L’ingenuo 55enne e la “baby squillo”

Facciamo semplice analisi della comunicazione. C’è un articolo che parla di violenza su una minorenne. Un adulto è accusato per prostituzione minorile. Il titolo parla di “sesso” e di “guai” per il 55enne. L’immagine a corredo ci dice che quel sesso sarebbe stato provocato da una sexy minorenne in posa da adescamento. Quindi cosa vi suggerisce questo? Chi tra i due è sotto processo?

Continuando a leggere l’articolo poi si parla della ragazza attribuendole una “origine albanese”, cosa indispensabile, a quanto pare, a definire il contesto dal quale una presunta bugiarda proviene. C’è lei, albanese, che va a studiare in casa del compagno: in mutande e reggiseno? In realtà no. Ma lui è nei “guai” perché, dopo aver cominciato a fare “sesso” con la minore, lei l’avrebbe denunciato per stupro. L’articolo dice che la storia poteva essere archiviata, e nulla ci informa che non sia così, ma, e c’è un ma, dato che il 55enne aveva fatto regali, o dato soldi alla ragazza, si presume, ed il condizionale in tutta questa storia è d’obbligo, per pagare servizi sessuali, parte l’accusa per prostituzione minorile. I legali dell’uomo raccontano come tutto fosse consensuale. Ma non siamo qui per condannare o assolvere nessuno. Quel che ci interessa è il fatto che la ragazza venga definita nell’articolo una “baby squillo” e che il 55enne starebbe scontando una “presunta ingenuità”.

Il diritto dice che una persona accusata di un reato è innocente fino a prova contraria. In realtà, come spesso accade, la ragazza che accusa non può contare sulla presunzione di innocenza. E’ colpevole fino a prova contraria. E anche se fosse dimostrato il contrario resta il fatto che di lei ci si ricorderà come della minorenne albanese, perciò zoccola, che ha messo nei guai l’ingenuo 55enne. E’ sempre quella gran puttanazza di Eva che tenta quell’ingenuo di Adamo, e quel peccato originale non riusciamo a scrollarcelo di dosso neanche a distanza di chissà quanti secoli, millenni, epoche. Lei, tentatrice – e badate che è la stessa cosa che si dice anche quando si parla di pedofili, ovvero quelli che pensano che hanno abusato di una bambina di 10 anni perché lei era una smorfiosa – e lui, naturalmente, l’ingenuo preso in giro.

E’ possibile che lei abbia detto il falso. E’ possibile che lo faccia lui. Quel che però non si può proprio tollerare è il tono di questo articolo che stabilisce una sentenza e rafforza stereotipi sessisti che minano fortemente la credibilità di tutte quelle donne che vogliono denunciare una violenza. Nessuna sorpresa poi per il fatto che le donne preferiscono evitare di restare “vittime” istituzionalizzate e intendono andare avanti e buttarsi tutto alle spalle. Articolo, voto – 100, immagine, voto -131.

mahmah2

 

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