Perché volete strizzare le partorienti come tubetti del dentifricio?

Anni fa, quando nacque mi@ figli@, a parte il contesto essenzialmente minimale in cui fui assistita, con libertà di urlo, certo, ma con la vicinanza di persone alle quali chiedere l’epidurale era assolutamente impossibile, dopo un errore dell’ostetrica, decisa a farmi partorire senza attendere i miei tempi di dilatazione, giacché fu lei a bucare per fare venire fuori il liquido amniotico, quando arrivò il medico, assente durante la mia nottata trascorsa a ululare al vento, trovò me con la difficoltà di spingere e il dolore triplicato dal fatto che la creatura, senza liquido amniotico, era risalita nella parte alta. Era un bozzo che premeva sulle costole e per fortuna che la testa stava dal lato giusto.

Per quanto io mi sforzassi e nonostante il taglio, doloroso, che fece il medico per farmi partorire, mi@ figli@ non voleva saperne. Il punto è che più restava dentro, almeno per quello che all’epoca mi dissero, e più correva il rischio di nascere cianotic@. Ero terrorizzata all’idea che non fosse in grado di respirare. All’ennesima contrazione, senza avvisarmi di nulla, una inserviente, la quale aveva fatto, secondo il suo racconto, cinque figli in casa solo in presenza di una ostetrica, dall’alto della sua grande esperienza, si lanciò, con braccia incrociate e gomiti rivolti a me, colpendomi con forza sull’addome, per farmi “sputare” la creatura in un attimo. Effettivamente la testa di mi@ figli@ venne fuori, si attese qualche secondo, mettendol@ a testa in giù, battendogli forte sulla schiena, per farl@ respirare e quando udii il primo vagito stava già in mano alle donne che ripulirono e rivestirono il neonato, senza permettermi un primo contatto, mentre il medico mi ricuciva.

Non vi ho raccontato quel mio parto per offrire materiale splatter a chi ne gode, ma solo per raccontare tutto quello che non si dovrebbe fare in quei momenti. Il taglio è una violenza, lo è la pressione sull’addome che avrebbe potuto lesionarmi le costole e procurare un danno al bambino. L’impressione generale che ne ho ricavato è che erano interessat* a fare nascere la creatura fottendosene altamente di quanto dolore avrei potuto provare io. Nell’interesse di mi@ figli@ avrei autorizzato qualunque cosa, e, tanto per dire, avrei fatto qualunque cosa purché smettesse il dolore, ma non avevo ricevuto alcuna informazione e non sapevo come quel parto gestito in maniera casareccia avrebbe potuto influire sulla mia salute e su quella del neonato.

L’organizzazione mondiale della sanità, tempo dopo, mi diede ragione giudicando la strizzata dell’addome come pericolosa e ancora di più mi resi conto di quanto io e mi@ figli@ avessimo avuto culo a non subirne le conseguenze. Pensate perciò come io possa sentirmi, oggi, leggendo che la Binetti e la ministra Lorenzin sembrano dell’idea di appoggiare una proposta di legge che parla di sicurezza delle partorienti ma introduce l’obbligo d’uso di una strizza addome in versione cintura gonfiabile che a tutto mi fa pensare meno che alla sicurezza delle partorienti. Perché mai si sente il bisogno di far acquistare alle nostre aziende sanitarie, finanziate con denaro pubblico, questo dispositivo sanitario del quale le donne, secondo l’OMS, non hanno assolutamente bisogno? Chi vuole far tornare il parto al tempo della manovra di Kristeller? Qual è la necessità, come scrive, giustamente, Freedom for Birth — Rome Action Group, di strizzare le donne come dentifrici?

A me, che non mi sono mai sentita una martire, e non vorrei affatto mi consideraste tale, e che ho sempre detto a me stessa che la retorica sull’esaltazione del sacrificio materno, quando si parlava di donne morte “per dare la vita a un figlio”, era ed è fuffa ideologica da ventennio, diffusa alimentando una mentalità della rinuncia alla sicurezza, della priorità del figlio prima della madre, del “chi se ne fotte se la madre muore… se lo fa per creare una vita”, del “sei un’egoista” se non credi che una donna debba subordinare tutta se stessa al ruolo della beddamatresantissima, la trovata della cintura sembra un regresso enorme. E se determinasse più dolore che sicurezza? E se si rivelasse una mossa orribile contro le donne che partoriscono? Non so. Ditemi voi.

