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Il mio femminismo è antifascista

antifaIl mio femminismo è antifascista:

 

  • Perché non sto con Dio né con la patria e non mi lascio intrappolare da un anacronistico concetto di famiglia.
  • Perché non credo nei ruoli distanti e divisi, perché il genere è una costruzione culturale e non potrai imprigionarmi nella riproduzione e nella cura solo perché sono una donna.
  • Perché credo che un uomo non debba necessariamente essere un eroe machista, guerrafondaio e violento. Perché ho stima negli uomini, più di quanta ne abbiano i fascisti stessi.
  • Perché non sono madre, moglie, figlia, ma solo persona.
  • Perché non sei padre, marito, figlio, ma solo persona.
  • Perché la sacralità del materno mi infastidisce tanto quanto quella del paterno. Non tutte le donne sono madri o vogliono restare incollate ai figli e non tutti gli uomini sono distanti e vogliono non avere a che fare con i figli. Perché per essere genitori non bisogna essere necessariamente etero e perché la condivisione dei ruoli di cura è necessaria e auspicabile.
  • Perché il mio orientamento sessuale non ha nulla a che fare con la biologia.
  • Perché difendo la libertà di scelta di ogni donna, qualunque essa sia, anche se non la condivido. E perché, allo stesso tempo, esigo rispetto per le mie scelte, anche se tu non le condividi.
  • Perché non mi serve un uomo, uno stato, un governo, un presidente, un leader, paternalista che mi impone di seguire le sue regole “per il mio bene”. Perché quando un uomo dice di sapere quel che “è bene per me” so che devo stargli lontana.
  • Perché non mi piace che in mio nome si realizzi una società securitaria, giustizialista, dove l’unica soluzione posta a me che ho bisogno di strumenti preventivi e risolutivi per “salvarmi” da sola, è sempre e solo la galera o altre orribili soluzioni che placano solo gli appetiti di chi ama le soluzioni autoritarie.
  • Perché odio essere strumentalizzata da un razzista. Io non ho problemi con chi arriva da lontano, con chi parla un’altra lingua e vive secondo altre culture. Non è dell’uomo nero che ho paura ma del fascista, autoritario, di ogni razza e provenienza, ché non rispetta la mia idea di sessualità consensuale e consapevole e pensa che il mio corpo dovrà risarcirlo in qualche modo.
  • Perché il mio mondo è libertario e io non tollero di vedere sfilare mille cazzi in erezione, eccitati all’idea di fomentare odio tra poveri e diversi.
  • Perché un gay per me non è malato e disprezzo profondamente chi vorrebbe “aggiustarlo” per non veder messo in discussione il proprio orto “virile”.
  • Perché una lesbica non è una femmina mancata, ma, e devi convincertene, è una persona che ama fare sesso senza il tuo cazzo fascista.
  • Perché una persona trans non mina le mie certezze, e quando dici che ti fa schifo, e a notte fonda vai a picchiare la trans in strada perché hai dei problemi ad accettare chi è divers@, sei tu a fare profondamente schifo.
  • Perché ogni volta che picchi o dai fuoco, con i fatti o a parole, ad un rom, un musulmano, un ateo, uno straniero; quando insisti nella costruzione di recinti, dentro i quali, ben inteso, rinchiudi anche me, nostalgico di nazismi andati e che non hai timore di riproporre; quando semini odio, con un linguaggio livoroso e colmo di fanatismo, pensando sia tuo diritto normare e controllare i corpi e le vite di ciascun@: tu sei una persona orribile, che pratica sovente revisionismo storico per dirsi vittima di noi antifascist*.
  • Perché se non ti lascio pronunciare il tuo odio, sono certa, rivendicherai il tuo “diritto alla libera espressione” e chiamerai le guardie per censurare le mie letture, per vietare la mia cultura, per bruciare i miei riferimenti storici e politici, per bastonare me che manifesto l’antifascismo.
  • Perché non è affatto vero che ai tempi del fascismo si poteva dormire con la porta aperta. Perché il concetto di sicurezza che ancora oggi propagandate si basa sul terrore, sulla paura, che voi istigate per poi proporvi di governare. È quello che fanno i mafiosi quando incendiano casa tua e poi ti fanno pagare la tangente per lasciarti campare.
  • Perché usate le donne per raccontare balle su tutti gli stranieri. Perché vi fa solo paura chi è diverso e quando una donna, come me, racconta l’antirazzismo, non sapete fare altro che mostrare un grande senso di inferiorità nei confronti del pene dell’uomo nero. E no, non amo essere stuprata né da voi né da “quelli del’Isis” contro i quali stanno lottando le donne curde e musulmane e non i “bravi” fasci d’occidente.
  • Perché non sono un contenitore e non farò mai dieci figli per fare aumentare il tasso di natalità nelle famiglie bianche, etero e cattoliche. Abituatevi all’idea di una società meticcia e multiculturale, in cui i figli saranno partoriti da donne di altra etnia e religione.
  • Perché allo stesso tempo, giusto voi che chiedete di fare figli per la patria, mi odiate quando dico di voler fare un figlio per una coppia gay, una coppia di amici, o una coppia etero di persone che amo. Non siete voi a decidere quel che capiterà dentro il mio utero. Perché il corpo è mio e lo gestisco io.
  • Perché sono stanca di trovare obiettori di coscienza in ogni ospedale d’Italia e di ascoltare i racconti di donne che devono fare un’interminabile maratona contro il tempo per trovare una pillola del giorno dopo o un luogo che pratichi l’interruzione volontaria di gravidanza.
  • Perché le stesse persone che dicono di voler difendere l’onore delle donne poi non fanno che chiamarci troie e puttane nei commenti vomitati su tutti i social network.
  • Perché il linguaggio è importante e mi dovete rispetto qualunque sia la mia scelta, anche se non la condividete.
  • Perché le donne fasciste – che esistono, eccome – non sono da meno degli uomini fascisti e non fanno che giudicarmi e tentare di impormi un modello di vita che non mi piace.
  • Perché le lotte delle sex workers, per esempio, non sono dirette alla riapertura delle case chiuse. Perché la questione della prostituzione non può essere gestita da voi per schedare o espellere donne migranti. Perché le donne sono soggetti, così le sex workers e sono loro a scegliere quale dovrà essere una buona legge che permetta loro di lavorare senza essere rinchiuse in luoghi di sfruttamento com’era un tempo.
  • Perché ne ho abbastanza di sentir parlare di onore dell’italiano, dei diritti degli italiani prima che dei diritti civili di tutt*, inclusi gli stranieri.
  • Perché ne ho abbastanza di vedere usato il tema della povertà e della disoccupazione per creare separazione tra diversi. E non ci tengo a vedere un’Italia chiusa in se stessa e governata da gente che, se potesse, vieterebbe anche i matrimoni misti.
  • Sono femminista e sono antifascista e non potrò dirmi sorella di una donna fascista che porta avanti politiche che non rispettano le differenze.
  • Perché non basta pronunciare la parola “femminicidio” per dirsi femministe e non basta dirsi femministe se poi sei moralista, giudicante, contro l’aborto, contro le unioni gay, contro la libertà delle donne che vogliono lavorare usando i propri corpi, nudi, esposti, liberi, mentre praticano performance e vendono il piacere, contro l’ingresso di donne e uomini migranti in Italia.

