Annunci

Come butta a Eterolandia? Una ballata cripto/omofoba

12687801_10153970384799525_6773700020502052969_n

Lei scrive:

Sono etero, ma ho un amico gay e un’altra amica lesbica.
Mi dicono che loro non possono fruire dei diritti che a me sono garantiti per nascita. Per attribuzione biologica, come se avessi un credito da incassare nel caso in cui la mia linea prosegua dritta senza perdermi, mai.

In quanto etero non sono stata presa in giro da bambina. Nessuno mi ha sfottuto per il mio orientamento sessuale. Non sono stata guardata male. I miei genitori non mi hanno cacciata via di casa. Nessuno mi ha detto che meglio morta che omosessuale.
Crescendo ho avuto la mia buona dose di fidanzati e ognuno di loro mi diceva che non c’era alcun dubbio: non erano froci e io ero lì come buco il cui contorno avrebbe dovuto confermare la loro virilità. Ho avuto partner che interpretavano insistentemente il ruolo di machi perfettamente integrati in una società di omofobi. Il culo non l’avrebbero mai dato, e non si sarebbero mai posti il dubbio, quel dubbio, a proposito del fatto che essere gay non significava essere necessariamente femminielli e passivamente in attesa di prenderlo in quel posto.

Sono cresciuta tra gente terrorizzata dalla sodomia al maschio, ma il maschio aveva bisogno di provare a se stesso di essere uomo prendendo tutti i miei buchi, ano incluso, senza saper confessare che in fondo la cosa della penetrazione anale li eccitava di per se a prescindere dall’appartenenza di quel culo.
Sono cresciuta consapevole del fatto che la società ti rispetta in quanto figlia di tuo padre e di tua madre e che non importa quanto fossero davvero in grado di fare i genitori perché la mia famiglia veniva definita, a prescindere da tutto, “tradizionale” e dunque giusta, sana, moralmente accettabile.

Non ho mai dovuto difendermi da stronzi che a un mio rifiuto reagivano dandomi della lesbica come fosse un insulto. Non ho mai dovuto subire le battute idiote di chi diceva che evidentemente non avevo trovato il cazzo giusto. Mai mi sono sentita dire che se avessi provato le gioie del sesso con un uomo non sarei mai stata lesbica. Mai mi sono sentita dire che una donna è lesbica perché brutta, non scopabile, secondo il metro del maschio etero.

Nessuno mi ha mai dato della malata. Nessuno mi ha detto che non avrei dovuto avere un figlio, sebbene io fossi madre, single, o “ragazza madre”, come si suol dire. Cosa che per altri era una sfortuna, una disgrazia, ma che io ho vissuto bene. Molto bene.
Nessuno mi ha mai detto che per fare un figlio dovevo essere sposata con un uomo. Nessuno mi ha detto che avevo l’obbligo di far riconoscere il bambino al padre, anzi, c’era il mondo intero, soprattutto maschilista, a dirmi che non potevo imporre il riconoscimento di quel figlio perché altrimenti mi avrebbero chiamata scroccona, mantenuta, quella che con gli alimenti per il figlio si sarebbe fatta bella dal parrucchiere e dall’estetista.

Se fossi stata lesbica e con un figlio, invece, tutti mi avrebbero rimproverata il fatto di aver privato il bambino della figura paterna. Il padre non può essere messo da parte da una mamma lesbica ma può rendersi latitante se il figlio sta con una mamma etero. Paradossi dei quali sono certa che avrete sentito parlare.
Da etero non mi hanno mai detto che avrei educato male il figlio. Non mi hanno detto che mio figlio avrebbe avuto problemi psicologici e non mi hanno detto che a scuola avrei dovuto invitare il padre a firmare come altro genitore.

Da etero poi avrei potuto fruire di vari “privilegi”. Nel caso in cui avessi incontrato un uomo avrei potuto chiedere a quell’uomo di adottare mio figlio. Se nessuno sa chi è il padre non si capisce perché quel figlio non potrà essere affidato ad un “patrigno”.
Da etero potevo sposarmi e mio marito avrebbe potuto prendere gli assegni familiari per mio conto e poi avrebbe potuto chiedere di tenere conto della situazione familiare per ottenere sgravi fiscali. Avrebbe potuto detrarre dalla sua dichiarazione di redditi le mie spese sanitarie e anche quelle di mio figlio, avrebbe potuto chiedere il rispetto di alcuni diritti nel caso in cui io fossi disoccupata, avrei potuto fruire di un aiuto economico nel caso in cui io – povera – mi fossi separata e avrei potuto ricevere la pensione di reversabilità o avrebbe potuto riceverla lui, in caso di morte di uno di noi.

