#UK – Jeremy Corbyn: “Sono a favore della decriminalizzazione del lavoro sessuale”

Il leader laburista Jeremy Corbyn, candidato al ruolo di primo ministro del Regno Unito, ha tenuto ieri un dibattito aperto per gli studenti e le studentesse di Goldsmiths, Università di Londra. Durante l’incontro, Corbyn ha espresso il proprio sostegno per la decriminalizzazione del sex work, in linea con la politica suggerita da Amnesty International nel luglio 2015. La dichiarazione del leader laburista è venuta a seguito di una domanda da parte di un membro della Goldsmiths Sex Work Solidarity Society (SWSS), l’unica associazione studentesca per i diritti dei/lle sex workers del Regno Unito, recentemente fondata da Laura Renvoize e Alice Garwood. Quella di ieri è la prima presa di posizione esplicita di Corbyn in materia di lavoro sessuale a seguito della sua elezione a capo del Partito Laburista britannico.

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Segue un articolo pubblicato oggi sul Guardian. Originale QUI. Traduzione di Gabriele.

Jeremy Corbyn: “Sono a favore della decriminalizzazione del lavoro sessuale.”

Jeremy Corbyn si è detto a favore della decriminalizzazione della prostituzione. Il leader del Partito Laburista britannico ha reso chiara la propria posizione durante un dibattito con gli studenti di Goldsmiths, Università di Londra, in occasione della campagna per le elezioni governative di maggio.

Si pensa che Corbyn sostenga la decriminalizzazione del lavoro sessuale da tempo; tuttavia, questa è stata la prima conferma pubblica delle posizioni del candidato in materia di sex work a seguito della sua elezione a segretario di partito.

Durante l’incontro gli è stato chiesto se il sex work andasse decriminalizzato, e Corbyn ha così risposto: “Sono a favore della decriminalizzazione del lavoro sessuale. Non voglio che le persone siano sottoposte a criminalizzazione. Voglio vivere in una società in cui nessuno possa sottoporre la gente a criminalizzazione automatica. Possiamo agire in un modo differente e più civile.”

Un portavoce di Corbyn non dovrebbe ricamare sulle dichiarazioni, ma si intende che siano più opinioni personali del leader che politiche uniformi di partito.

Il tema della legge sulla prostituzione è controverso. Sull’adeguatezza di legislazioni più ferree o rilassate per la protezione delle sex workers ci sono molte divisioni tra partiti, associazioni di volontari e movimenti per i diritti delle donne.

La prospettiva di Corbyn appare allineata a quella di Amnesty International, la cui richiesta di “decriminalizzazione completa di tutti gli aspetti del lavoro sessuale volontario” provocò reazioni contrastanti l’anno passato (luglio 2015).

Al contrario, i venti dell’UE sembrano muovere in direzione opposta: nel 2014 il Parlamento Europeo approvò un documento non vincolante a sostegno della criminalizzazione dell’acquisto di sesso, facendo pressione sugli Stati membri affinché rivalutassero le proprie politiche.

Questo quadro legale è noto come Modello Nordico (dalla sua adozione in Svezia) e contro esso si schiera la maggior parte dei gruppi attivi in materia di commercio sessuale, i quali affermano che la criminalizzazione dell’acquisto di sesso costringerebbe le lavoratrici a lavorare in situazioni illegali, esponendoli ad ancora maggiori pericoli.

Sempre nel 2014, l’Irlanda del Nord è diventata il primo territorio del Regno Unito a imporre un bando sui pagamenti per servizi sessuali.

Nel resto del Paese la vendita di sesso non è illegale, benché lo siano certi tipi di attività, come adescamento, attività su strada, gestione di bordello.

Un certo numero di parlamentari laburisti spingono per l’adozione di un atteggiamento simile: spostare il carico di criminalizzazione dalla vendita all’acquisto del sesso.

La parlamentare Fiona MacTaggart tentò di proporre un emendamento per la criminalizzazione dell’acquisto di servizi sessuali negli atti del documento sulla schiavitù moderna (2014). Tuttavia, il Partito Laburista si è improvvisamente opposto all’iniziativa, suggerendo invece, grazie alla voce del segretario-ombra degli interni Yvette Cooper, “una revisione dei rapporti tra prostituzione, tratta e sfruttamento sessuale.”

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