Anche gli uomini possono usare la scopa (volendo)

C’è una categoria di femministe chiamate “della differenza” (sessuale) che in questi tempi bui ci insegnano quello che il femminismo dovrebbe essere. Secondo loro sesso/genere sono una cosa sola. La dicotomia entro la quale devi muoverti è quella maschio/femmina. Il tuo genere è dato per la biologia che ti caratterizza. Hai il pisellino, sei omo, hai la passerina, sei femmina. La differenza tra uomini e donne va rivendicata, perciò cominciamo con una serie di parentesi necessarie per spiegare in cosa dovrebbe consistere l’emancipazione femminile. Innanzitutto bisogna finalmente ottenere il riconoscimento tanto a lungo negato. A chi pensava che uomini e donne fossero uguali va detto che invece no. Siamo diversi. Però, volendo, le donne possono fare delle concessioni agli uomini che si mostreranno meritevoli.

La scopa

L’uso della scopa è senz’altro un privilegio femminile. Per nascita, essendo sesso=genere, abbiamo ereditato la capacità di scopare in ogni minuscolo angolo del mondo per raccattare la polvere depositata in ogni dove. Però noi siamo generose e allora vogliamo condividere con gli uomini alcune informazioni. Nel caso in cui non vi trovate accanto una donna che abbia recepito fino in fondo il senso della propria diversità potrete certamente usare la scopa con un movimento, avanti e indietro, che dovrà recuperare polvere e poi spingerla in una sola direzione. Alla fine di questa efficiente e importante operazione potrete raccogliere il tutto con un arnese moderno inventato apposta per noi donne. Si chiama paletta. Spingete con cura il cumulo di polvere nella paletta e poi dirigetevi, con quel contenuto, prontamente verso il secchio dell’immondizia. Apritelo, lasciate lì la polvere, riponete paletta e scopa nello stanzino e avete fatto. La scopa andrebbe ripulita dei ciuffi di polvere che restano attaccati ma non temete. Lo farà vostra madre quando verrà a trovarvi perché d’altro canto lei è nata per questo.

Cucinare

L’arte culinaria in questi ultimi tempi ci è stata ingiustamente scippata. Se ne sono appropriati uomini che si fanno chiamare chef e così le donne sono state relegate in posizione di sudditanza perfino in una delle attività per le quali hanno sempre mostrato un talento naturale. Il fatto è che cucinare bene conferisce un ruolo da protagoniste e gli uomini sono conosciuti in quanto malati di protagonismo al punto che, se potessero, si vestirebbero da donne per assaggiarne una fetta. Tanto per dire, e apro una parentesi, quando vedete uomini, maschi, vestiti da donna, non vi sforzate di comprenderne l’identità di genere. Sono maschi che vogliono rubare alle donne la scena. Infiltrati che non possono sopportare il fatto che solo le donne possono fare alcune cose. Cucinare è una di queste. Parliamo dell’eredità lasciata da madre in figlia, quella che ti rende una vera donna. Il sapiente uso delle spezie, la comunione di intenti che lega la madre terra alla madre cuoca. Il fatto di essere diventate ispirazione di milioni di spot televisivi, in cui le donne sono quelle che stanno in cucina, vorrà pur dire qualcosa. Il femminismo della differenza preserva quell’angolo di privilegio che le donne si sono guadagnate dimostrando nel tempo di essere quelle che in cucina ci sanno fare. Agli uomini è concesso farlo quando non c’è una donna nei dintorni, se la madre non assolve al sacro dovere di nutrire il pargolo, seppur quarantenne, o quando effettivamente serve che lui si sostituisca a lei – solo in caso di malattia grave e morte – per fare in modo che i figli non soffrano di denutrizione.