Da etero avrei potuto lasciare i miei beni in eredità a mio marito e a mio figlio e lui avrebbe potuto fare altrettanto con me. Nel caso in cui mi fossi ammalata a mio marito sarebbe stato permesso il diritto a prendersi cura di me e lo stesso a me nel caso in cui il malato fosse lui.
Da etero non avrei mai incontrato gente stronza che non affitta le case alle coppie gay. Non avrei dovuto sfidare omofobi cercando di far accettare quel che sono. Non avrei dovuto nascondermi nel caso in cui mi fosse venuta voglia di baciare in pubblico mio marito, di tenerlo per mano, di pomiciare con lui in una spiaggia deserta, nell’acqua del mare, in un angolo nascosto.

Da etero non avrei dovuto passare la vita a chiedere diritti, a cercare di ottenere rispetto per me facendomi umiliare da chi, ogni volta, giocando con i miei sentimenti e la mia vita, promette e mai mantiene, per giochi politici di merda o per assenza di coerenza. Per pavidità o intento di ingannarmi, per tenermi buona e usarmi solo come maschera per far vedere che egli è più moderno di quel che in realtà risulta a chiunque lo guardi con più attenzione.
Da etero non dovrei accontentarmi di elemosine, di leggi tagliuzzate e svuotate di parti valide e non avrei dovuto subire la mortificazione di chi vorrebbe in realtà vedermi morta.

Da etero non ho difficoltà, oggi, a dire a chi parla di diritti, prima promessi e poi vigliaccamente negati, che sono codardi, perfidi, stronzi all’infinito. Da etero non dovrei restare lì con il fiato sospeso, misurando le parole, e cercando di mediare al ribasso con persone, uomini e donne, etero, che parlano di me senza ascoltarmi mai.
Da etero, nel caso in cui avessi problemi, mi basterebbe migrare, per avere figli con la procreazione medicalmente assistita, per poi far riconoscere allo Stato italiano il fatto che ho un figlio ottenuto con mezzi che la tecnologia consente altrove ma che l’Italia ancora, tanto attaccata al Vaticano, invece nega.

Da etero, oggi, mi vergogno perché so di poter fruire di privilegi che altri tentano di ottenere alla voce “diritti”. Mi vergogno per quelli che non hanno l’equilibrio, la serenità e la tolleranza per accettare persone diverse includendole nella sfera dei diritti che spettano a tutti noi.
Da etero odio chi dice che loro sono quel che sono, che li accetto, ma che facessero le loro “cose” in casa propria. Odio chi dice che uniti si ma senza figli. Da etero mi rendo conto che c’è a Eterolandia gente che fa branco sfoggiando la propria etero/capacità, e parlo di uomini ma anche donne, quelle del “il corpo è mio ma lo gestisce l’omofoba di turno”, con narrazioni favolistiche sulla bellezza di essere madre e padre e genitore, etero, in una terra che butta via chi è diverso e se ne vanta pure.

Da etero, la nausea oramai è permanente e vomito. Io vomito e vi maledico, tutti voi che negate diritti per il solo piacere di tenere sotto scacco, sotto il vostro potere, gente che volete trasformare in quel che siete voi (chi mai potrebbe desiderare di somigliare ad uno qualunque dei leaders omofobi?). Che schifo. E che peccato, per l’umanità tutta, ogni volta che una scommessa è persa. Da etero dico che non sono etero, ma bisex e ho amato, riamata, donne fantastiche. E ora ditemi: sapendo questo: quanto cambia il vostro parere sulle mie scelte e sulla mia vita?

Emanuela

Leggi anche:

Annunci

Comments

  1. L’ha ribloggato su Il blog del nano Rocco.

  2. L’ha ribloggato su Le 5 stanze.

  3. Ironicamente si potrebbe interpretare i comportamenti beceri del maschio etero come un continuo bisogno di definirsi, come se senza queste definizioni di cosa sia e su come debba agire un maschio etero, l’entità “maschio etereo” si dovesse dissolvere nel nulla ad ogni pie’ sospinto. Una specie di orror vacui. Poveretti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: