Sulle donne che molestano il personal trainer

Lei scrive:

“Ciao amiche di abbatto i muri, (…) mi permetto di scrivervi (…) un pochino compiaciuta perchè vedo che state trattando già l’argomento delle molestie al femminile. Ecco la mia riflessione, vi abbraccio forte :

Io faccio la escort e ho 30 anni, cellulite e forza di gravità sono i nemici del mio business. Il mio più stretto e affidato collaboratore è il personal trainer, che mi allena quasi quotidianamente. Giovane, preparatissimo, pluri-campione di non ho capito neppure quanti sport. Educato, simpatico, intelligente e con un fisico degno del suo ruolo.

Il suo lavoro ha contribuito a cambiare in positivo la mia vita e ho sviluppato sentimenti di affetto e riconoscenza, impossibile non volergli bene è un sunny boy ed è proprio carino quando racconta ogni tanto le sue cose: so che ha la fidanzata , una ragazza che lavora nel centro, una bellezza discreta, elegante con un sorriso dolce.

Dov ‘è il problema? Io sono abituata ai bordelli, io vivo con le prostitute di tutte le etnie, dai puticlub più infimi alle camere scintillanti delle agenzie delle escort di lusso, io ho visto di tutto. Penso di vedere molta più volgarità nella palestra che nei miei soliti postacci. Il trainer è costantemente bombardato da proposte sessuali, ho visto donne in canottiera sventolare in faccia i loro seni chiedendo inutili consigli di allenamento, ho visto donne che traformavano posizioni di gag in simil kamasutra.

Io per soldi ho fatto di tutto con almeno 4000 uomini e spesso mi sono anche divertita. Ma loro mi fanno arrossire. Perchè il contesto è sbagliato. Perchè non è richiesto. Se al posto del muscoloso coach ci fosse una donna sarei intervenuta anche in maniera violenta in difesa, come sono intervenuta altre volte per difendere amiche, colleghe donne e trans, me stessa da molestie sessuali o proposte pesanti, gratuite o a pagamento.

Io percepisco il suo imbarazzo, percepisco alle volte le sue difficoltà per svincolarsi dalle provocazioni senza perdere la sua professionalità. Percepisco anche il fastidio perchè sessualizzare il suo lavoro è non rispettarlo. Non è un lavoro sessuale, è un lavoro che riguarda il fitness, muscoli ,ciccia, pesi, benessere.

Ora quanti di voi leggendo avranno pensato “che troie queste qua” , “ah che puttane” ma vi prego di chiamarle con il giusto nome: “Donne Moleste”, cafone e inopportune al pari dei loro corrispettivi maschili che pedalano all’indietro nella cyclette dei diritti e nel rispetto del genere umano. Chiamarle puttane è non rispettare il mio lavoro perchè noi lo facciamo per soldi, nei posti giusti e su richiesta. Io seguo il suo mood e ogni volta chiudiamo l’argomento con un sorrisino di desolante intesa come se nulla fosse successo, come se non fossero molestie, come se non fosse una violenza solo perchè lui è uomo, perchè è forte.”

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