 

Allora, riassumendo: tu dici di essere femminista esattamente perché?

antifa_hs_fuck

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Comments

  1. ” in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”
    (Ennio Flaiano)

    • le persone autoritarie stanno dappertutto ma il fascismo è un’idea che si basa sulla sottomissione, esclusione, marginalizzazione, di tutto quello che ai fascisti non piace. l’antifascismo è resistenza partigiana ed è di chi lotta per restituire, tenersi, guadagnare libertà che ci hanno tolto o che vorrebbero toglierci.

      • Cara Laglasnost, a proposito di resistenza partigiana, non credo che tra i partigiani cattolici, socialisti e comunisti del 1943-45 fossero accettati concetti moderni come i diritti degli omosessuali(che negli anni quaranta erano considerati malati da quasi tutti), oppure i diritti delle prostitute(anch’esse all’epoca piuttosto malviste). Tra l’altro dubito perfino che i partigiani comunisti nel 1945 fossero già a favore dell’aborto, visto che di certe cose si è cominciato a parlare solo negli anni settanta. Dico questo solo per farti capire che i discorsi che legittimamente tu porti avanti vanno oltre il concetto ristretto di antifascismo-fascismo.

  2. Wow, hai detto tutto. Applausi.

  3. quindi da quel che ne ho capito di questo post chi parla di Dio e di Patria è solo un fascista!

    io non ho detersivi che lavano più bianco, ma la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri

    • no. è fascista chi vuole imporre a me dio e la patria. la normatività è il limite. io non obbligo nessuno. sono loro che obbligano quell* come me. e su, non fare revisionismo, please 🙂

      • fascismo è l’utilizzazione della violenza come veicolo delle decisioni, sopratutto se queste ultime sono prese al di fuori di un sistema riconosciuto.
        l’idea di Dio come l’idea di Patria sono idee talmente antiche e radicati nell’Uomo che ormai esistono anche a livello di Diritti Umani, e l’uso distorto di queste idee che è un problema. da questo ultimo punto di vista anche l’Ateismo è una forma religiosa che può essere utilizzata in modo distorto come avvenne nella ex URSS

  4. Olè! Andrei in giro con questo manifesto stampato sulla maglia, anche se lo estenderei ad una fetta di persone molto più ampia, perché non solo i fascisti si comportano in questo modo, e perché davvero, nel 2016, vorrei si potesse smettere di parlare di fascismo, se non sui libri di storia.

  5. Complimenti, un vero e proprio manifesto. Dove devo firmare?

  6. L’ha ribloggato su ina.

  7. L’ha ribloggato su The Mind-Scape.

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