Dopo #OttoMarzo: sul web c’è una “svergognata” da lapidare

Gli strascichi dell’otto marzo purtroppo si fanno ancora sentire. Il vento insultante, misogino e moralista, di chi impone un comportamento “decoroso”, quasi in lutto, da parte delle donne che celebrano la giornata, continua ancora adesso grazie ad un pretesto usato da chi fa la divisione tra le donne perbene e quelle per male. Una donna per male, secondo i commentatori e tante, troppe, commentatrici, sarebbe quella raffigurata nella foto in basso, pubblicata sulla pagina di una discoteca milanese dopo l’evento dedicato alle donne. Non so se la ragazza sappia di essere stata fotografata, né se sia a conoscenza del fango che le sta piovendo addosso. Voglio sperare che la questione non diventi una “notizia” al punto da scatenare i paparazzi a scoprire e rendere pubblica la sua identità. Per la ragazza, che è diventata rappresentativa del peggio che esiste al mondo, è diventata comunque una gogna. Le offese piovono da ogni parte. Il carico di troia, puttana, zoccola, cagna, eccetera, arriva da uomini e da donne che tengono molto a distinguersi e a definirsi quali bravissime mogli, madri, sante donne.

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Ancora troviamo lo stesso atteggiamento normativo di sempre e ci ritroviamo a dover commentare il linguaggio disgustoso e vomitevole usato da chi ne approfitta per sfogare tutta la propria misoginia. Da parte mia mando tutta la solidarietà a questa ragazza e a tutte quelle che stanno ricevendo insulti o che vengono indirettamente rimproverate e ricondotte all’ovile da una cultura reazionaria che prende il sopravvento. Perfidi anche i commenti di certe donne che pensano che il “vero” otto marzo andrebbe trascorso in santità a guardare Suffraggette, invece che, non giriamoci attorno, a fare le troie. Personalmente ho già guadagnato la mia tacca militante quando ho visto il film in lingua originale. Ho pure partorito una recensione che immagino non sarà gradita a chi ha visto il film con una lacrimuccia per autocelebrarsi senza l’ombra di una visione critica su quel che sono diventate oggi. Perché se oggi sono diventate donne che insultano altre donne, nascondendosi dietro il femminismo, direi che le suffraggette, fossero ancora vive, bestemmierebbero di brutto. Poi ci sono altre donne che fanno la graduatoria della santità e stabiliscono come e quando dovrai sentirti “Donna”. Chissà che delusione quando qualcuna le dirà che della donnità, in tempi decisamente queer, se ne frega.

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Non mi interessa neppure fare ipotesi “difensive” su quel che la ragazza stesse facendo esattamente. Fosse stato un ballo o un pubblico cunnilingus saranno stati cazzi suoi. Mi interessa invece chiedere alle altre, e agli altri, quelli che sono pronti a sputare sentenze: ma sul serio non vi piace un cunnilingus? E voi, etero/machi, davvero non avete mai fatto un cunnilingus? Cosa vi disturba di più? Il fatto che lui sia nero? Che sia muscoloso? Che possa sollevare una donna al punto da farla volteggiare come gli pare? Sarà che le prime feste di addio al nubilato, con gli spogliarellisti travestiti da qualunque cosa, le ho viste negli anni ottanta a Londra. Sarà che ho imparato a rispettare quello che le donne fanno senza giudicarle mai. Sarà che poi mi trovo in una nazione dove molte persone dicono di sentirsi tanto più progrediti di quegli strani tipi islamisti. Saranno tante cose ma, ditemi, sul serio poi avete il coraggio di non vedere quanto sia sessista la nostra, occidentalissima, eteronormativa, cultura?

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L’otto marzo secondo misogini e sessiste

Comments

  1. Che noia….

  2. I commenti a quella foto sono nauseanti. Chissà che cosa stava succedendo in quel momento. Mi dispiace tantissimo per questa ragazza. Sta subendo una violenza on line smisurata. Mi fa paura vedere che tra i commenti che la giudicano vomitandole addosso di tutto ci sono persone che conosco.

