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Non mi piaccio. Temo che lui sceglierà un’altra!

Lei scrive:

Cara Eretica, dopo aver letto tante testimonianze di ragazze che non si sentono a proprio agio con il corpo (e anche, purtroppo, dopo aver letto tanti commenti affatto empatici e molto ipocriti) ho deciso anche io di lasciarti una piccola testimonianza (che probabilmente diventerà lunga perché sono prolissa).
Non so cosa significhi essere magra, non so cosa significhi essere adatti per gli standard assurdi di questa società, non so nemmeno cosa significhi essere desiderati o desiderabili.

Fin da piccola sono sempre stata morbida e formosa (e va bene, anche un po’ pigra nel non volermi impegnare in uno sport), e le cose non sono cambiate nemmeno nell’adolescenza o ora che ho ventun anni. Un’altra cosa non è cambiata: il fatto che io non riesca minimamente ad accettarmi o vedermi bella. Capiamoci, qualche chilo in più c’è, ma parliamo di cifre minime (cinque o sei? Insomma, una cosa controllata e controllabile). Mi vorrei fermare a fare un appunto a chi è già pronto a gridare “perdi quei chili, essere sovrappeso fa mele” e cose del genere.

Pensate forse che non ci abbia provato? Ebbene, per me, dimagrire non è così immediato: non mangio schifezze quasi mai, la mia alimentazione è piuttosto controllata e regolata anche dal fatto che mia madre è un medico, ma proprio quei chili non vogliono andarsene. Ci credete che dopo mesi di palestra intensiva (almeno due ore per tre volte a settimana) il mio corpo non è cambiato di una virgola?

Va bene, torniamo a noi. Non mi piaccio, non sto bene nella mia pelle e sono diventata ossessionata dai corpi altrui, soprattutto dalle gambe e dal sedere delle altre ragazze. Lo faccio in automatico: quando sono per strada non ce n’è una che mi sfugga e non c’è volta che io mi domandi perché lei sia così snella e spigliata, mentre io mi sento intrappolata nelle mie rotondità. Mi sento a disagio a provare abiti con chiunque altro non sia mia madre, mi sento a disagio a mostrare la mia taglia (che non ha nulla che non vada costo che porto una 44/46) ad occhi esterni.
Queste insicurezze, ahimè, mi hanno reso anche tremendamente gelosa.

Da quando sto con il mio attuale ragazzo (il primo che mi abbia mai degnato di uno sguardo) ho il terrore che potrebbe trovare, fuori, una ragazza che gli piaccia più di me, pur considerato tutto quello che abbiamo passato insieme e che c’è un mondo intero oltre all’aspetto fisico. Ho il terrore che guardi altre ragazze, magari pensando a loro in maniera troppo intima; ho il terrore che faccia confronti fra me e loro e che un giorno si accorga che io non sono poi così bella e che può avere molto di più (dal punto di vista del fisico, ovviamente, perché so di essere una persona molto interessante e molto intelligente).

Il succo è che io, ogni giorno, vorrei essere bella come le ragazze da copertina, ma vorrei anche sapermi accettare per ciò che sono. Lui non capisce questo mio profondo disagio interiore, non vede nulla che non vada, ama il mio sedere, ama il mio seno e le mie gambe, ama tutto di me. Io, invece, spesso e volentieri mi detesto (fortunatamente, però, fino adesso sono stata abbastanza equilibrata e amante del cibo da non cadere in patologie come anoressia e bulimia e sono grata a me stessa e a chi mi sta attorno per questo).

Il punto è che non so se e quando riuscirò davvero ad amarmi, bombardata come sono da un ideale fisico che non mi appartiene e non mi apparterrà (i fianchi e le spalle larghi, scusate tanto amici salutisti, non li posso eliminare, non posso certo chiedere alle mie ossa se per favore si restringono un attimo!). Continuo a sentirmi enorme e inadatta, perché non peso 50 chili e non ho le cosce snelle, perché non ho un bel culetto piccolo, perché non ho la pancia piatta o i seni a coppa di champagne. E vorrei così tanto togliere dalla mia testa questi stereotipi che mi fanno solo soffrire e riuscire ad amare il mio corpo per quello che è.
Fino ad ora (e credo ancora per molto tempo), non ho idea di come farlo.

Ti ringrazio per aver letto queste parole, ti ringrazio per il lavoro splendido che fai ogni giorno.
Un abbraccio.
S.

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Comments

  1. Ti parlo per esperienza personale, perché molti dei dati che riporti mi ricordano me qualche anno fa. Dalle prime 10 righe è facile convincersi che a scrivere sia una persona sovrappeso, ma è oggettivo che tu non lo sia (porti una 44-46, peserai 55-56 kg. Io che ho le ossa sottili a 55 kg ero un filo morbida e a livello meramente fisico forse anche più apprezzata di adesso, una mia amica dalle ossa più spesse e la muscolatura da sportiva a 55 kg era magra e asciutta). E’ probabile che tu sia dismorfofobica come lo ero io, e una dismorfofobica non si sente bene con nessun peso, perché l’inadeguatezza che proietta sul proprio corpo è il sintomo, non la causa. Veniamo educati a concentrare la nostra attenzione su ciò che non va in noi (pensa ai segnacci rossi sulle verifiche a scuola, per esempio) e mai a esaltare le conquiste che abbiamo già fatto, a spremerci al massimo per eccellere (per chi, poi?), a competere con gli altri invece che a empatizzare con loro (quante delle ragazze che tu invidi si sentono sicure di sé e adeguate, nel loro intimo? Per me sicuramente meno di quelle che credi tu), a nascondere e imbellettare le nostre debolezze invece che a esprimerci correttamente. Come se la forza fosse non avere debolezze, quando invece la forza è solo il modo in cui si sceglie di affrontarle. Si tratta di pesi insostenibili, non mi stupisce affatto che un numero enorme di persone si percepisca inadeguato. E i problemi legati al corpo sono solo la punta dell’iceberg, chi sta bene con se stesso ed è sicuro di sé sta bene anche col proprio corpo, a prescindere dalla sua forma. Vuoi sapere cosa ha aiutato me? Sintonizzarmi sugli altri, smettere di competere con le altre ragazze e realizzare che avevano i miei stessi problemi, parlare davvero coi ragazzi (come si intuisce io sono etero) e scoprire che le ragazze da copertina non piacciono poi così tanto perché i gusti delle persone non sono omologati. Imparare a guardarmi con gli occhi degli altri e scoprire un’immagine completamente diversa di me, non più distorta. Comunicare a testa alta le mie fragilità. Fare molto sesso 🙂 Togliermi i paraocchi dell’insicurezza e usare questi piccoli successi per gonfiarmi l’autostima. E anche una psicoterapia può aiutare di brutto. Ah, e quando ho smesso di pensare al peso, di alternare abbuffate e digiuni, e ho cominciato a mangiare solo per fame ho pure perso qualche kg (che forse, con gli occhi di ora, mi stava pure meglio). In bocca al lupo 😉

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