Il desiderio e la paura di avere dei figli

Lei scrive:

Cara Eretica, da quando ti seguo, da quando, ogni giorno, mi sento felice per il magnifico lavoro che fai, mi trovo sempre con tante cose da dire, ma da dire qui, da dire a te, a persone che riescano a capirmi fino in fondo. Sono prolissa, infinitamente innamorata delle parole, quindi spero perdonerai la lunghezza eccessiva dell’ennesima cosa che mi sento di raccontare e condividere.

Da che io ricordi, ho sempre voluto dei figli. E, fino a poco tempo fa, non mi ponevo nemmeno il problema: ne avrei avuti tre, due maschi e una femmina, si sarebbero chiamati così e cosà. Sarei stata una mamma scrittrice, impegnata ma amorevole, avrei avuto accanto un uomo pronto a comprendere i miei bisogni di rintanarmi nel mio mondo di fantasia.

Ad oggi (anche se sono giovane, anche se non si parlerà di avere realmente un figlio per ancora qualche anno) la prospettiva di diventare madre mi terrorizza. Non perché io non voglia diventarlo, un giorno (anzi, quando vedo un bambino, quando gioco con i miei quasi-nipotini mi verrebbe da farne uno immediatamente), ma perché ho paura di annullarmi, dando alla luce un’altra vita.

Il mio ragazzo non capisce, e non perché non voglia capire, semplicemente perché diventare madre e diventare padre sono due cose diverse. Per quanto un padre ami i propri figli, non è stato lui a dover sacrificare per nove mesi il proprio corpo per metterli al mondo. E’ una di quelle cose che, se non hai un utero, non puoi davvero comprendere fino in fondo.
(Ah, sia chiaro che non sto dicendo che un padre ami meno i propri figli rispetto ad una madre o che, per questo, una donna debba occuparsi di casa e figli senza fare altro nella vita).

Non capisce cosa io intenda quando dico che non voglio annullarmi in nome dei miei (futuri) figli. Non capisce quando io sono spaventata all’idea di poter diventare, un giorno, per lui, solo la madre dei figli e non più la donna che ha amato e desiderato. Ho paura che il mio corpo cambi così tanto da cambiare anche la percezione che ho io di me stessa. Ho paura che la mia vita venga stravolta. Sarò egoista, sarò una stronza, molti mi diranno che cambierà tutto quando avrò davvero un figlio ma ora è quello che sento: non voglio dover sacrificare tutto, a partire dal mio fisico (che ora non è un granché, figuriamoci dopo una gravidanza), il mio seno, quel poco di autostima che sto guadagnando per mettere la mondo un figlio.

Capisco che possano sembrare cose estremamente superficiali, ma io ho paura. Ho paura perché voglio diventare madre, ma ci sono momenti in cui, invece, è l’ultima cosa che desidererei.
Ho paura e la persona che mi trovo accanto non riesce a capire, mi chiede “perché pensi che ti annullerai, mettendo al mondo un figlio?”. E posso fargliene una colpa? Le cose, finché non le vivi in prima persona, fai fatica a comprenderle, e lui non vivrà mai in prima persona il terrore (e, certo, anche la magia) di una gravidanza. Non vedrà il suo corpo mutare così tanto da non riconoscersi più, non dovrà sacrificare quel corpo in nome di un figlio, non dovrà avere mai paura che io lo veda solo come padre e non più come uomo.

Ma io ho paura e, anche se sono estremamente giovane, non riesco a non averne.
Tengo al fatto che altre ragazze, altre donne come me, possano leggere queste parole, ritrovarsi in esse, consigliarmi, parlarne con me e tra di loro, trovare una via di fuga, un modo per far passare la paura.
Grazie, cara Eretica, perché sei tu che lo rendi possibile. Ti sono molto grata per aver voluto leggere e condividere quella che è diventata una storia con tante (troppe) parole.
Grazie.
S

Comments

  1. Avevo le tue stesse paure quando mi ritrovai con un test positivo in mano. Sì, potevo pensarci prima, potevo abortire, potevo lasciare il mio ex molto prima di concepire, usare un metodo contraccettivo, ecc.. non l ho fatto e sono stata superficiale. Avevo deciso di proteggermi e di usare pillola e preservativi ma ero già incinta. Troppo tardi. Non ho abortito perché credevo che me ne sarei pentita..mi sono detta:non conosco nessuna che si ė pentita di aver fatto nascere un figlio..ho sempre sentito che questa è la gioia più grande..abortire significava affrontare un altro lutto.e questa volta sarebbe stata tutta colpa mia! Non del mio ex, sarei stata io a firmare il consenso per l intervento. Non avevo la forza di guardare un altra volta la morte negli occhi. Ho portato la gravidanza avanti e la felicità non arrivava. Aspettavo il parto, magari sarebbe cambiato tutto e invece ho sperato che uno di noi due morisse. È andato tutto bene ma non ho provato gioia..mai. voglio bene a mio figlio perché è mio figlio, sarà il senso di colpa o l istinto materno? Non lo so. In effetti ho perso il mio corpo, la mia femminilità, alcuni amici e il padre di mio figlio. Ma soprattutto ho perso la mia identità: interpreto il ruolo di madre che non mi appartiene e non sono più la donna che ero e che mi manca terribilmente. Mi sono sentita sbagliata perché ero l unica a sentirmi così. Tutti erano felici per il nuovo arrivato e io no. Non sono riuscita ad odiarlo e ora odio me stessa..perché me la sono cercata. Il mio (ora ex) compagno sembrava accecato dall amore per il figlio e non riusciva ad ascoltarmi..con lui mi sentivo libera di parlare di quello che provavo perché avevamo le stesse colpe, lui non poteva dirmi che “potevo pensarci prima”, ma sembrava non capire. L ho lasciato prima che mi picchiasse e per questo nessuno mi tutela..solo le vittime di abusi sono “aiutate”.Quando ho scoperto questa pagina mi sono odiata un po meno perché qui ci sono persone come me. Se avessi postato questo commento su Facebook sicuramente sarei stata giudicata non degna di mio figlio o qualcosa del genere, e mi avrebbe fatto male..perché si, ho perso anche l autostima e il giudizio degli altri mi schiaccia.
    Io ti ringrazio perché mi hai dato il coraggio di parlare, anche se in forma anonima. Ti ho detto tutto questo perché voglio darti una versione dei fatti diversa da quella che si trova sui siti per mamme. Uno strumento in più per scegliere. Non voglio spingerti a non avere figli, ma a farli se e quando ti sentirai pronta davvero perché non potrai tornare indietro. Credo che chi desidera un figlio deve sapere quello che comporta questa scelta, per non avere brutte sorprese dopo

