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Amanda Palmer: “lavoro e allatto allo stesso tempo e ‘fanculo al resto”

Amanda Palmer risponde a un tizio che aveva commentato malamente a proposito del fatto che lei lavora e allatta allo stesso tempo. Traduzione di Antonella. Ecco cosa lei dice:

“Due tip- hanno commentato più o meno così il mio documentario su Youtube: “Ma perché deve sempre stare là ad allattare? Cioè, lo abbiamo capito, sei femminista, ok, la maggior parte di noi lo è. Ma, sinceramente, il piccolo sembra stare così scomodo e questa cosa è abbastanza priva di senso da iniziare ad essere fastidiosa”.

La mia risposta: “Sinceramente, il piccolo è ok. Si agita allo stesso modo anche quando siamo solo io e lui nel lettone. Gli do da mangiare durante questa ripresa perché avevamo tempi piuttosto risicati e lo studio era esageratamente costoso e avevamo a disposizione un numero limitatissimo di ore a disposizione con i musicisti e i tecnici ed era una roba tipo: usiamo quei quindici minuti che avremmo trascorso in altro modo per provare e girare e allattare il piccolo in un angoletto, tipo due piccioni con una fava, e facciamo tutte e due le cose e dedichiamo più tempo alla musica, no? Capisco che può sembrare strano a molt- di voi, ma la verità è che (l’allattamento) non è qualcosa che ha luogo carinamente e ordinatamente due volte al giorno per venti minuti (sto ore e ore col bimbo attaccato al seno che fa versi, si agita e si sbrodola, se dovessi allattare solo in cameretta mia non avrei tempo per fare piu’ niente). Non è che “deve avere senso”. E’ come se dicessi “perché devi starnutire durante l’intervista? Sappiamo che hai un’allergia, ma devi proprio far vedere questa cosa quando sei di fronte alla telecamera?”. Queste creature sono VORACI, credimi. Per cui, anche se sembra ci siano volte in cui è proprio fuori luogo (e scomodo per il bambino) allattare in pubblico e davanti ad una telecamera, la domanda che ho fatto a me stessa è stata QUESTA: c’è qualcosa che dovrebbe impedirmi di vivere la mia vita e allattare il bambino? No? Perfetto. Allora lo faccio. Non ho mai scritto una sceneggiatura su questo, niente che preveda una modalità attivista-manipolatoria tipo “oh si! Mi farò riprendere dalla telecamera MENTRE ALLATTO E TUTT- PENSERANNO CHE SIA UNA FIGATA!” Piuttosto è invece: wow, eccoci qua, giriamo, e il bambino piange. Gli do da mangiare? O giriamo? Aspetta: ASPETTA! POSSO FARE TUTTE E DUE LE COSE” e tutte le volte che faccio entrambe le cose, io considero questo fatto una vittoria per l’emancipazione, non importa chi stia guardando, in altre società le madri fanno le loro cose e allattano e si portano in giro il loro bambino e convivono con questo fatto e nessuno batte ciglio. Sono una mamma, sono una musicista, sto lavorando, in me ci sono moltitudini (citazione ricorrente di Amanda riferita a sé stessa, che va intesa come ‘esprimo complessità’, NdT) e penso che più saranno le donne a dire ‘andatevene all’inferno’ e a fare la loro vita senza crearsi problemi, con il bimbo appresso, più saremo felici tutt- quant-, bambini, genitori, società – la società che semplicemente dovrà fare i conti con il fatto che le mamme non dovranno preoccuparsi che tutti quanti intorno siano a loro agio: abbiamo troppo da fare per doverci preoccupare di cosa ci sta intorno, abbiamo arte da creare e un pianeta da salvare, quindi fanculo il resto :D.”

xxx

AFP

from the dept. of feeding babies while making music, to the guy who commented on my youtube documentary:

“Why does she always have to be breastfeeding? Like, we get it, you’re a feminist, and so are most of us. But, honestly, he looks so uncomfortable and it’s just so pointless it’s starting to get annoying.”

my reply:
“honestly, he’s ok. he squirms like that even when it’s just me n’ him in the bed. i fed him during this filming because we were on a pretty tight schedule, the studio was expensive as fuck, and we had a very limited number of hours in there with the musicians and the engineers. and it was like: take that fifteen minutes that we could otherwise spend rehearsing and doing takes and breastfeed the kid in a corner, or just kill two birds with one stone and do both and spend more time on music? i can understand why it might look odd to you, but the truth is, when you’re breastfeeding a kid, you spend a LOT of time with the kid on the boob. it isn’t something that just happens nicely and neatly twice a day for tenty minutes.

it’s not quite ‘pointless’. that’s like me saying ‘why did you have to sneeze during your interview? we know you have allergies, but can’t you just get over it when you’re on camera?’ these creatures are HUNGRY, man. and so, while it feels like there are times when it’s really inappropriate (and uncomfy-making for the kid) to feed him in public or on camera, my question to myself has been THIS: is there anything to stop me from doing my life and feeding the kid? no? great, then i will. i never plot and plan like some manipulative activist going ‘oh my god, yes! and then i’ll BREASTFEED ON CAMERA AND EVERYONE WILL THINK IT IS AWESOME!’ it’s more like: wow, here we are, filming, and the kid is crying. feed him? or film? ‘WAIT: I CAN DO BOTH’. and anytime i can do both, i consider it a win for liberation, no matter who’s looking. in other societies, moms just do their thing and feed the kid and carry the kid and get on with it and nobody blinks an eye. i’m a mom, i’m a musician, i’m working, i contain multitudes, and i think the more women just say To Hell With It and get on with their lives, kids in tow, the happier everyone will be – kids, parents, society. and society will just have to catch up if the moms decide not to wait around for everyone to be comfy. we’ve got too much work to do to wait around for that. we have art to make and a planet to save. fuck waiting. :D”

xxx
AFP

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Comments

  1. L’ha ribloggato su pepp8.

  2. Parole sante … ciao r

Trackbacks

  1. […] Sorgente: Amanda Palmer: “lavoro e allatto allo stesso tempo e ‘fanculo al resto” – Al di là del Buco […]

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