretica, sono un uomo di 45 anni e sono separato da due. E’ stata una separazione tranquilla, salvo per il fatto che la mia ex moglie è molto possessiva nei confronti di nostro figlio e non mi permette di vederlo quanto vorrei. Premetto che mi sono occupato di lui fin da piccolo; io e la mia ex abbiamo gestito la situazione conciliando con il lavoro, gli impegni, gli orari diversi; perciò non devo imparare niente sulla gestione di mio figlio. Ha quattro anni e ho il terrore che si dimentichi di me. Ho paura di perderlo se non vivo la sua quotidianità. Perché devo stargli lontano? Ho acconsentito perché restasse con sua madre, nella nostra casa, per evitargli traumi. Ho preso casa in affitto vicino a lui per non fargli cambiare scuola o per non dargli altri problemi.

Sono puntuale con gli alimenti, di mio gli compro quello che posso e non vi nascondo che tutto questo mi pesa economicamente e io spero che la salute e l’umore regga affinché io non perda il lavoro e la possibilità di fare straordinari per arrotondare. Altri non hanno la mia fortuna e la mia disponibilità, immagino, e non so davvero come facciano. Se non ti capita non ci credi, purtroppo, perciò quando ne parlo incontro incredulità, qualcuno mi dà del vittimista o mi dicono che è giusto che il bambino resti di più con la madre e che io non posso strapparglielo via. Ma io non voglio strappare via niente; voglio soltanto vederlo un po’ di più; vorrei che dormisse da me ogni tanto e non solo per una settimana di vacanze in estate come è successo l’anno scorso. Perché non posso fare dormire mio figlio da me almeno per due notti a settimana?

La mia ex sarebbe libera di fare quello che vuole. Potrebbe uscire, lavorare, fare sesso, che ne so. Possibile che non abbia bisogno di tempo per se stessa e che non abbia voglia di approfittare della mia disponibilità? E dire che conosco donne che pagherebbero per avere ex mariti come me, che continuano a curarsi dei bambini. Ma forse è questa la ragione: dato che ci sono molti padri che trascurano i figli, dopo una separazione, allora chi non lo fa viene trattato quasi come un criminale. Ne ho abbastanza di sentirmi in colpa, di dover vivere con mio figlio un rapporto mediato dalla mia ex moglie, di doverlo riportare da lei ad orari prestabiliti e ogni volta è come se mi si strappasse il cuore. Cosa pensano che siamo, noi padri o genitori, di qualunque sesso: emotivamente indifferenti?

Privi di desiderio di trascorrere tempo con i figli, di abbracciarli, di offrire loro tepore e riceverlo. Ad ogni piccola carezza che mio figlio mi fa io rinasco. Sono combattuto, mi sento in colpa. Non voglio turbarlo e mi sono stancato di pensare che per farmi voler bene devo, ogni volta, portargli un regalo o comportarmi come se nulla mi fosse dovuto, con lei che tiene stretta la sua manina fino a che lui non si lancia per abbracciarmi. E ogni volta temo che non mi abbraccerà e quando lo fa mi sento come se avessi scampato un gravissimo rischio. Sto sul filo del rasoio, in bilico a guardare il vuoto, e non capisco lei quando mi dice che ha bisogno che suo figlio le resti attaccato perché è la natura e non può essere che così.

Perciò se lei pretende quella vicinanza è naturale e non si tratta di soddisfare un suo egoistico desiderio e se invece io lo voglio vicino sarei un egoista che lo strappa via dalla madre? Non la capisco questa logica e mi piacerebbe che se ne discutesse senza pregiudizi e senza dare a nessuno l’opportunità di usare le mie parole per dare addosso a tutte le donne. Ogni caso è a se’ e io ho solo raccontato il mio che tuttavia esiste. Io ci sono. Non era questo che le femministe volevano? Non volevano forse condividere i ruoli di cura? Eccomi: io ci sono. Allora perché oggi che sono disponibile mi si ritiene una specie di nemico? Perché?

ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha scritta.

Comments

  1. Mio marito vede la bambina solo alla sera e in qualche pausa ma quando c’è quasi quasi preferirebbe più pc e tv…ci sta solo se io faccio altro (che poi si traduce in cucinare stendere pulire etc). So che la ama molto ma la “pazienza” per starci dietro, essendo anche molto piccola, non è mai abbastanza. O almeno, deve essere alle strette, e allora trova un canale comunicativo efficace e sa essere un buon padre…ma solo se costretto dalla situazione (cioè quando mi assento). A volte vorrei avere del tempo per me…non correre sempre e ritagliarmi del riposo solo quando la piccola dorme…insomma, vorrei che mio marito fosse un po’ piu presente senza essere “punzecchiato”. Questo per dire che quando ci sono di mezzo i figli dovrebbe essere tutto condiviso, sia la gestione che l’affetto, l’educazione etc. Giustissime a mio parere le tue rimostranze; mettendomi nei panni di tua moglie posso solo immaginare ci sia una qualche forma di risentimento, quasi a farti pagare qualcosa. O un disappunto come figura paterna. Ma sono solo supposizioni, grazie per aver condiviso questi pensieri!ps sono figlia di divorziati e mio padre lo vedevo quando volevo senza limiti (seppur mia madre avesse molto da obiettare sulla sua integrità – “morale” e non), mi sembra che QUESTA sia la cosa più naturale!!

  2. Capisco perfettamente la tua situazione e il tuo stato d’animo. E’ un caso simile a quello di altri padri separati, perbene, rispettosi, bendisposti; e tenuti ai margini.
    Una cosa non hai descritto : quali sono gli accordi che avete scritto nella sentenza di separazione ? Avevate definito i tempi di frequentazione ? Ci sono diritti legali che tu potresti far valere ?
    Un abbraccio fraterno.

  3. Cara Eretica,
    ho fatto un piccolo esperimento: ho postato il link a questa testimonianza, su un altro blog femminista dove è abitudine dare sempre torto ai padri separati. Chiedevo se era possibile un commento, sperabilmente benevolo, alla storia riportata qui.
    La amministratrice di quel blog ha risposto che il personaggio è frutto di immaginazione; ha riportato una tua citazione che dice : “I miei personaggi… Ne ho creati abbastanza da riempire interi blog…”. Che dire ?
    Con stima,

    • ciao Adriano,
      i personaggi sono decisamente svelati quando sono tali. in basso ad ogni post viene scritto che si tratta di un personaggio immaginario.qui https://abbattoimuri.wordpress.com/personaggi/ si trova una lista di personaggi o rubriche tenute da persone che immaginarie non sono. per il resto su questo blog come sulla pagina facebook di abbatto i muri pubblichiamo storie vere ricevute via mail, via messaggio, con tanto di verifica della fonte e di ulteriore approfondimento. spesso c’è uno scambio privato e una richiesta di semplice ascolto e altre volte succede che chi si racconta lo faccia per essere ascoltat@. capisco che a certe persone faccia comodo immaginare che l’unica versione veritiera della realtà sia la propria (come per le sex workers i cui racconti in questo blog sono ospitati) e rispetto a questo… che dire: qui continuiamo ad ascoltare tutt*, perché le persone sono tante e diverse e non si può adattare una teoria alle persone. piuttosto bisognerebbe ascoltare le persone e poi trarre da quell’ascolto motivo di rispetto per la rivendicazione dei soggetti.
      un saluto 🙂

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