 

Comments

  1. Hai elencato tanti dei motivi per cui partoriró sicuramente in casa!!
    Col cavolo che entro nella catena di montaggio ospedaliera, dove non sarò più una persona, ma solo una cartella clinica che sporca, urla e da fastidio!!
    Esistono medici competenti e capaci, ma la maggior parte di loro sarebbero da legare e ingabbiare!!
    La maggior parte delle mie esperienze ospedaliere, sia personali che vissute da vicino, sono state negativissime!!!
    Non permetterò a nessun medico e a nessuna ostetrica incapaci di rovinarmi la salute, la vita e il parto solo perché “lo fanno tutti quindi si fa così”!!
    Tra l’episiotomia, le botte sulla pancia e i commenti spesso crudeli e insensibili, non so ancora perché tante donne partiriscano in ospedale e si sottopongano alle violenze di tizi con una laurea e zero cervello.
    Le esperienze come la tua andrebbero pubblicizzate di più, così almeno le mamme saprebbero a cosa vanno incontro!!
    Ti sono vicina.

    • ho partorito a casa e dopo undici mesi l’ho rifatto, tanto che è spassoso
      il dolore è una spia d’allarme che ti dice “concentrati” e ti insegna la strada
      non s’è mai vista nessuna morire di dolore, semmai di gioia :))

  2. L’episiotomia è una manovra necessaria per evitare le lezioni da “scoppio”, che avrebbero lacerato vagina e perineo: sono molto gravi per le complicanze future che danno, evitate dall’episiotomia. La manovra di Kristeller (ma qui son meno sicuro) andrebbe eseguita solo in caso di necessità: gli interventi ostetrici che descrivi sembrano ipotizzare la cosa, in effetti, anche se la tendenza attuale è eseguire un parto cesareo alla minima presentazione anomala del nascituro, per evitare sequele per la madre e il neonato. Non ci hai detto quanto é durato il travaglio. Rimane vergognosa l’assenza della epidurale, oltre al fatto che nessuno ti avesse spiegato prima a cosa potevi andare incontro: per questo son molto dispiaciuto.

    • più o meno 18 ore di travaglio. iniziate nel primo pomeriggio e finite il mattino dopo. il taglio non sarebbe stato necessario se l’ostetrica non avesse forato a mano per fare uscire le acque. la mia dilatazione fino a quel momento, per quanto con contrazioni molto dolorose, da quel che ho capito, andava bene. il medico, per questa storia, fece un “appunto” (piccolo) all’ostetrica. irreperibile nella notte, senza nessuna sostituzione, si trovò a gestire una situazione iniziata male, lo so, ma resta tutto comunque orrendo. la manovra fu ancora conseguenza di un parto gestito con la massima improvvisazione. niente epidurale e nessuna informazione. nessun parente o amic@ in sala parto. indifferenza totale. come io non esistessi. e tieni conto che ero poco più che adolescente.

    • L’episiotomia (altrimenti detta “aiutino” “taglietto”) non andrebbe però svolta di routine come spesso accade e senza nemmeno informare e chiedere il consenso della diretta interessata.