  3. Sai la verità qual è? Che questa umanità è piena zeppa di gente che la libertà non la comprende e non la merita e inconsciamente neanche la vuole. Si insulta semplicemente perché proprio non ci arrivano ad immaginare un mondo diverso da quello che è il proprio limite.

  4. Quanta invidia più o meno inconscia in quei commenti.

  5. Vero, molta invidia maschile e molta stupidita’. Accanto a una buona dose di italica ignoranza.
    Ma si sa che ormai ogni cretino ha un account FB e una connessione…
    penso che sia stata una serata molto particolare di quell’ambiente tipico delle disco, forse non aveva molto a che fare con l’8 marzo (sicuramente un pretesto o poco più), ma è notorio che nel resto d’Europa esistono locali di questo genere dove le donne si divertono…a modo loro ! Oh non è morto nessuno !
    Nessuno si è fatto male, vedo qualche foto e molti visi sorridenti…perchè una donna che si diverte va epitetata come “t” ?
    Mi sa che quei signorini che si accapigliano nei commenti vanno sempre “a pagamento”.
    sembrano esperti ehehe 🙂
    Penso che le donne (o almeno quelle che scelgono di divertirsi così) ne escono bene tutto sommato,
    pietosi i commenti di questi finti moralisti. Bisognerebbe vedere le vite private dei bellimbusti … 😉

  6. Non siamo più liberi di fare, giusto o sbagliato che sia, che c’è qualche obiettivo pronto ad immortalare e postare su fb. Ognuno è libero di fare, ma nel rispetto di chi ha intorno. Dovremmo riflettere sui contenuti che pubblichiamo e postiamo, questa smisurata ricerca dei 5 minuti di gloria come cronisti del nulla, non è bella, usiamo i nostri obiettivi per denunciare le in regolarità.

  7. Ho visto riportato il post originale su fb, al di la che ritengo siano di cattivo gusto certi atteggiamenti, ma ancora peggio reputo i commenti, non sono bigotta, ma non amo gli spogliarelli, credo di avere le capacità per convincere un uomo a spogliarsi per me senza doverlo pagare, e sopratutto evito di trovarmi in situazioni di cui po potrei pentirmi in futuro (lavoro con la gente quindi certe cose le vivo in posti più intimi, per evitare gogne pubbliche) tuttavia ritengo ancora più avvilente attribuire certi epiteti dimostrano la bassezza di chi li scrive… ma in tutto questo non ho sentito nessun commento rivolto a chi ha postato la foto, credo che i gestori della discoteca avrebbero dovuto selezionare meglio le foto che rappresentano il loro locale (oltretutto da quel che ho capito la foto è stata tagliata nella parte bassa per togliere il logo del locale) che poi…non è neppure una bella inquadratura…

    • i problemi sono molteplici. Indubbiamente la ragazza ritratta in quel gesto non aveva alcuna intenzione di essere fotografata e la sua attenzione era concentrata su altro ; inoltre, i gestori delle discoteche hanno un bruttissimo vizio ed è quello di fotografare ogni persona che faccia parte della serata. Prescindendo dal consenso; quindi nelle foto vediamo donne di varie età, ad inizio serata,che del tutto in buona fede si sono fatte fotografare ovviamente non sospettando che le foto sarebbe finite sul profilo face del locale “F” addirittura in modalità pubblica (con i TAG per parecchie ragazze che hanno partecipato alla serata, magari inseriti dalle dirette interessate come spesso accade). Automaticamente questa foto che vediamo su questo blog ma anche da altre parti denota in modo caratteristica una serata , virata sull’erotico, che sarà stata di puro divertimento (per chi sceglie quel tipo di divertimento e sono fatti suoi come abbiamo già detto), ma questo non autorizza nessuno ad insultare le donne e tantomeno ad associare ogni singola partecipante alla serata a quello specifico episodio (che tanto ha creato scandalo, poi vi è da vedere chi realmente si è scandalizzato e che vita conduce).

  8. ma che c entrano i maschi?? la foto mi sembra che stata fatta da una donna??

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  2. […] guardie, ronde, uomini armati, ma con un cambiamento culturale che deve riguardare tutti quanti, incluse le donne che dicono ad altre che dovrebbero comportarsi diversamente perché altrimenti sono solo delle […]

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