  2. Ciao, io al contrario di te non ho mai desiderato diventare madre. I bambini non mi sono mai piaciuti. E invece, con leggerezza che a 35 anni non dovresti più avere, sono rimasta incinta e “ho messo su famiglia”. La gravidanza è stata difficile, il parto mi faceva una paura tremenda. E quando la bimba è nata ero terrorizzata dal fatto che non potevo più tornare indietro, temevo le dimissioni dall’ospedale perché sarei dovuta tornare a casa con lei e non sapevo cosa fare. Oltre alla paura di far girare tutta la mia vita intorno a lei. Queste le premesse. Ora, a tre anni di distanza, posso dirti che il mio corpo non è mai stato bello come dopo la gravidanza. Niente si è sfasciato, anzi, il mio seno (abbondante) è ancora bello alto e la mia pelle liscia. Diciamo poi che la gravidanza è una bella giustificazione per i chiletti in più e la pancia morbida (che c’erano anche prima!!!). Ho imparato a interagire con mia figlia, ad accoglierne i bisogni, non sempre è stato facile e anche oggi i dubbi ci sono. Ci stiamo conoscendo a vicenda, perché questo è il percorso di crescita, suo e mio. Ho sempre pensato che lei fosse un essere completamente altro da me e che io dovessi capire com’è fatta, invece di proiettarle addosso interpretazioni e aspettative. E che allo stesso modo lei dovesse conoscere me. E questo accade. So che sono una mamma alla mia maniera. So che non sono perfetta, nel senso che non posso corrispondere ad ogni suo bisogno, allo stesso tempo so che non sono tanto male, che ho molte cose in cui credo da insegnare e tramandare. E so che ho bisogno di qualche spazio di decompressione. Alla soglia dei 40 anni la carriera non mi interessa più. Ho un lavoro che mi piace ma non ho il carattere per ottenere ruoli di responsabilità e me ne sono fatta una ragione. Non ho dovuto rinunciare a niente per diventare madre. Per quanto riguarda il mio compagno, papà della bimba, mi trovo spesso a dover rafforzare il suo ruolo incentivando la relazione genitoriale. A volte mi pesa. Ma è un compromesso che posso accettare dal momento che è presente e attivo. Questa è la mia esperienza, spero possa darti qualche spunto di riflessione.

  3. Premessa: aspetto un bambino e manca davvero poco alla sua nascita.
    Anche io avevo molto paura prima di rimanere incinta e anche quando ho scoperto di esserlo mi sentivo frastornata e fuori luogo, perché vedevo le altre ragazze nella mia stessa situazione super entusiaste ed io, invece, avevo più timori e remore che altro. Non ti dirò che l'”istinto materno” mi è scoppiato all’improvviso, perché così non è, e anzi credo che quest’istinto sia solo un’invenzione. Sono felice di essere incinta e non vedo l’ora di vedere il mio bambino, ma non urlo al mondo che aspettare un bambino sia una esperienza stupenda e da provare, la sto vivendo serenamente e basta, è la mia esperienza e penso che chi non se la sente non debba farla. Per il resto, certo il mio corpo è cambiato, ma se ne n ti lasci andare fin da subito, se usi un buon olio e se non ti impigrisci non ti trasformi più di tanto (non sono mai stata una silhouette e, ancora oggi a 31 anni, a volte fatico ad accettarmi). Il rapporto con mio marito non si è incrinato e mi desidera come prima. Non credo di volermi annullare per mio figlio e spero di riuscirci, quanto prima tornerò al lavoro e alle mie attività. Bisogna affrontare ogni cosa in modo equilibrato, anche se a volte è difficile.
    Io penso che ognuno debba fare ciò che vuole, avere bambini, non averne, senza farsi influenzare da quello che dicono e vorrebbero gli altri. Se vogliamo davvero una cosa i timori e le paure si superano, l’importante è vivere tutto serenamente e magari anche affrontare le cose al momento giusto senza farsi troppe pippe mentali prima. Un abbraccio.

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