      “Restrictive use of episiotomy in uncomplicated vaginal births, as compared with routine episiotomy, is associated with reduced risk of posterior perineal trauma and need for suturing perineal trauma. There is no difference in risk of severe vaginal or perineal trauma, pain, dyspareunia or urinary incontinence. ” (Oms)

    • l’episiotomia non è una manovra necessaria se non i pochissimi casi e per motivi clinici ben precisi. Purtroppo, invece “il taglietto” viene praticato ala maggior parte delle donne e molto spesso senza avere il loro consenso. Questa è una forma di violenza sulle donne, si chiama Violenza Ostetrica. Per chi vuole approfondire suggerisco il breve video (4 minuti) realizzato da Elis Viettone https://www.youtube.com/watch?v=ugCxLEqgdR8

    • Necessarie? galera a chi pratica l’episiotomia contro il dissenso della donna…me ne frego di cosa si evita…senza brutte facce di medici e libere di muoversi e urlare forse tutto, a volte, va meglio…via le mani…

  3. La mia esperienza di travaglio non è stata esattamente delle migliori perché, rotte le acque in anticipo sul termine, ho dovuto restare tutto il tempo attaccata a flebo e monitoraggio in posizione molto scomoda. Credo che costringere tutte le partorienti all`uso della cintura con inevitabili conseguenze sulla libertà di movimento non sia la scelta migliore. Ora molti ospedali permettono travagli più liberi, in acqua, con la palla…molto meglio. Ah, alla fine il mio e` stato un bel parto, niente episiotomia, pelle a pelle con bambino per un paio d`ore prima del bagnetto…esistono ospedali “umani”

  4. L’episiotomia altro non é che un taglio artificiale creato apposta per sostituire un taglio naturale.
    La lacerazione dei tessuti é purtroppo una cosa che capita durante il parto, ma molti medici competenti convengono con il fatto che una lacerazione naturale guarisca molto più in fretta e con minori conseguenze rispetto ad una lacerazione artificiale, che spesso lesiona i tessuti e il perineo molto più di quanto farebbe una lacerazione naturale.
    Le conseguenze delle lacerazioni naturali di solito si risolvono nel giro di poche settimane.
    Invece, purtroppo, in giro é pieno di donne che soffrono di incontinenza, che non possono più avere rapporti sessuali e, addirittura, con la vagina a volte permanentemente sfigurata, a causa dell’episiotomia che no, non é un taglietto, é una violenza vera e propria, poco meno grave dell’infibulazione in altri paesi.
    Ai medici conviene praticarla perché ricucire un taglio causato da una lametta é più facile e veloce che ricucire un tessuto che si é lacerato naturalmente.
    Come dicevo, gli ospedali sono catene di montaggio e alla maggior parte delle persone che ci stanno dentro importa poco della qualità della tua vita una volta che uscirai da lì, l’importante per loro é che lì dentro tu dia meno fastidio possibile!!
    Sarebbe bello se si parlasse di più di questo argomento, con l’esperienza di donne che hanno vissuto questo abuso sulla propria pelle. Forse così tante partorienti saprebbero almeno a cosa vanno incontro e come affrontarlo.

  5. il problema è la sutura…se la lacerazione è profonda suturare diventa difficile e doloroso…se l’episio viene fatta in modo corretto…essendo un taglio netto è più facile da suturare e guarisce prima…..

    • Ma su quali evidenze mediche ti stai i ventando che la sutura di una lacerazione è più dolorosa di una sutura di episio …… Ma per piacere prima di dire queste cavolate i formatevi meglio …. L’evidenza medica dichiara da più di 20 anni che l’episiotomia è una vera e propria violenza sulla donna e che solo nel 2% dei casi di parto si dovrebbe avere la necessità e non perchè non. Si laceri , ma perchè siamo di fronte ad un bambino con un battito a 100 che perdura per più di un minuto ed abbiamo la testa incoronata … Quindi episio e alla spunta successiva deve nascere .. Altrimenti si può incorrere in denuncia da parte della donna per mutilazione vaginale e ne avrebbe tutte le ragioni ! Le lacerazioni spontanee riguardano mucosa e pelle non muscolo se la sutura viene eseguita da ostetrica che sappia fare bene il suo mestiere non da nessun fastidio si sutura con anestesia locale fatta bene e dopk 3/4 gg la donna non avverte più nulla…….

      • le donne che siano sovrane del proprio corpo non hanno bisogno nemmeno di essere ricucite…le freebirther sanno rimarginare anche lacerazioni di terzo grado…rifiuto categoricamente anche qualsiasi ostetrica a domicilio, nessun pubblico ufficiale al mio parto a costo di morire o perdere il bambino. Matta? Sovrana del mio corpo.