Pensare

Qui temo di dover riferire di un grave dilemma che attraversa le discussioni femministe. La donna che pensa lo fa autonomamente o ha introiettato la cultura patriarcale? Perché deve essere chiaro che la differenza sessuale vuole ribadire la bontà dei pensieri semplici delle donne. L’uomo è quello che pensa complicato. Chi sta in mezzo, confusamente, tra uomo e donna, pensa a metà o si complica inutilmente la vita. Le donne hanno l’abilità di arrivare a semplici conclusioni senza operare grandi analisi strategiche. Per esempio: la polvere è sul comò. Bisogna spolverare. Non è che le donne cominciano a chiedersi qual è l’origine di quella polvere, da dove viene, se per prevenire serve recuperare infissi migliori, o lamentarsi dell’immondizia che sta fuori, per strada, inclusa la cenere che arriva dai fumi della discarica in cui si dà fuoco all’immondizia. Quelle sono preoccupazioni da maschio. Le femmine devono semplicemente prendere un panno e spolverare. Quando vedete che una donna pensa troppo significa che probabilmente ha introiettato metodi maschili. Vedete: la differenza sessuale si basa sulla piena e scientificamente provata constatazione a proposito di una differenza innanzitutto biologica e genetica. Il corredo genetico delle donne è diverso da quello maschile. Il cervello delle donne è diverso da quello maschile e noi dobbiamo rivendicare quella differenza e fare in modo che si capisca quanto sia preziosa la nostra peculiare capacità di stare al mondo. Senza di noi che troviamo il panno che serve a spolverare come farebbero gli uomini? Rimarrebbero abbrutiti nel fango. Il mondo resterebbe sepolto da quintali di polvere. Ecco a cosa servono le donne: a togliere polvere che renderebbe grigi i colori del mondo. Pensare invece è un’attività secondaria. Le donne non ne hanno affatto bisogno. Noi donne siamo più immediate, ci viene naturale, la gestione della casa, curarci dei nostri cari, tutte cose che l’uomo non imparerà mai. L’uomo potrà anche pensare di surclassarci ma non ci riuscirà mai, ecco perché una vera femminista oggi rivendicherà il valore della differenza sessuale.

I figli

Fare i figli e prendersene cura è una cosa da donne. Gli uomini contribuiscono in minimissima parte e non hanno alcun diritto di pretendere di restare nella vita dei figli. Anzi. Noi femministe della differenza sappiamo che l’uomo da tempo vorrebbe relegarci al ruolo di semplici fattrici e invece noi vogliamo ribadire il nostro diritto a restare ancorate ai ruoli di cura, madre e moglie, volendo, perché altrimenti l’uomo ci nega il riconoscimento della nostra differenza. Alla differenza dovete dare valore, perché così si diventa vere femministe, oggi, a partire dal fatto che non si dovrà concedere all’uomo nessun suggerimento sulla maniera di diventare genitori. Per troppo tempo le donne si sono lasciate sfuggire consigli che hanno reso gli uomini dei genitori autonomi che oggi sono in grado di sostituirci e pretendono perfino di poter crescere dei figli senza una madre. Era meraviglioso il tempo in cui, per esempio, quando la madre moriva in occasione dell’ennesimo parto, l’uomo ammetteva i propri limiti e sposava un’altra donna alla quale affidare i figli. Un uomo che non ammette quel limite non è solidale con le donne. L’uomo può essere solidale solo se ci lascia a fare le madri, con la sua presenza o anche da sole, e non si permette mai e poi mai a rivendicare alcun diritto affettivo alla cura e alla vicinanza con il figlio. Le donne, oggi, devono ribadire il fatto che i figli sono sempre e solo delle madri, devono restare con le madri e il loro sacro utero dovrà essere sempre e comunque devoluto in tal senso. Ricordate: l’utero è il nostro strumento per arrivare al potere. Noi sole possiamo dare eredi ai re, i nostri primogeniti sono destinati a occupare posizioni di prestigio, certo, ma mai quanto quella che ricoprono le donne madri di principi e presidenti, governatori e giudici. Le madri, da sole, possono dirigere il mondo ovunque si voglia. Questo è un vantaggio che non dovrà giammai essere concesso agli uomini.

Per adesso mi fermo qui. La vostra Renata, ribattezzata Morena perché il nome di battesimo era troppo maschile, tornerà a spiegarvi il femminismo della differenza molto ma molto presto.

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Altre lezioni di femminismo potrete trovarle tra i capitoli della Militante Antiporno e quelle di Femministology.

 

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Comments

  1. Sig.ra Renata/Morena,
    le donne dai pensieri semplici? Ma non eravate “dolcemente complicate?”.
    Ma aspetti… il testo era di un uomo, ah ecco, ora ho capito (mi scusi tanto eh) 😀

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