Smettete di dire che “le vere donne hanno le curve”

Lei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo apertamente per raccontare qualcosa di personale in merito alle ultime polemiche su peso e aspetto.
Mi reputo, sinceramente, molto al di là di questi discorsi.
Mi spiego.

Ho impiegato molto tempo per raggiungere la spinosa consapevolezza che non esiste una “vera donna” e che le curve non fanno donna, così come un corpo slanciato e magro. Semplicemente perché non esistono vere donne, esistono persone che vogliono cose diverse, anche in merito al proprio aspetto.
Ho vissuto tante battaglie nel mio corpo e con esso, ci ho litigato, ho sofferto, credo di aver raggiunto un buon equilibrio con me stessa e con gli altri.

Mi sono sentita dire che stavo meglio con qualche chilo in più, ma nessuno si è mai chiesto se io stessi bene in quel corpo. È questo che conta no? Io, come mi piaccio?
Sono stata “discriminata”, additata per scelte che fino a prova contraria erano personali (e del tutto sane).
Ora, la mia riflessione, è un’altra.

Il rispetto per un corpo diverso dal proprio esiste e comincia nel momento in cui non ci si rapporta con invidia o astio nei confronti di esso.
Io non critico e non mi permetterei di farlo, una ragazza magra, felice e serena nel proprio corpo, come non offenderei, né riterrei migliore o peggiore della prima una ragazza diversa.

Quello che percepisco, spesso anche in questa pagina, è che siano il risentimento e l’ansia di riconoscersi per forza in un gruppo in antitesi con un altro, a muovere commenti e bocche.
Ed esigerei non leggere, in una pagina come questa, che le “vere donne hanno le curve”, altrimenti non posso che dedurre che non ci siamo moss* molto dal punto di partenza.

Accettare il proprio corpo, sì, senza fare opposizione per sentirsi migliori o consolarsi però.
Quando forse si arriverà a questa difficile consapevolezza tutti i corpi avranno dignità.

Questa non è una guerra magre vs curvy e non deve esserlo.
Quindi prima di commentare interroghiamoci su quale sentimento muova il nostro commento.
Melissa.

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Comments

  1. Io quello che ho percepito negli ultimi post riguardo il peso e il corpo è stata tanto tanto vittimismo e voglia di lamentarsi senza far nulla per cambiare in prima persona. Io non capisco quelle donne che dicono di star male con il proprio corpo e allo stesso tempo disprezzano l’ideale di magrezza della società, come se fosse l’origine di tutti i mali. E non mi piace neanche che qualsiasi commento che non sia di compatimento e solidarietà venga additato come “grassofobico”. Nessuno ce l’ha con le ciccione, ma personalmente non simpatizzo con chi si lamenta ad ogni pié sospinto per il proprio peso.

    • no, su. anche qui? 😦

      ricopio qui quello che ho scritto sulla pagina facebook:

      “Mi arrivano precisazioni, lamentele, a volte qualche sfogo da parte di chi pensa di aver capito quel che penso sul dibattito in corso su body positive e affini. Non me ne frega niente di quel che è la vostra intenzione. Qui i toni sono importanti e se scateni o alimenti una rissa che finisce con attacchi personali a quest@ o quell@ allora ti banno. Non faccio parte di nessuna tifoseria, anzi, vi inviterei a trattare il problema senza toni da ultrà. Questa è l’unica cosa che sulla pagina va moderata perché impedisce una discussione serena anche tra persone che la pensano in modo diverso ma comunque si ascoltano e non sforano mai con toni irrispettosi. Non sto dicendo che le persone grasse non abbiano problemi di salute, ma se tu propini diagnosi e colpevolizzi chi ha misure che ti infastidiscono, perché vuoi che il mondo sia a misura del tuo modello standard o perché sei stat@ o sei grass@ e TU sai che a te sono stati diagnosticati problemi di salute, stai semplicemente proiettando, con tono giudicante, i tuoi bisogni, le tue frustrazioni, su altre persone. Vuol dire che le convinzioni che derivano da una esperienza personale finiscono per essere espresse in termini universali e dunque normativi. Allora il mio invito è, ripeto, che qualunque analisi tu voglia fare devi parlare di te dal personal politico. Tu devi dirci, anonimamente, in privato, senza temere che sarà mai violata la tua privacy, perchè non ti piaci, quali sono i tuoi problemi di salute, qual è la tua analisi in proposito in relazione a te stess@, perché del tuo giudizio su altr* non ce ne frega niente ma della tua storia ci importa e anche parecchio e solo lasciando che ascoltiamo la tua storia potrai contribuire in modo costruttivo ad una discussione basata sull’empatia collettiva. quando si parla di corpi chiunque ha il potere di essere normativ@. basta una sola parola e pesa come un macigno sulla vita degli e delle altr*. pesate le parole invece che i corpi altrui. pesate le parole e immaginate a quel che possono significare per le altre persone, quale intima ferita possono causare, e poi cercate di analizzare i toni, l’accanimento, la particolare ossessione che sfora nel sovrascrivere il destino e le scelte altrui. possibile che ascoltare sia per voi così difficile? questa non è una pagina in cui ciascun@ può dare sfogo ai suoi due minuti d’odio a partire da qualunque pretesto. volete fare risse? fatele altrove. Ed è questa l’unica condizione che da sempre pongo. qualunque cosa tu pensi devi contare fino a mille prima di sclerare o istigare o alimentare flame. sono stata chiara?”

      tanti baci 🙂

      ps: a proposito di empatia ti invito a guardare questo video https://www.facebook.com/AbbattoMuri/videos/vb.415529121847587/946378265429334/?type=2&theater

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