The survivalist – film – sopravvivenza e ruoli di genere

::Avviso Spoiler::

E’ un film in cui si parla poco e tutto si svolge in un contesto piccolo, senza effetti speciali o particolari descrizioni in genere usate per raccontare i mondi futuri. Dopo l’abuso delle risorse del pianeta il numero degli abitanti del pianeta diminuisce in maniera esponenziale. La sopravvivenza dipende dalla capacità di coesistenza di quei pochi esseri umani che in parte si aggregano in campi recintati e organizzati o altrimenti cercano luoghi molto isolati per tentare di realizzare un piccolo insediamento. Il protagonista della storia è un uomo solo, giovane, orfano, che ha organizzato la sua vita in una baracca vicino ad un corso d’acqua e a un po’ di terra coltivabile. Vive delle risorse alimentari che riesce a procurarsi. Quelle che nascono sul terreno. Raramente può mangiare selvaggina catturata nel bosco.

Il poco che risolve la sua fame non può essere condiviso facilmente. E’ guerra dell’uomo contro uomo, perché vive chi è più forte. A intromettersi nella solitudine dell’uomo arrivano due donne, una delle quali, la più giovane, viene barattata con un po’ di cibo e un posto per dormire al caldo. E’ il tempo in cui l’unica cosa che una donna può barattare è il proprio corpo, per un po’ di sesso, mentre trama per rubare all’uomo quel poco che ha e per ucciderlo con l’inganno. Lo schema violento sembra essere naturale, nulla di mai visto, spinto dal bisogno e che non suscita alcun senso di colpa. Succede poi che la giovane coppia scelga di liberarsi della donna anziana, perché una bocca in più da sfamare avrebbe danneggiato gli altri, e la priorità è difendere se stessi.

In un mondo in cui le relazioni sono ridotte al minimo si realizzano facilmente i ruoli di genere imposti. Il corpo della donna per il lavoro meno pesante, per il piacere sessuale e per la riproduzione, così da aumentare il tasso di natalità, e il corpo dell’uomo per il lavoro duro, la difesa delle donne da altri uomini, predatori sessuali, che vorrebbero fare male alla compagna, per procurare cibo e per assicurarsi la sicurezza per entrambi. In una situazione simile si descrive l’uomo come schiavo del desiderio sessuale e la donna invece è consapevole di suscitare il desiderio e lo utilizza per ottenere qualcosa in cambio. Quando lei resta incinta si vedrà il suo tentativo di procurarsi un aborto con un ferro rovente infilato in vagina, fino in fondo, piangendo in silenzio, senza fare rumore. Non ci riesce e cambiano così le priorità. Prima c’è lei che custodisce la vita e poi c’è lui che per loro può sacrificare se stesso e tutto quel che ha costruito nel frattempo.

Quello che nel film si può vedere è che i ruoli di genere non sono imposti in termini culturali ma per necessità. Come fosse l’unica opzione possibile. Così possiamo immaginare che quei ruoli possano essere sovvertiti solo nelle società moderne in cui a una donna è permesso tenere un’arma o abituarsi alla lotta fisica, grazie ad un apporto proteico maggiore, con muscoli che possono renderla più forte e indipendente dall’uomo. Possiamo immaginare che l’uomo non dovrà necessariamente fare il protettore delle donne e dei bambini e che potrà assicurarsi un momento per aver paura, sovvertire i ruoli, disancorarsi da quello schema di società in cui lui decide e lui ha molte più responsabilità. Il film racconta anche i sentimenti, l’amore, la colpa, il rimorso, la solitudine.

A me è piaciuto. Spero piaccia anche a voi.

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Comments

  1. C’era un programma sulla sopravvivenza in cui una coppia doveva sopravvivere in ambienti ostili per 21 giorni senza nulla, nemmeno i vestiti. L’ho trovato interessante. In alcune puntate le donne hanno resistito mentre gli uomini hanno abbandonato per varie cause. In altre invece son state le donne a mollare mentre in qualcuna lo spirito di adattamento e la collaborazione reciproca sulla base delle capacità e non del genere ha portato entrambi ad arrivare in fondo. In quella situazione sono conscio che la parte debole sarei stata io e molte donne abili, colte(in botanica per esempio) ed intelligenti non avrebbero avuto bisogno di nessun uomo per sopravvivere. Non certo di me o di tanti come me.

    • Visto anch’io quel programma. “Nudi e Crudi ” su DMAX
      Un programma che racconta la storia di uomini e donne che devono sopravvivere per 21 giorni e arrivare in un determinato punto per ottenere ” la salvezza ”
      Molte volte la donna finiva la sfida da sola, altre invece era lei a guidare l’uomo.
      Condivido il tuo commento

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