        • Sono d’accordo con te!! Troooa medicalizzazione é controproducente e le conseguenze noi donne le scontiamo per mesi se non per anni…solo perché hanno fretta e vogliono fare le cose a modo loro…
          Se potrò farlo, non glielo permetterò mai!!

  6. devo dire che, circa 25 anni fa, sono nata anch’io così, con questa bella “spinta” dell’ostetrica sul pancione di mia mamma, con tutte le conseguenze del caso. Da quanto mi ha raccontato è stato dolorosissimo e so bene che siamo state entrambe fortunate a scamparla senza troppi problemi (tralasciando l’enorme livido sulla pancia di mia madre e i dolori annessi). E’ una manovra assurda a mio parare e tremo al solo pensiero di questa cintura, se/quando avrò dei figli voglio poter partorire in libertà e non con mille costrizioni e sofferenze.

  7. Credo vi sfugga l’ironia del fatto che parlate dell’episiotomia come le detrattrici dell’epidurale parlano di quella. Stessi toni e stessi argomenti anche se ribaltati.
    Aggiungo che trovo molto pericoloso un mondo in cui ciascuno si sente in grado di esprimere pareri e giudizi medici, nella maggior parte dei casi senza averne le competenze e per aver “cercato su google”. Un po’ come il penoso capitolo sulle vaccinazioni per intenderci.

    • Io personalmente parlo sulla base delle conoscenze che mi sono state trasmesse da medici veri e sulla base delle esperienze di molte partirienti di cui, in modi diversi, ho potuto conoscerne le (traumatiche) esperienze.
      Poi vorrei farti notare che l’epidurale é una scelta, e che io possa o meno condividerla é irrilevante per qualunque altra donna. Non punterei mai il dito contro una donna che vuole partorire in modo diverso da me.
      L’episiotomia, invece, é una violenza a tutti gli effetti, perché non solo la maggior parte delle donne non sanno nemmeno cosa sia (e arrivano al parto del tutto impreparate e incapaci di difendersi e di poter scegliere per loro stesse), ma soorattutto, una volta che sei lì sei impossibilitata a dire la tua sull’argomento…e se ti vogliono tagliare ti tagliano e basta.
      É vero che prima del parto tu puoi compilare un modulo e inserire all’interno che non vuoi che ti sia applicata l’episiotomia, ma in casi di necessità (chissà poi quanto é reale questa necessità) i medici hanno comunque l’ultima parola sull’argomento. Poi una volta che ti hanno tagliata uguale (spesso rovinandoti) che fai? Denunci? Intanto là sotto sei sfigurata…
      Io penso che se una donna vuole farsi fare l’episiotomia abbia il diritto di potersi sottoporre a tale pratica. Io incece non voglio, così come tante altre donne, che però sono state completamente ignorate e violate.
      Scusa se non voglio che succeda anche a me e ad altre donne!!

  8. Con tutte quelle @ sembra che lei abbia partorito una e-mail.

  9. Andrea Albertacci says:

    Mi dispiace molto per quello che hai patito, ma sono contento che alla fine tutto sia andato per il meglio per te e tua figlia. Purtroppo la qualità del personale medico negli anni è peggiorata (come è peggiorata in generale la professionalità di qualunque lavoratore in ogni campo in questo Paese. Ci saranno sicuramente mille ragioni, ma quando si tratta di sanità la preoccupazione e lo sdegno è maggiore.
    Saluti

Trackbacks

  1. […] poco ho appreso che quella che ho subito tempo fa in sala parto ha il nome di violenza ostetrica. L’ho appreso grazie al lavoro […]

  2. […] poco ho appreso che quella che ho subito tempo fa in sala parto ha il nome di violenza ostetrica. L’ho appreso grazie al lavoro […]

  3. […] poco ho appreso che quella che ho subito tempo fa in sala parto ha il nome di violenza ostetrica. L’ho appreso grazie al lavoro […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: